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La Risveglio Agricolo con i suoi vini ora punta decisamente sull'export

Si chiude un altro anno colmo di soddisfazioni per le Cantine Risveglio di Brindisi: nuovi riconoscimenti, nuovi mercati e soprattutto nuovi progetti. Il presidente Giovanni Nardelli, che si è ritrovato a ricoprire la carica nel periodo di peggiore crisi

BRINDISI - Si chiude un altro anno colmo di soddisfazioni per le Cantine Risveglio di Brindisi: nuovi riconoscimenti, nuovi mercati e soprattutto nuovi progetti. Il presidente Giovanni Nardelli, che si è ritrovato a ricoprire la carica nel periodo di peggiore crisi per la cooperativa, oggi può tirare un sospiro di sollievo e guardare al futuro con maggiore fiducia. «Sette anni di recessione si fanno sentire, anche nel nostro settore. Le cantine sociali, in particolare, hanno subito un ridimensionamento e soprattutto hanno dovuto trasformarsi adattandosi alle nuove esigenze dei mercati. Non è stato facile, ma passo dopo passo stiamo centrando gli obiettivi che ci eravamo prefissati qualche anno fa».

Tutto è cominciato con il 72100, che fu quasi una sfida…

«Volevamo dare un segnale: siamo una cantina del territorio e vogliamo proporre vini brindisini. Anzi, ottimi vini brindisini, e non più solo lo sfuso. Fu così che decidemmo di chiamare il nostro nuovo Negroamaro, una etichetta importante, con il codice di avviamento postale della nostra città. Ed è stato subito un boom di vendite».

Poi è arrivato il Buccianera, un altro eccellente Negroamaro, e due esperimenti ben riusciti, le bollicine del “60 Nove”, in versione bianca e rosé. Come è andata?

«Bene anche in questi casi. Il Buccianera ha ricevuto tanti elogi e riconoscimenti, insieme al nostro Simposio Riserva che resta l’etichetta più richiesta e importante della cantina, e che quest’anno ha ricevuto una medaglia d’oro e una d’argento in importanti concorsi nazionali e internazionali. Il discorso delle bollicine è stato un tentativo, riuscito, di completare la gamma con prodotti che ci mancavano e che sono molto richiesti sul mercato».

A proposito di mercati, anche quest’anno i clienti esteri sono aumentati.

«Vero, grazie ad un paio di workshop abbiamo iniziato ad effettuare le prime vendite in Romania, Olanda e Lituania. L’estero si rivela sempre più importante per il nostro settore».

Progetti per il 2015?

 «Non posso ancora parlarne, ma abbiamo iniziato a lavorare a qualcosa che condurrà l’azienda ad ampliare i suoi orizzonti e ad arricchire la sua offerta. Il 2015 sarà un anno decisivo per il rilancio delle Cantine Risveglio. Di più, per ora, non voglio dire».

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