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Domenica, 28 Novembre 2021
Economia Ceglie Messapica

Stracciato il progetto di Piano urbanistico, 160mila euro per ordinarne un altro

CEGLIE MESSAPICA - I nomi non ci sono ancora, ma ci sono i soldi. L’amministrazione comunale di Ceglie Messapica ha stanziato 160mila euro per l’affidamento della progettazione del nuovo Piano urbanistico generale, di cui 120mila per rifare il piano, 40mila per la messa a punto del piano di recupero del centro storico in particolare. Si tratta di avanzi d’amministrazione destinati alla risoluzione, già annunciata, di rifare tutto daccapo, buttando nel cestino della carta straccia il Pug già pronto a firma dell’ingegnere Dino Borri. Con tutto quello che potrebbe conseguirne di fronte alla Corte dei conti, come aveva avvertito mesi addietro in una intervista a BrindisiReport.it l’assessore regionale Angela Barbanente.

CEGLIE MESSAPICA - I nomi non ci sono ancora, ma ci sono i soldi. L'amministrazione comunale di Ceglie Messapica ha stanziato 160mila euro per l'affidamento della progettazione del nuovo Piano urbanistico generale, di cui 120mila per rifare il piano, 40mila per la messa a punto del piano di recupero del centro storico in particolare. Si tratta di avanzi d'amministrazione destinati alla risoluzione, già annunciata, di rifare tutto daccapo, buttando nel cestino della carta straccia il Pug già pronto a firma dell'ingegnere Dino Borri. Con tutto quello che potrebbe conseguirne di fronte alla Corte dei conti, come aveva avvertito mesi addietro in una intervista a BrindisiReport.it l'assessore regionale Angela Barbanente.

L'amministrazione cegliese non torna indietro. Il sindaco Luigi Caroli, già a fine settembre, aveva declinato l'invito a rivedere le posizioni espresse a caldo del parere di non compatibilità incassato dal Piano urbanistico generale, commissionato nel lontano 1994 e atteso invano per quattordici lunghi anni. Bocciato senza appello il percorso indicato dalla Regione stessa che aveva espresso il parere negativo. Barbanente aveva rassicurato anche sui termini "non perentori" previsti per la convocazione della conferenza dei servizi "salva-Pug", ossia il 4 ottobre. Tutt'oggi insomma, sebbene siano passati due mesi, Ceglie sarebbe potenzialmente ancora in tempo per fare un passo indietro. L'assessore regionale aveva infatti chiarito innanzitutto che Ceglie Messapica, nonostante le numerose falle nella redazione del Pug, non doveva né poteva considerarsi l'ultima della classe.

Tutti i Pug indirizzati alla Regione, hanno infatti subito nel tempo identica sorte, fatta eccezione per una sola città in tutta la Puglia, Campi Salentina. La stessa assessora aveva inoltre rassicurato sulla possibilità di mettere a punto, in tempi brevi, i correttivi necessari: percorso indicato come quello, in assoluto, più indolore. "Mi pare impossibile che un'amministrazione comunale voglia assumersi la responsabilità di non concludere un percorso di pianificazione avviato nel lontano 1994 e condiviso da ben quattro amministrazioni diverse, che hanno investito a tal fine tempo e risorse", aveva concluso, "e ancor meno possibile mi pare che l'amministrazione comunale voglia assumersi la responsabilità di continuare a governare il territorio con un programma di fabbricazione del 1968 quando potrebbe invece facilmente dotare la città di uno strumento urbanistico moderno e di qualità, capace di tutelare e valorizzare il territorio a vantaggio della qualità della vita degli abitanti e dello sviluppo della città".

Ipotesi del tutto inverosimile per l'amministrazione cegliese che, recentemente, è tornata a rassicurare la città sui tempi di realizzazione del nuovo Pug: "Non più di 18 mesi al massimo". Lo ha ribadito Caroli in una assemblea convocata recentemente con i tecnici, geometri, architetti e ingegneri della città messapica, convocati per affrontare l'argomento. Al consesso di tecnici è stato chiarito che, secondo l'attuale maggioranza, "Ceglie non ha bisogno di nuove unità abitative", che tutto quel che c'è da fare è "consolidare l'esistente". Traccia di massima, intenti annunciati ancora tutti da tradurre nero su bianco, che significa due cose, niente più zone d'espansione, come quella prevista in contrada Montevicoli dal Pug stralciato, e nuovo piano di recupero per il centro storico.

Anche in questo caso, per inciso, si tratterebbe di un "doppione". Un progetto per il maquillage del cuore antico della città, zona medievale ma anche ottocentesca, esiste già. Fu commissionato e messo a punto nel lontano 1998 dall'architetto Giuseppe Caroli, tecnico cegliese. Il piano, mai realizzato, diventerà anche quello carta straccia. I prossimi passi per mettere a segno l'obiettivo annunciato di ideare un nuovo assetto urbanistico per Ceglie Messapica, nei tempi da record promessi, saranno dunque quelli di affidare gli incarichi ai progettisti. La suspense sui nomi sarà sciolta nelle prossime settimane.

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