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Tassa di soggiorno a Brindisi sino a 2,50 euro per sette notti

Tariffe per tipologia di struttura: manovra necessaria per coprire parte del disavanzo ereditato

BRINDISI – Alla vigilia dell’inizio della stagione (che dovrebbe essere) turistica, il Comune di Brindisi ha definito le tariffe per la tassa di soggiorno. Manovra necessaria per coprire, per lo meno in parte, il disavanzato ereditato dalle precedenti amministrazioni che, nel tempo, ha superato l’asticella dei 12 milioni di euro.

La tassa

I turisti dovranno pagare da un minimo di un euro e 50 centesimi sino a un massimo di due ero a 50 centesimi nel caso in cui dovessero decidere di pernottare a Brindisi per una o più volte. A Palazzo di città ci sperano. Confidano nella presenza dei turisti, ovviamente non quelli di passaggio, espressione del mordi e fuggi, ma quelli che Brindisi ha conosciuto in passato. Turisti stanziali, li chiamavano. Se arriveranno o meno e quanti ne arriveranno, dipenderà (anche) dall’azione di promozione del territorio attraverso strategie di marketing tanto in voga di recente.

In attesa di capire se Brindisi sarà meta gradita ai turisti, la Giunta ha deliberato le tariffe in vigore sino alla fine dell’anno, a seconda della tipologia delle strutture, avendo come tetto massimo, i cinque euro stabiliti dalle disposizioni di legge.

Le tariffe

Per gli alberghi da una, due e tre stelle, per gli agriturismi, gli affittacamere, così come agriturismi, case e appartamenti per vacanza, il Comune chiederà due euro a notte, per un massimo di sette notti consecutive.

Per gli alberghi da quattro stesse in poi, per le residenze turistico-alberghiere, per le dimore storiche e residenze d’epoca, la tariffa della tassa di soggiorno sale a due euro e 50 a notte, sempre per un massimo di sette consecutive.

Infine, per gli ostelli, i campeggi e per tutte quelle strutture ricettive all’aria aperta che non rientrano nelle categorie precedenti, la tassa scende a un euro e 50, per un massimo di sette notti consecutive.

Le entrate derivanti dalla tassa di soggiorno saranno destinate anche al finanziamento dei lavori di ristrutturazione di facciate e spazi comuni di alberghi e ristoranti. La quota di destinazione è pari al dieci per cento.

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