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Martedì, 30 Novembre 2021
Economia

Spagnolo l'olio rubato, pugliesi i committenti: gli agricoltori accusano

BARI – Dopo il caso denunciato dal quotidiano iberico “El Pais” riguardante un furto di 105mila chili di olio di oliva ad Almeria (in precedenza i ladri avevano colpito frantoi a La Puerta de Segura, dove sono stati rubati 90mila chili di olio extra vergine di oliva), il presidente della Coldiretti Puglia, Pietro Salcuni, ieri aveva detto che “da anni denunciamo l’esistenza di un vero è proprio racket con centinaia di migliaia di litri di olio di oliva che viene rubato in Spagna per essere importato clandestinamente in Italia da parte di bande organizzate. L'operazione condotta nelle ultime ore ha portato al fermo di dieci italiani e un cittadino spagnolo che probabilmente avevano progettato il trasporto dell’olio di oliva a Bari su strada, o dai porti di Valencia o Barcellona”.

BARI - Dopo il caso denunciato dal quotidiano iberico "El Pais" riguardante un furto di 105mila chili di olio di oliva ad Almeria (in precedenza i ladri avevano colpito frantoi a La Puerta de Segura, dove sono stati rubati 90mila chili di olio extra vergine di oliva), il presidente della Coldiretti Puglia, Pietro Salcuni, ieri aveva detto che "da anni denunciamo l'esistenza di un vero è proprio racket con centinaia di migliaia di litri di olio di oliva che viene rubato in Spagna per essere importato clandestinamente in Italia da parte di bande organizzate. L'operazione condotta nelle ultime ore ha portato al fermo di dieci italiani e un cittadino spagnolo che probabilmente avevano progettato il trasporto dell'olio di oliva a Bari su strada, o dai porti di Valencia o Barcellona".

La Coldiretti Puglia ricordava anche che il comparto olivicolo - oleario pugliese è uno dei più colpiti da frodi e sofisticazioni. "Nonostante il riconoscimento comunitario per 5 oli Dop (Denominazione d'Origine Protetta) al 'Terra di Bari', 'Terra d'Otranto', 'Dauno', 'Collina di Brindisi' e 'Terre Tarentine', e una produzione pari a 11 milioni di quintali di olive ed oltre 2,2 milioni di quintali di olio, sono 160 i milioni di litri di olio di oliva importati ogni anno per essere miscelati con quello italiano ed in particolare con quello pugliese".

Oggi sul caso interviene anche la Confederazione italiana agricoltori, chiedendo che di identifichino i destinatari in Puglia dell'olio rubato in Spagna. ""Gli 11 arresti operati ieri tra Spagna ed Italia di una presunta banda, composta anche da pugliesi, che rubava olio di oliva in Spagna per poi trasportarlo in Puglia, e in particolare in provincia di Bari, dove veniva venduto come pugliese, non fanno che confermare i dubbi e le denunce che la Cia Puglia solleva da anni". Si legge in una nota.

"Si tratta di un fenomeno criminale che colpisce un settore, quale è quello olivicolo, già in fortissime difficoltà. Ed è un fenomeno che froda sia gli olivicoltori e i produttori di olio pugliesi ma anche i consumatori finali. Ben venga, dunque, la maxi operazione portata a termine dalla Polizia spagnola che ha sgominato una banda dedita ad una truffa ai danni degli agricoltori pugliesi e dei consumatori. La Cia chiede - evidenzia il comunicato - che ora le indagini facciano chiarezza anche su chi fossero i destinatari delle centinaia di migliaia di chili di olio rubati in otto frantoi spagnoli e destinati molto probabilmente ad aziende pugliesi per essere rivendute come olio prodotto in Puglia con tanto di marchio made in Italy".

Già in passato gli inquirenti sono riusciti a giungere sino alle aziende o alla persone ritenute coinvolte. "Così come accaduto per altri prodotti agricoli, dunque, quando i controlli - sostiene la Cia - e le indagini cominciano ad attivarsi qualcosa viene fuori. È accaduto in passato per la pasta e per il grano duro, ed in particolare per il grano importato dal Canada. A questo proposito va ricordato anche l'importante processo presso il Tribunale di Trani a carico del più grande importatore di grano duro a livello europeo, che sarebbe invischiato in importazioni di grani contaminati dalle ocratossine, sostanze cancerogene. Processo nel quale la Cia Puglia si è costituita parte civile".

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