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Si riaccende la vertenza Santa Teresa: "Piano di rilancio bloccato"

Trovato l'accordo, stabilito il programma, nulla è stato poi realizzato o messo in cantiere. E i lavoratori della società in house della Provincia di Brindisi, la Santa Teresa Spa, tornano sul piede di guerra

BRINDISI – Trovato l’accordo, stabilito il programma, nulla è stato poi realizzato o messo in cantiere. E i lavoratori della società in house della Provincia di Brindisi, la Santa Teresa Spa, tornano sul piede di guerra. Stamani, guidati dal sindacato Cobas, hanno occupato sino alle 13 la sala del consiglio provinciale. E domani mattina, venerdì 28 aprile, torneranno alle 10 per una assemblea sindacale, poi attenderanno l’avvio dei lavori del consiglio provinciale, la cui seduta è fissata per le 12.

Il fatto che il governo Gentiloni non abbia imboccato un percorso deciso dopo il referendum del 4 dicembre scorso, per restituire concretamente alle Province le funzioni di fatto revocate, con l’invio di adeguate risorse finanziarie, rende inquieti e dubbiosi i lavoratori della Santa Teresa Spa, che vedevano nell’esito del referendum anche la salvezza delle società partecipate delle Province stesse. Il Cobas sostiene che i due milioni di euro di rimesse inviate dalla Stato alla provincia di Brindisi sono una somma ridicola, considerando che comprendono anche le manutenzioni per le strade ex Anas.

Da qui la richiesta di organizzare una protesta a Roma a piazza Montecitorio, con alla testa il presidente dell’amministrazione provinciale Maurizio Bruno. Perché tutto il piano a breve termine di salvataggio della Santa Teresa Spa è fermo, accusa il Cobas. “La attivazione di corsi di  formazione professionale, tema centrale per un ipotetico rilancio della Santa Teresa , resta solo un pio desiderio. Del necessario cambio dello statuto della Santa Teresa per permettere l’ingresso di Comuni e di privati non se ne vede neanche l’ombra. Il raccordo con la Regione Puglia per valutare progetti per il territorio  ed occupazione  non è mai stato attivato. Da qui le nostre preoccupazioni , e come Cobas continueremo a sostenere la lotta al fianco ai lavoratori”, è la promessa.

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