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Sabato, 22 Giugno 2024
Economia

Sequestro al porto, con contestazione

BRINDISI – La polizia portuale sequestra un rimorchio portuale perché privo di targa, ma l’azienda proprietaria annuncia ricorso, perché «si tratta di un rimorchio portuale, e l'immatricolazione non è richiesta in nessun porto italiano».

BRINDISI – La polizia portuale sequestra un trattore portuale perché privo di targa, ma l’azienda proprietaria annuncia ricorso, perché «si tratta di un mezzo portuale che non percorre strade pubbliche, e la targa non è richiesta in nessun porto italiano».

È accaduto ieri a Costa Morena. Due agenti hanno disposto il fermo amministrativo per tre mesi di un trattore terminale Terberg, capace di movimentare fino a 34 tonnellate di merci, contestando l’assenza delle targhe, della carta di circolazione e della polizza assicurativa. Multa di 844 euro e blocco del veicolo per tre mesi.

A nulla sono valse le rimostranze del proprietario del mezzo, l’imprenditore Pasquale Giurgola, che pure ha mostrato agli agenti della polizia di frontiera la polizza assicurativa valida per tutti i mezzi portuali della sua azienda, la Bis srl, spiegando che questa tipologia di mezzi non è assimilata al tir o a mezzi simili, e operando solo in ambito portuale non necessita di immatricolazione e dunque di targa, come del resto accade in tutti i porti.

Nulla da fare: sequestro confermato, multa da pagare, operazioni di carico e scarico dalle navi Grimaldi rallentate. E per l’azienda di Giurgola un danno quantificabile in circa 36.000 euro e un quesito: «Chi ripagherà questo danno nel caso in cui dovessi vincere il ricorso?».

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