Economia

Sulla crisi Dema incontro Fiom con Landini e gli assessori Leo e Capone

Azioni ulteriori per superare le sacche di mono-committenza che generano crisi periodiche nell'indotto, come dimostra il caso Dema, e un accordo di programma per lo sviluppo tra Regione Puglia e istituzioni territoriali per il polo aerospaziale brindisino. E' la strategia che la Fiom Cgil intende perseguire

Maurizio Landini, Michela Almiento e Maurizio Sancesaria. Sotto, lavoratori di Dema Brindisi

BRINDISI - Azioni ulteriori per superare le sacche di mono-committenza che generano crisi periodiche nell’indotto, come dimostra il caso Dema, e un accordo di programma per lo sviluppo tra Regione Puglia e istituzioni territoriali per il polo aerospaziale brindisino. E’ la strategia che la Fiom Cgil intende perseguire, d’intesa con le altre organizzazioni sindacali, per superare contingenze ancora presenti nel settore malgrado le buone pratiche attivate e concretizzate negli ultimi anni dal Distretto tecnologico aerospaziale pugliese (Dta), che ha favorito i contratti di programma che non solo hanno generato importanti investimenti nei siti produttivi brindisini, ma hanno messo insieme in questi investimenti grandi aziende e alcune piccole e medie imprese dell’area.

Al sindacato non interessano le sortite dei alcuni settori politici sullo stato del comparto aerospaziale in Puglia e a Brindisi, che è in trend positivo da tempo e che riesce a gestire ancora fasi di transizione delicate come la riorganizzazione stessa di Finmeccanica che investe direttamente i siti di Brindisi, Grottaglie e Foggia, ma appunto la soluzione non solo delle sofferenze attuali bensì una politica di “prevenzione” delle crisi dovute alla cessazione di alcune commesse. Se ne è discusso ieri a Bari con il segretario generale della Fiom Cgil, Maurizio Landini.

“Le notizie pubblicate in questi giorni relative agli investimenti di aziende importanti del settore aeronautico che interessano direttamente la realtà brindisina, sono la conferma che gli insediamenti industriali presenti sono strategici nell’ambito di programmi industriali nazionali ed internazionali”, dicono la segreteria confederale e quella della Fiom di Brindisi. “Una forte iniezione di ottimismo per una provincia che ha toccato, con le ultime rilevazioni dell’Osservatorio sul mercato del lavoro,  il record negativo del 30% di disoccupazione”.  

“Parliamo di realtà come Generale Electric - Avio e Salver che contano un numero di lavoratori diretti di circa 650 la prima e di 310 la seconda, quasi un migliaio di lavoratori che, grazie agli accordi di questi giorni e alla compartecipazione anche della parte pubblica regionale, attraverso  importanti contratti di programma sottoscritti in questi anni, aumenteranno non solo sul versante produttivo ma anche su ricerca e innovazione, carta vincente per vincere la sfida del mercato globale”.

“Così come deve essere una sfida per tutta la rete delle piccole e medie imprese dell’indotto che devono saper fare sistema e migliorare la qualità del prodotto, come per esempio ha saputo fare Gse, che oggi conta circa 400 addetti. Un sistema di aziende dell’indotto che deve superare la mono-committenza a traino dei grossi gruppi che è troppo rischiosa per la stabilità aziendale e di conseguenza per tutte le maestranze”, ribadiscono la segretaria generale Michela Almiento e il segretario Fiom, Maurizio Sancesaria.

Manifestazione operai Dema 4-2“E’ il caso Di Dema, vertenza aperta a Brindisi, che interessa 118 dipendenti, con una cassa integrazione straordinaria avviata per 53 lavoratori dal 25 gennaio: il venir meno della commessa di Finmeccanica Helicopters Division (ex Augusta Westland) ha messo in crisi Dema, pur sapendo – dice la Cgil - che comunque la situazione di rischio si era già prospettata e affrontata nel corso del 2015 con un impegno da parte di Dema a sviluppare un piano industriale per differenziare le attività. Ma le nuove strategie industriali messe in atto da Finmeccanica con Moretti, rischiano di mettere in ginocchio l’intero sistema dell’indotto aeronautico brindisino e pugliese”.

All’incontro con Landini hanno partecipato oltre a Michela Almiento e a Maurizio Sancesaria, anche  anche i lavoratori in cassa integrazione di Dema Brindisi e i delegati Fiom della rappresentanza sindacale unitaria dello stabilimento Finmeccanica Helicopters Division di Brindisi. Con il segretario nazionale della Fiom sono stati illustrati i punti della vertenza Dema assieme agli impegni che aveva già assunto l’amministratore delegato Vincenzo Starace per l’attuazione di un nuovo piano industriale.

Erano presenti anche gli assessori regionali al Lavoro, Sebastiano Leo, e allo Sviluppo, Loredana Capone, ai quali è stata chiesta la disponibilità della stessa Regione Puglia a sottoscrivere un accordo di programma specifico per evitare la chiusura del sito produttivo di Dema a Brindisi. Sul tappeto, anche la valutazione “della nuova politica che Finmeccanica sta attuando sugli appalti, contraendo di molto le attività da esternalizzare, ma con una tempistica che di fatto mette a rischio centinaia di posti di lavoro dell’indotto. Se poi internalizzare significa, di fatto, delocalizzare in Polonia è chiaro che la preoccupazione e che si perdano posti di lavoro e professionalità acquisite in tutti questi anni”, fa sapere la Fiom Cgil.

Su tutto ciò aleggia una responsabilità sociale che Finmeccanica dovrà assumersi “a partire dall’incontro già fissato al Ministero dello Sviluppo Economico per il prossimo 9 febbraio a cui anche Fiom nazionale garantirà la partecipazione”. 

Anche la Uilm Uil chiama a discutere di industria aeronautica a Brindisi - Non sono invece Regione Puglia e Distretto tecnologicoaerospaziale pugliese gli interlocutori della Uilm, il sindacato metalmeccanici della Uil, che a Brindisi organizza un incontro con i parlamentari del territorio per fare il punto sulla situazione del settore e sulla crisi Dema. Stando al comunicato del sindacato dei metalmeccanici Uil saranno proprio gli assessorato regionali al lavoro e allo Sviluppo e il Dta i grandi assenti, perchè non invitati. Eppure c'è una critica alle politiche seguite sin qui, nella nota Uilm.

"In qualsiasi parte del mondo dove non si concreta una prospettiva industriale ben definita e che dia vita ad un distretto funzionante e collaborativo realmente, prima o poi si arriva a dover fare i conti con le difficoltà di dover fronteggiare le crisi sapendo che non si hanno alternative, questo è quello che potrebbe succedere a molte aziende brindisine", dice il sindacato di categoria della Uil di Brindisi, malgrado il settore sia decollato grazie agli incentivi della Regione Puglia e alla stragegia della supply chian introdotta negli anni dal distretto.

"La Uilm quindi pensa che sia arrivato il momento di sederci e discutere, facendo fronte comune, nell’intento di ricercare idee atte a garantire soluzioni, pertanto ha organizzato dibattito pubblico che si svolgerà venerdì 5 febbraio 2016 alle 9.30 presso il Museo Ribezzo a Brindisi, dove oltre alla presenza di un nutrito numero di lavoratori è prevista la presenza in sala anche degli imprenditori del settore e ne discuteranno, coordinati da Alfio Zaurito, i parlamentari brindisini on. Elisa Mariano, on. Nicola Ciracì, on. Toni Matarrelli, sen. Salvatore Tomaselli ed il sen Vittorio Zizza, che in quanto rappresentanti del territorio nelle due camere del Parlamento, potranno sia esprimere il loro pensiero sia cercare insieme di far fronte comune per cercare di portare le istanze nelle sedi opportune".

Articolo aggiornato alle ore 11.50

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