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Mercoledì, 1 Dicembre 2021
Economia Ceglie Messapica

Speranze in catene: protestano sotto la prefettura gli Lsu di Ceglie

BRINDISI – Tornano ad incatenarsi, questa volta sotto il palazzo della prefettura. I sette lavoratori socialmente utili di Ceglie Messapica, proseguono la loro battaglia per il lavoro. Avrebbero dovuto essere stabilizzati già nelle scorse settimane, ed invece da oltre un mese non percepiscono stipendio. Dopo lo stop alla deroga assistita, l’amministrazione comunale di centrodestra guidata dal sindaco Luigi Caroli che fa marcia indietro, cancellando l’ipotesi di risoluzione temporanea della vertenza sottoscritta davanti al prefetto.

BRINDISI - Tornano ad incatenarsi, questa volta sotto il palazzo della prefettura. I sette lavoratori socialmente utili di Ceglie Messapica, proseguono la loro battaglia per il lavoro. Avrebbero dovuto essere stabilizzati già nelle scorse settimane, ed invece da oltre un mese non percepiscono stipendio. Dopo lo stop alla deroga assistita, l'amministrazione comunale di centrodestra guidata dal sindaco Luigi Caroli che fa marcia indietro, cancellando l'ipotesi di risoluzione temporanea della vertenza sottoscritta davanti al prefetto.

A spiegare il perchè della decisione era stato il consigliere Pdl Nicola Ciracì: "Siamo in attesa del giudizio dei revisori sul bilancio di previsione, e c'è il rischio che quello della deroga sia un impegno troppo gravoso da assumere prima della esternalizzazione". E dopo il naufragio della speranza di un lavoro, i sette Lsu - sempre guidati dal segretario Nidil Cgil Angelo Leo - sono ritornati in catene - dopo la manifestazione dell'1 maggio a Ceglie - sotto il palazzo della prefettura, per chiedere alla massima autorità di governo del territorio - Nicola Prete - di trovare una soluzione alla complicata vicenda salvando il futuro di sette famiglie.

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