Economia

«Subito il commissario all'Autorità»

BRINDISI - A quanto pare il governo non ha tanta fretta e voglia di occuparsi del caso dell’Autorità portuale di Brindisi. Sembra infatti che al ministero dei Trasporti siano intenzionati ad affrontare il caso Haralambides soltanto dopo che anche il Consiglio di Stato si sarà espresso sulla sentenza del Tar di Lecce, che ha annullato la nomina del presidente in quanto non è cittadino italiano. A confermare questa linea di tendenza è il senatore del PD Salvatore Tomaselli, secondo il quale questo attendismo potrebbe rappresentare «la morte totale del porto di Brindisi».

BRINDISI - A quanto pare il governo non ha tanta fretta e voglia di occuparsi del caso dell'Autorità portuale di Brindisi. Sembra infatti che al ministero dei Trasporti siano intenzionati ad affrontare il caso Haralambides soltanto dopo che anche il Consiglio di Stato si sarà espresso sulla sentenza del Tar di Lecce, che ha annullato la nomina del presidente in quanto non è cittadino italiano. A confermare questa linea di tendenza è il senatore del PD Salvatore Tomaselli, secondo il quale questo attendismo potrebbe rappresentare «la morte totale del porto di Brindisi».

Perché?

«Perché attendere il parere del Consiglio di Stato significa aspettare almeno fino a settembre. Quindi lasciare l'Autorità in mano ad un presidente dimezzato, che può occuparsi solo dell'ordinaria amministrazione, proprio nel periodo più caldo per i traffici marittimi».

Beh, non è che di traffici ce ne siano tanti, a parte quelli che vede Confitarma?

«Ma attraversiamo comunque un periodo in cui tutti si danno da fare per riposizionarsi e per dare una risposta alla crisi. L'Autorità portuale non può restare ferma. Lo ha già fatto per troppo tempo».

Quindi cosa dovrebbe fare il governo?

«A mio avviso dovrebbe nominare subito un commissario, senza aspettare il Consiglio di Stato. Altrimenti corriamo il rischio che in caso di conferma della sentenza del Tar, avremo il nuovo presidente tra un anno, visto che la procedura per la nomina delle terne partirebbe a gennaio 2013 e a febbraio ci dovrebbe essere lo scioglimento delle Camere, e dunque l'iter procedurale per la nomina del nuovo presidente slitterà di qualche mese».

E cosa dovrebbe fare Haralambides?
«Rispetto i diritti di tutti, ma credo che la sentenza del Tar sia così netta da suggerirgli un passo indietro».

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