Sabato, 31 Luglio 2021
Economia

"Stabilimento Sanofi, futuro a rischio: evitare la marginalizzazione"

I sindacati nazionali incontrano i vertici e indicono lo stato di agitazione: "Servono investimenti per nuovi prodotti e valorizzazione tecnologica e di mercato delle attuali produzioni"

BRINDISI - Per le sigle sindacali il futuro dello stabilimento brindisino Sanofi non è roseo, tuttaltro. Servirebbero energici interventi e investimenti per scongiurare una crisi. Nella giornata del 7 luglio nella sede di Confindustria Brindisi le segreterie nazionali Filctem Cgil, Femca Cisl e Uiltec Uil hanno incontrato,  unitamente alle segreterie territoriali e alle Rsu, i vertici Aziendali di Sanofi, Maria Rita Maresca e Gabriele Comes, e la responsabile HR Sanofi Laura Bruno alla presenza in videoconferenza del responsabile Euroapi, Eric Berger.  

Nell'incontro sono stati presentati i budget produttivi delle principali molecole, la situazione sui vari progetti aziendali di implementazione organizzativa ed evidenziate le criticità e le diverse opportunità che si possono realizzare sul sito. Per i sindacati "la situazione produttiva che si prospetta per il sito è del tutto inaspettata in riguardo soprattutto ai proclami fatti dalla società in febbraio in occasione del lancio del Progetto Pluton che prevedevano la costituzione di una nuova società Euroapi, che a partire dal 1 ottobre del 2021, data preventivata per la Go Line nel nostro paese, avrebbe costituito un player europeo della produzione chimica dei principi attivi con l’ambizione di raddoppiare il fatturato ad 1 miliardo di euro  prevedendo un ampliamento del perimetro societario attraverso una serie di  acquisizioni che avrebbero rilanciato e rafforzato le produzioni chimiche nei 6 paesi europei dove Euroapi è presente con siti produttivi".  
"Purtroppo - prosegue un comunicato stilato dalle sigle sindacali - la realtà dei fatti è molto diversa e ai proclami di un futuro brillante e stimolante si sono sostituite giustificazioni di situazione di mercato contingente, di rinuncia inaspettata di commesse da parte di società terze e una spietata concorrenza dei produttori asiatici, Cina in testa, che aggrediscono le quote di mercato in corrispondenza della scadenza dei brevetti. Scopriamo così che il calo della Teicoplanina, che doveva essere contingente al  2021, è confermato anche per il 2022; che la Spiramicina nel 2022 avrà un ulteriore calo, così come la Rifamicina per gli annosi problemi mai risolti e  ancora, la Dalbavancina resterà un grosso punto interrogativo". 

I sindacati parlano di "situazione inaccettabile" e spiegano che "pone seri interrogativi sulla capacità di reazione del gruppo e sulle prospettive future, che senza un energico intervento su investimenti per nuovi prodotti e valorizzazione tecnologica e di mercato delle  attuali produzioni relegheranno ad un ruolo marginale lo stabilimento di Brindisi nel nuovo panorama di Euroapi. Sono apparse poco convincenti e molto generiche anche le risposte di Berger che non ha aggiunto nulla di nuovo alle già sentite volontà di maggior impegno industriale e ricerca di nuovi prodotti, senza veri impegni concreti e nessuna  garanzia sulla realizzazione degli stessi".  

La ricetta, per i sindacati, è una: "Servono investimenti, impegni concreti, ricerca veloce ed efficace di nuovi prodotti  e la volontà di Sanofi di realizzarli a Brindisi, e con essi la volontà di sviluppare  ancor più e ancor meglio tutte le potenzialità del sito, che sono molte ma che necessitano di un impegno concreto di tutto il management di stabilimento ma soprattutto dei vertici aziendali di Sanofi che devono impegnarsi in garanzie concrete che oggi non vediamo. Pertanto, il nostro livello di preoccupazione non può che essere molto elevato, in gioco c’è il futuro produttivo di Brindisi, ed è per questo che fin da oggi (9 luglio 2021, ndr) dichiariamo lo stato di agitazione per tutto lo stabilimento, per supportare le  iniziative che la Rsu e le strutture territoriali vorranno mettere in campo a  sostegno delle nostre richieste che impegneranno fin da subito l’azienda a livello locale per arrivare ad un punto di monitoraggio a livello nazionale già  calendarizzato per il 17 settembre. Se a quella data non avremo le adeguate risposte e le giuste rassicurazioni sulla gestione del progetto di rilancio di Brindisi intensificheremo tutte le iniziative di carattere sindacale che riterremo più opportune, alla difesa occupazionale e produttiva del sito ad iniziare da tutti i percorsi di condivisione del progetto di  scorporo previsto dal progetto Pluton".  

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