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Domenica, 28 Novembre 2021
Economia

Stipendi, dipendenti Gorla pronti alla protesta

BRINDISI – L’impresa di pulizie Gorla paga i dipendenti che svolgono il servizio presso la Base Onu, ma non quelli che provvedono ai locali della Cittadella della Ricerca. Lo sostiene il sindacato Cobas del lavoro privato con una nota in cui invita la presidenza della Cittadella a fare pressing sull’azienda, o altrimenti a rescindere il contratto.

BRINDISI - L'impresa di pulizie Gorla paga i dipendenti che svolgono il servizio presso la Base Onu, ma non quelli che provvedono ai locali della Cittadella della Ricerca. Lo sostiene il sindacato Cobas del lavoro privato con una nota in cui invita la presidenza della Cittadella a fare pressing sull'azienda, o altrimenti a rescindere il contratto.

Secondo il Cobas, i dipendenti Gorla cui è affidato il servizio di pulizie della base logistica delle Nazioni Unite hanno percepito gli stipendi perché l'impresa è finita nel mirino della direzione della base, col rischio di perdere l'appalto. Altrettanto dovrebbe fare, chiede il sindacato di base, la presidenza della Cittadella.

"Sempre più spesso i pagamenti avvengono con assegni che costringono i dipendenti a recarsi a Bari esponendosi a notevoli rischi. I contratti di lavoro sono part-time e quindi gli stipendi sono quanto mai striminziti, ma sono di vitale importanza per le famiglie interessate. Le proteste realizzate in questi mesi nei confronti della ditta Gorla e della Cittadella della Ricerca non sono bastate a prendere delle decisioni", sostiene il Cobas nel suo comunicato.

Quindi la situazione -viene annunciato- potrebbe sfociare in "clamorose azioni di protesta

davanti ai cancelli della struttura", avverte il sindacato Cobas. "L'altra volta la protesta davanti ai cancelli durò solo un'ora per lo svolgimento di una assemblea , ma questa volta i lavoratori sono pronti a protestare per l'intera giornata se non oltre".

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