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Mercoledì, 17 Aprile 2024
Economia

Crisi aerospazio e licenziamenti: Rossi chiede un tavolo governativo

Il primo cittadino appoggia la manifestazione convocata per venerdì 4 febraio dai sindacati, davanti alla scalinata Virgilio. E intanto il Pd annuncia un tavolo a Brindisi con il ministro Orlando

BRINDISI – Il sindaco Riccardo Rossi chiede l’apertura di un tavolo governativo sulla crisi che affligge il comparto aerospaziale nell’area industriale di Brindisi. L’iniziativa arriva alla vigilia della manifestazione indetta dai sindacati Fiom-Cgil, Fim-Cisl e Uilm per venerdì (4 febbraio), alle ore 17, davanti alla scalinata Virgilio. Lavoratori e organizzazioni sindacali protesteranno contro le centinaia di licenziamenti che negli ultimi giorni hanno riguardato i dipendenti del settore. Il primo cittadino sostiene tale iniziativa, condividendone “pienamente le ragioni”.  “È necessario – afferma Rossi - che le istituzioni siano, non solo vicine alle lavoratrici e ai lavoratori, ma che ne sostengano la vertenza. Per questo ho avvia-to un confronto con il Governo per l’attivazione di un tavolo di crisi del compar-to metalmeccanico brindisino. In particolare le vicende del polo aeronautico, con le ripetute crisi da Tecnomessapia al Gruppo Dema, da Dcm (ex Gse) a Progetti Speciali, per citare le più importanti, debbono richiamare le imprese del settore alle loro responsabilità anche sociali”. 

“La riduzione delle commesse di Leonardo nel settore aeronautico – prosegue Rossi - il trasferimento di molte lavorazioni nel Nord Italia ed in Polonia, preoccupano poichè da un lato privano di commesse l’apparato produttivo brindisino e dall’altro possono anche lasciar presagire una riduzione della presenza dello stesso gruppo Leonardo nella nostra realtà”. 

“Le competenze e le professionalità in questo settore nel nostro territorio – af-ferma ancora il primo cittadino - hanno radici profonde e non possono essere di-sperse in questo difficile momento storico. Nè la pandemia può essere utilizzata come alibi per giustificare piani industriali che non vedano al centro il territorio brindisino”.

“Per queste ragioni – conclude Rossi - sostengo con forza le motivazioni che porteranno domani i lavoratori in piazza e, pur non potendo essere presente fisica-mente purtroppo, poichè impegnato a Roma per il direttivo Anci sul Pnrr (altro elemento fondamentale per il rilancio del territorio), confermo l’impegno mio e di tutte le forze politiche che sostengono l’amministrazione comunale, a chiedere al Governo la sua presenza a Brindisi al fine di aprire un tavolo che si impegni a trovare soluzioni alla crisi del comparto”.

Chiede l'intervento del governo anche Chiara Gemma, europarlamentare del Movimento 5 Stelle. "Si ponga quanto prima all’attenzione del Governo  - afferma Chiara Gemma - la gravissima situazione occupazionale di Brindisi, a causa dei numerosi licenziamenti dei lavoratori delle industrie del territorio. L’auspicio e che Prefettura e Regione Puglia si facciano carico di portare a Roma le istanze del territorio brindisino, che si provveda alla creazione di un vero e proprio tavolo ad hoc per Brindisi”. L'europarlamentare prende posizione anche alla luce del corteo unitario organizzato dai sindacati confederali. Infatti, nell’ultimo periodo, ci sono stati 42 licenziamenti alla Cmc di Carovigno e 81 lavoratori della Dcm si sono visti recapitare una lettera di licenziamento. Critica la situazione anche per i 108 impiagati alla Dar (gruppo Dema), così come per i processi Speciali di Brindisi che ha annunciato altri 20 esuberi e la Leonardo Elicotteri che ad oggi conta poco più di 400 lavoratori, contro le centinaia di unità occupate negli anni precedenti.

Chiara Gemma-3

“Il problema si sta espandendo a macchia di leopardo – incalza Gemma - e sta ormai coinvolgendo numerose industrie del capoluogo e della provincia brindisina. Il numero degli esuberi e dei licenziamenti sale di giorno in giorno e ormai rappresenta un vero e proprio bollettino di guerra a cui va messo un argine, prima che la situazione occupazionale a Brindisi diventi una emorragia incontrollabile. Oltre alla crisi di Dcm, Cmc, di Processi Speciali e Leonardo Elicotteri, sappiamo da tempo che anche un centinaio di lavoratori della centrale Enel rischiano di perdere il posto di lavoro, così come anche il petrolchimico ha visto negli anni una drastica riduzione del personale. I lavoratori e tutto il territorio di Brindisi ha dato tanto alle aziende, alle volte pagando un costo anche in termini di impatto ambientale, ed è giusto che tali aziende non si disimpegnino ma creino riconversione e un nuovo sviluppo sostenibile, garantendo piena occupazione”, conclude l’europarlamentare.

“Sono convinto che l’industria e il porto siano trainanti per l’economia brindisina e per questo non solo sono al fianco dei lavoratori che scenderanno in piazza domani, ma ho anche coinvolto il viceministro con delega allo Sviluppo Economico, Pichetto Fratin, che sarà presto a Brindisi per incontrare le associazioni di categoria e i rappresentanti sindacali”. Lo dichiara il commissario regionale di Forza Italia, l’on Mauro D’Attis. “In queste ore  – aggiunge - stiamo assistendo al declino dell’intero settore della metalmeccanica: dal comparto aereonautico agli appalti e le piccole aziende. Perciò, ho ritenuto, da parlamentare e da rappresentante di questo territorio, di dover presentare un emendamento al Dl Milleproroghe per consentire la proroga della cassa integrazione ai lavoratori dell’ex Dcm nonostante sia stata già avviata la procedura di licenziamento. Su questo, spero di trovare la condivisione dei colleghi e so che tra loro ci sarà certamente l’on Aresta. Il Contratto Istituzionale di Sviluppo che stiamo attivando con il ministro Carfagna darà un supporto al settore industriale di Brindisi, ma sono consapevole che non sia sufficiente per la gravità del momento e presto dovremo attivare altri strumenti di sostegno. Per questo – conclude D’Attis - sarà importante l’incontro tra mondo produttivo, lavoratori e il viceministro: dobbiamo esperire tutte le strade utili a mettere in sicurezza il settore e scongiurare la desertificazione industriale del territorio. Ce la metterò tutta e sono convinto che non sarò da solo”.

Anche il Partito Democratico di Brindisi aderirà al presidio. E annuncia un tavolo con il ministro Orlando. Si legge in un comunicato targato Pd: "Il momento storico è cruciale per il tessuto economico del territorio che paga scelte miopi di periodi dopati da impegni impossibili e da promesse di aleatorie 'eldorado' utili solo a rimandare una reale presa di responsabilità da cui nessuno può comunque esimersi. La crisi pandemica e l'accelerazione sulla transizione energetica/ecologica hanno fatto emergere tutte le contraddizioni e i limiti delle inconsistenti e superficiali scelte del passato. Siamo pienamente consapevoli che i prossimi mesi rappresenteranno una sfida e una corsa contro il tempo per la salvaguardia dei posti di lavoro e la sopravvivenza delle imprese di tutto il comparto industriale brindisino. Il Governo e la Regione Puglia, mai come prima d'ora, sono nelle condizioni politiche ed economiche di dare le risposte concrete attese inutilmente da anni su questo territorio. Gli strumenti normativi per tale attenzione non mancano e anche la realtà brindisina, come già sperimentato in altre aree, merita parimenti la propria occasione di sviluppo. Perciò il circolo di Brindisi del Partito Democratico congiuntamente al sindaco Riccardo Rossi hanno inteso sensibilizzare il ministro Andrea Orlando che ha accettato di partecipare, nelle prossime settimane, ad un confronto diretto con le parti a Brindisi. Questo ci rassicura del fatto che la 'vertenza Brindisi' arriverà sui tavoli del ministero del Lavoro e del Consiglio dei Ministri e potrà essere approfondita con la necessaria autorevolezza. Per queste ragioni ed anche per dare pieno sostegno all'iniziativa, il Partito Democratico di Brindisi aderirà al presidio promosso dalle categorie dei metalmeccanici di Cgil, Cisl e Uil previsto dalle 17.00 di venerdì 4 febbraio a Brindisi nei pressi della scalinata Virgilio, sul lungomare".

Articolo aggiornato alle ore 08:45 del 4 febbraio (intervento del Pd)

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