Mercoledì, 20 Ottobre 2021
Economia

"Stipendi e tredicesima non versati": nuova protesta alla zona industriale

Sit in dei dipendenti delle ditte Processi speciali ed Mps Meccanica. “Avanziamo stipendi, spettanze pregresse e tredicesima”

BRINDISI – Ennesima vertenza lavorativa nella zona industriale di Brindisi. A rivendicare i loro stipendi, stavolta, sono dipendenti della ditta “Processi speciali”, un’azienda attiva nel settore aerospaziale che ha vari committenti italiani ed esteri, fra cui Leonardo Divisione elicotteri. I lavoratori, affiancati dal segretario provinciale del sindacato Uilm, Alfio Zaurito, stamani hanno dato vita a un sit in pacifico all’esterno dello stabilimento."Siamo in attesa - sostengono i manifestanti - delle mensilità di maggio, ottobre e novembre, della tredicesima del 2016 e di spettanze pregresse che erano state rateizzate in nove tranche, tramite un accordo raggiunto lo scorso anno. 

Operativa da oltre un decennio, la Processi speciali aveva originariamente 70 lavoratori. Di questi ne sono rimasti circa la metà, ripartiti fra la stessa Processi speciali, società operante nel settore delle verniciature e dei trattamenti galvanici, e un ramo d’azienda della Processi costituito la scorsa estate, la “Mps meccanica”, che si occupa di lavori meccanici. 

“Da quattro anni – dichiara Alfio Zaurito – i dipendenti non percepiscono lo stipendio in maniera regolare. Negli ultimi due anni la situazione si è complicata ulteriormente. Dopo tanta pazienza e tanta tolleranza nei confronti del management aziendale, non abbiamo avuto alcun miglioramento. Nel mese di luglio è stata fatta una scissione d’azienda che ha dato vita alla Mps Meccanica. Noi speravamo che questo potesse far ripartire la produttività aziendale e che si potesse risolvere il problema degli stipendi, ma a tutt’oggi i dipendenti avanzano più di 10mila euro a testa”. 

Da quanto riferito dai dipendenti, i responsabili dell’azienda hanno motivato la mancata corresponsione degli stipendi con le inadempienze economiche di uno dei loro principali clienti. La speranza dei lavoratori è che il problema possa risolversi a breve. “La maggior parte di noi – dichiara un operaio – risiede in paesi limitrofi. Ogni giorno spendiamo soldi di nafta per raggiungere il posto di lavoro, mettendoci il massimo impegno. Abbiamo famiglia, figli, mutui di pagare. Sono stufo di utilizzare i soldi messi da parte per i miei bambini”.


 

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