Sabato, 23 Ottobre 2021
Economia

Intervento/ La crisi del porto e la corresponsabilità della politica

Questione porto, questione concessione Grimaldi. Sul tema interviene anche l'associazione Libero Pensiero, che sottolinea soprattutto un aspetto: il ruolo della politica locale e nazionale nella selezione dei vertici delle Autorità Portuali

BRINDISI - Questione porto, questione concessione Grimaldi. Sul tema interviene anche l'associazione Libero Pensiero, che sottolinea soprattutto un aspetto: il ruolo della politica locale e nazionale nella selezione dei vertici delle Autorità Portuali, e quindi la corresponsabilità della stessa nella situazione di stagnazione e criticabile gestione degli enti portuali, Brindisi inclusa.

In riferimento alle ultime notizie apparse sulla stampa locale per ciò che riguarda l'assurda richiesta di una concessione ventennale da parte della Grimaldi, l'associazione culturale "Libero Pensiero " vorrebbe esporre il proprio punto di vista in merito. Intanto occorre specificare che la scrivente è a favore di qualsiasi forma di investimenti purché avvengano nel pieno rispetto delle regole ed in presenza di una reale e trasparente competitività delle parti. Ciò porta inevitabilmente benefici e sviluppo nel nostro territorio.

Anche se non vogliamo entrare nello specifico dell'istanza presentata dalla Grimaldi, ci preme sottolineare alcuni punti. Possiamo intanto dire che le figure di armatore e vettori non si sovrappongono con quella del terminalista, in quanto hanno interessi contrapposti. I primi hanno l'interesse di non avere concorrenza (e ciò si configura in monopolio) ed i secondi invece di una pluralità di concorrenti in quanto stimola il miglioramento dei servizi che rendono il porto più appetibile e vendibile a tutti gli armatori.

A questo punto ci sembra doveroso che l'Autorità Portuale di Brindisi renda noto nello specifico quali saranno gli investimenti sia economici che strutturali che la compagnia Grimaldi intende effettuare nel nostro territorio e quali saranno le opportunità occupazionali visto che già l'istanza ha seguito un iter discutibile in quanto doveva essere sottoposta al vaglio del comitato portuale . Detto questo, stupisce osservare le posizioni dei diversi esponenti politici che vanno da quelli che pongono delle condizioni a quelli che invece reclamano un incontro per l'ascolto delle proprie proposte, ponendo al centro dei loro interessi il porto di Brindisi, ma a nostro vedere così non è!

Infatti sembrerebbe che la politica locale si esoneri dalla responsabilità nel aver trasformato il nostro porto in porto del carbone , della chimica , del gas ..... Con la conseguente perdita del traffico passeggeri che fino all'arrivo dell'Autorità Portuale era florido e contribuiva alla ricchezza della città. Ma supponiamo che forse la verità sia un’altra e cioè che le Autorità portuali sono dei “poltronifici” gestiti e condizionati solo dalla politica, sia di destra che di sinistra! Scelte politiche che iniziano già con le nomine dei vertici degli enti portuali, intorno ai quali gira l'economia; nomine caratterizzate da fantomatiche liti partitocratiche per incentivare per così dire la dialettica politica.

Gli interessi economici sono immensi in quanto con la gestione dei vertici degli enti si possono garantire sia gli appalti che le assunzioni clientelari: non a caso il 50% delle Autorità Portuali e l'attuale Ministero sono indagato per reati correlati. Ma i nostri politici locali, piuttosto che fare il mea culpa, lanciano accuse contro coloro che si opporrebbero allo sviluppo del porto. A questo punto gli si chiede di fornire nomi e circostanze che ostacolano tale sviluppo, evitando di sparare nel mucchio e, nel caso si rendesse necessario, coinvolgere anche la magistratura per verificare e individuare i colpevoli.

A questo punto però ci si chiede: 1) come mai la politica "sponsorizza" solo determinati imprenditori? 2) perché tutte le fazioni politiche si affannano per le nomine dei vertici degli enti (da quello portuale a quello sanitario) e non per i Prefetti? Forse perché intorno ai Prefetti non si fanno affari? L'associazione culturale “Libero Pensiero” coglie l'occasione per invitare le parti su citate a fare chiarezza su quanto esposto. Rendere trasparente il gioco delle parti è un atto dovuto nei confronti di una città che fino a qualche decennio fa basava la sua economia soprattutto sui traffici passeggeri e mercantili portuali.

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