Stabilizzazione Lsu: "L'amministrazione di Cellino non ha inoltrato le prime istanze"

Entro il 20 febbraio gli enti pubblici dovevano inviare al Ministero le istanze per il riconoscimento degli incentivi per la stabilizzazione dei lavoratori socialmente utili

CELLINO SAN MARCO – Entro il 20 febbraio gli enti pubblici (amministrazioni comunali, amministrazione provinciale e autorità portuale) dovevano inviare al Ministero le istanze per il riconoscimento degli incentivi per la stabilizzazione dei lavoratori socialmente utili. Un’opportunità che si è presentata dopo 25 anni e che da quanto segnala Marilina Nocco, dirigente sindacale Cgil dipartimento Mercato del Lavoro, nel Brindisino non è stata colta da tutti gli enti.  

“Solo l’amministrazione comunale di Cellino San Marco è rimasta sorda alle ragioni per cui sono venuti meno i motivi ostativi (mancanza di risorse e i vincoli assunzionali) alla regolarizzazione dei precari”. Si legge in una nota dove è anche spiegato che “L’occasione è stata data sia dalla Regione Puglia con un piano d’incentivazione, per ogni anno, sino al quarto e dalla Legge di Bilancio n.160/2019 art. 1 con ulteriori risorse a regime”.

Nelle scorse settimane la Cgil, la categoria dei precari Nidil, la Filt e la Funzione Pubblica, hanno chiesto incontri agli enti utilizzatori per discutere nel merito della vertenza e dell’importanza d’inoltrare il format legale per il riconoscimento degli incentivi per la  stabilizzazione dei lavoratori socialmente utili.

Le Richieste dovevano essere mandate  al Ministero entro la giornata di ieri, giovedì 20 febbraio,  mentre  per la Regione Puglia la scadenza è il 28 febbraio. Rimangono, quindi, ancora qualche giorno per l’ottenimento  di queste risorse. Tutti gli enti interessati hanno rispettato la prima scadenza per il Ministero e l’impegno del rispetto della prossima scadenza, 28 febbraio, per  la Regione Puglia, per  richiedere gli incentivi alla  stabilizzazione. Tranne Cellino.

“Riteniamo grave la decisione negativa di questo comune, Cellino San Marco, che di fatto nega ai quattro lavoratori socialmente utili che oggi vivono con un assegno sociale di circa 500 euro, il diritto ad una vita lavorativa dignitosa e serena anche per le loro famiglie. Ma non tutto è perduto! Rimangono le risorse Regionali alla quale occorre attivare la procedura entro il 28 febbraio. La Cgil, il Nidil, Filt e la Fp pur esprimendo soddisfazione per il risultato ottenuto, intendono continuare il confronto con gli Enti Utilizzatori con l’obiettivo di favorire la definitiva acquisizione di condizioni lavorative continuative e stabili, che contribuiscano alla qualità della vita dei lavoratori e al contrasto delle forme di precarizzazione del lavoro oltre che di migliorare la qualità dei servizi”.

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