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il progetto della nuova stazione marittima

il progetto della nuova stazione marittima

Stazione marittima: conferenza dei servizi, ma restano le polemiche sulla location

BRINDISI - Domani sarà il giorno della Conferenza dei Servizi per la compatibilità urbanistica della stazione marittima, uno dei progetti dell’Autorità Portuale più discusso, anche perché nemmeno previsto dal Piano generale del porto. Si tratta di un’idea che oltretutto rappresenta l’addio alla piastra logistica di Costa Morena e all’hub interportuale dell'Area Brindisina.

BRINDISI - Domani, martedì' 20 luglio, sarà il giorno della conferenza dei servizi per la compatibilità urbanistica della stazione marittima, uno dei progetti dell'Autorità Portuale più discusso, anche perché nemmeno previsto dal Piano generale del porto. Si tratta di un'idea che oltretutto rappresenta l'addio alla piastra logistica di Costa Morena e all'hub interportuale dell'Area Brindisina.

La gara è stata già bandita e le critiche non sono mancate, soprattutto per quanto riguarda la location scelta, quella di Punta della Terrare. L'importo complessivo a base di gara è di 9.955.000 euro, il tempo concesso dal bando per la realizzazione della struttura è di 560 giorni dall'aggiudicazione. Le fonti di finanziamento sono i fondi comunitari del programma Interreg Grecia Italia IIIA e i fondi di della legge 166/2002 "Autostrade del mare II". L'autorità portuale ha deciso la localizzazione della struttura a Costa Morena perché attualmente vi attraccano i traghetti per la Grecia, e dove è stato anche ipotizzato lo spostamento delle navi per l'Albania.

Inizialmente, per quanto riguarda la sede era stata scelta S.Apollinare, ma successivamente un cambio di rotta ha fatto sì che il nuovo scenario per la stazione marittima fosse Costa Morena Ovest. Il nuovo terminal in calcestruzzo, acciaio e vetro sarà lontano dai cinque nuovi accosti per traghetti che saranno realizzati sul versante di S.Apollinare nel porto medio. Suscitando non poche perplessità, anche tra tecnici e esperti: ha senso infatti lasciare che i passeggeri sbarchino in un contesto lontano da un sito che dovrebbe essere di riferimento.

Altri dubbi, su un piano squisitamente tecnico, hanno riguardato il fatto che il vigente Piano regolatore del Porto preveda in quel punto un'area commerciale, che nella sostanza si configura a grandi linee con una piastra logistica (Hub), per la quale esiste un protocollo tra tutti gli enti territoriali e il progetto della bretella ferroviaria con lo scalo merci di Tuturano, già finanziato.

Si tratta oltretutto di un lavoro che al 70% consiste in un ampliamento. Da qui, l'interrogativo sulla necessità di una caratterizzazione. E infine, inevitabilmente, la spesa: si sarebbe potuto impiegare una decina di milioni di euro in altre infrastrutture in grado di rendere ancora più accogliente il porto?

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