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Sabato, 27 Novembre 2021
Economia

"Strategici terminal crociere e aeroporto". Ma si vince se parte anche la logistica delle merci

BRINDISI - “Puglia Corsara”, il Programma per lo sviluppo delle infrastrutture strategiche e della piattaforma logistica della Puglia*, presentato giovedì dal governatore Nichi Vendola e dall’assessore regionale ai Trasporti, Guglielmo Minervini, prevede tra i dieci interventi considerati prioritari un terminal crociere alla radice della Diga di Punta Riso. E’, come già sottolineato altre volte, un’opera che richiederà preliminarmente una variante al Piano regolatore portuale, quindi tempi medio lunghi incluse le varie fasi della progettazione, dell’appalto e della realizzazione (e ovviamente del finanziamento). Ora si vedrà se la città e l’Autorità portuale saranno in grado di ottimizzare al massimo questo percorso per giungere nel più breve tempo possibile alla conclusione per stare al passo con il programma regionale ed i suoi obiettivi, e soprattutto per giungere in tempo utile sul mercato.

BRINDISI - "Puglia Corsara", il Programma per lo sviluppo delle infrastrutture strategiche e della piattaforma logistica della Puglia*, presentato giovedì dal governatore Nichi Vendola e dall'assessore regionale ai Trasporti, Guglielmo Minervini, prevede tra i dieci interventi considerati prioritari un terminal crociere alla radice della Diga di Punta Riso. E', come già sottolineato altre volte, un'opera che richiederà preliminarmente una variante al Piano regolatore portuale, quindi tempi medio lunghi incluse le varie fasi della progettazione, dell'appalto e della realizzazione (e ovviamente del finanziamento). Ora si vedrà se la città e l'Autorità portuale saranno in grado di ottimizzare al massimo questo percorso per giungere nel più breve tempo possibile alla conclusione per stare al passo con il programma regionale ed i suoi obiettivi, e soprattutto per giungere in tempo utile sul mercato.

L'opera, nell'ottica di "Puglia Corsara", prevede il collegamento intermodale nave-aereo, quindi diventa fondamentale anche la realizzazione della bretella di collegamento tra il terminal e l'Aeroporto del Salento, che sempre più viene considerato dal progetto regionale la porta d'ingresso per le province di Brindisi, Lecce e Taranto e per i loro bacini turistico - culturali. A leggere meglio tra le righe, la sue infrastrutture coinvolte, porto ed aeroporto, è la seconda che crescerà maggiormente con la realizzazione del terminal e della bretella. Lo si desume dall'interesse costante nel tempo di Aeroporti di Puglia e del suo amministratore Domenico Di Paola per l'intervento, e va considerato anche quello della stessa compagnia Ryanair che si troverebbe in una posizione commerciale dominante come vettore, considerando che nell'aeroporto di Brindisi ha una base che presenta già buoni risultati. L'opera viene considerata strategica, dunque, perché presenta un'opportunità unica di collegamento immediato tra un terminal portuale ed un terminal aeroportuale.

Ma tutto ciò non basta per cambiare il volto e il destino del porto di Brindisi, e per farne una delle fonti principali di fatturato per la città ed il territorio. Non si può non immaginare, sulla sponda opposta del porto, la nuova banchina di Costa Morena Est (in fase di completamento) come una struttura al servizio di un altro tipo di traffico intermodale, con fondali idonei all'attracco anche di portacontainer, costi operativi convenienti per le compagnie, servizi efficienti. Cioè tre delle condizioni fondamentali richieste oggi dal commercio marittimo, più altre due: grandi spazi non solo in banchina ma anche e soprattutto nell'area retro portuale, ed un collegamento veloce con la rete stradale e ferroviaria. Brindisi, dicono gli operatori marittimi, deve riuscire a rimettere in moto alcune idee che si erano arenate per vari motivi, ridando opportunità di lavoro ed investimento a imprese e società che continuano a credere in questo obiettivo.

Tutto ciò può essere fatto se concorrono alcune condizioni di fondo: un'azione efficiente dell'Autorità portuale che deve dotare Costa Morena Est dei fondali idonei ad ogni tipo di traffico e delle infrastrutture necessarie; le previsioni del nuovo Piano regolatore portuale del nuovo Piano urbanistico generale della città; un'azione sinergica tra Autorità portuale, Asi, imprese ed enti locali per gli iter autorizzativi e gli assetti gestionali; la liberazione dell'area da altri insediamenti e attività non più utili né al porto, né alla città. In questo caso si tratta di prendere una decisione sul futuro della centrale Edipower di Costa Morena e programmarne la chiusura in un arco graduale di tempo. L'intermodalità merci, che potrà contare anche sui nuovi accosti di S.Apollinare per le navi ro-ro e passeggeri, è incompatibile sia con la presenza di una termoelettrica dall'incerto futuro, sia con il traffico del carbone cui deve essere destinato un nuovo, apposito molo tra Costa Morena Est e il molo Polimeri Europa.

Sono interventi ed opere che vanno decisi e avviati parallelamente al terminal crociere, sfruttando la scelta di fondo fatta dalla Regione Puglia con il Programma per lo sviluppo delle infrastrutture strategiche e della piattaforma logistica. Su questo non si possono avere incertezze. Ed è importante sapere cosa intendono fare il Comune e la Regione, l'Autorità portuale e l'Asi per attivare meccanismi che non richiedono varianti, ma solo conferenze dei servizi ed investimenti non rilevanti. Il problema è decidere.

* Il Programma per lo sviluppo delle infrastrutture strategiche e della piattaforma logistica regionale si compone di due capitoli. Nel primo vengono proposti dieci interventi ritenuti strategici e prioritari per migliorare il complessivo sistema della mobilità pugliese della circolazione di merci e persone sia attraverso interventi infrastrutturali che azioni immateriali sul versante delle nuove tecnologie. Ci sono quindi il collegamento ferroviario di alta capacità Bari - Napoli; il raddoppio sulla dorsale adriatica del binario tra Lesina e Termoli e la velocizzazione della stessa linea; il supporto e orientamento all'intermodalità ferro - mare - gomma del sistema logistico; l'hub transhipment del porto di Taranto; la piattaforma logistica e il Distripark di Taranto e il loro collegamento con l'aeroporto di Grottaglie; il nodo ferroviario di Bari, gli interventi di potenziamento del sistema aeroportuale regionale; il terminal crocieristico di Brindisi e il suo collegamento intermodale; il sistema di infomobilità che permette attraverso l'uso di tecnologie la trasmissione di tutte le informazioni in tempo reale a supporto della mobilità e degli spostamenti di persone e merci e infine l'integrazione strutturale del trasporto pubblico locale finalizzata a migliorare i nodi di scambio, la loro accessibilità e dotazione funzionale in favore della mobilità sostenibile.

Se si escludono i 4,8 miliardi necessari al collegamento alta capacità Bari - Napoli, il fabbisogno per la realizzazione del programma delle 10 opere strategiche e di quelle di supporto territoriale è di circa 2 miliardi di euro. Gli interventi individuati operano su tre livelli: sovraregionale, regionale, territoriale. Quelli di carattere sovra regionale, come l'alta capacità Bari - Napoli, potranno essere inseriti dal governo centrale nel capitolo infrastrutture del Piano per il Sud. Alcune opere di carattere regionale, come la piattaforma logistica di Taranto, l'Interporto, il tratto sud del nodo ferroviaria di Bari sono state già finanziate ma occorre ancora seguirne l'iter verso la reale realizzazione. Infine le infrastrutture strategiche a valenza territoriale, discusse con gli enti locali, saranno inserite nell'intesa generale quadro che sarà siglata con il Ministero delle infrastrutture entro la fine di febbraio.

Nel secondo capitolo di Puglia Corsara, si evidenziano invece obiettivi e proposte che vanno a delineare le Linee guida per una piattaforma logistica regionale. L'obiettivo è quello di attrarre i traffici che richiedono servizi di più elevato valore aggiunto per il territorio e creare una piattaforma logistica pugliese che si presenti come un attore unico e dinamico sui nuovi mercati. Un'azione specifica sarà rivolta immediatamente al mercato: la Puglia può, con la sua collocazione e le sue infrastrutture, già ora inserirsi nei processi di riorganizzazione dei grandi traffici globali. Con un'azione rapida, corsara, appunto, di marketing si punta a sostenere le potenzialità di crescita e di sviluppo dei sistemi portuali e aeroportuali perchè possano alimentare una nuova filiera di servizi logistici.

Puglia Corsara_Nuove Rotte_10 febbraio 2011

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