Lunedì, 15 Luglio 2024
Economia

Crisi industriale, tavolo al Mimit: semaforo verde ad accordo di programma per Brindisi

Ieri l'incontro a Roma con istituzioni, sindacati ed Enel. Il sindaco Marchionna: "Abbiamo intrapreso la strada giusta. Ora c’è una cornice istituzionale e giuridica"

BRINDISI – L’accordo di programma per Brindisi potrebbe diventare presto realtà. Il meccanismo si è messo in moto presso la sede del Mimit (Ministero delle imprese e del Made in Italy) dove ieri (martedì 11 giugno) si è svolto un tavolo su quella che ormai viene riconosciuta da tutti la Vertenza Brindisi. Si cerca uno sbocco alla gravissima crisi occupazionale che affligge il territorio, con migliaia di posti di lavoro a rischio, fra la chiusura della centrale Enel Federico II e le difficoltà che si registrano anche nei settori della chimica, della farmaceutica e dell’aerospazio. La “tempesta perfetta” va arginata. Per questo si sono riuniti (alcuni presenti fisicamente, altri in videoconferenza) il sindaco Marchionna, rappresentanti della Provincia e della Regione, il presidente della Task force per le emergenze occupazionali, il presidente dell’Autorità di sistema portuale del Mar Adriatico meridionale e dirigenti di Enel. La riunione è stata coordinata dall’avvocato Amedeo Teti, direttore Dipartimento imprese del Mimit.

Il ministro Adolfo Urso, da quanto appreso, ha dato disco verde per definire una bozza di accordo di programma. Sul tavolo ci sono delle proposte avanzate da sei aziende (Scandiuzzi, Act Blade, Grimaldi, Green Tesis, Fincosit e Renantis) disposte a investire sul territorio.  Va da se che il futuro industriale di Brindisi non può non passare dal coinvolgimento di Enel, che avrebbe dato la disponibilità a definire un programma di dismissione della centrale Federico II di Cerano, con scadenze. 

Ma l’accordo di programma andrebbe oltre la decarbonizzazione e ingloberebbe anche l’istituzione di un tavolo nazionale sulla chimica, senza trascurare il settore aeronautico e aerospaziale

Nella legge 181 del 1989 (finalizzata al rilancio delle attività industriali, alla salvaguardia dei livelli occupazionali, al sostegno dei programmi di investimento e allo sviluppo imprenditoriale delle aree colpite da crisi industriale e di settore) è stato individuato uno strumento che potrebbe consentire la transizione nella formazione per passare da un tipo di lavoro a un altro. 

Marchionna ha posto sul tavolo il tema della verifica sullo stato di attuazione delle bonifiche nel sito industriale brindisino, in aggiunta ai cosiddetti siti orfani, come ad esempio la discarica comunale di Autigno, e a i siti complessi di grande impatto ambientale, che necessitano di finanziamenti per le bonifiche. Su questo andrà aperto un confronto con il Ministero dell’ambiente. 

Il primo cittadino ha invitato a tenere conto dell’impegno del Cetma Dihsme per sostenere le piccole e medie imprese nella riconversione digitale e green
“Abbiamo intrapreso - afferma Marchionna - la strada giusta. In primis perché ora c’è una cornice istituzionale e giuridica. Si comincia a delineare una serie di ipotesi, impegni e opportunità”. 

Nell’accordo di programma non dovrebbe rientrare il progetto annunciato la scorsa settimana dal ministro Salvini, sulla realizzazione di un impianto per l’assemblaggio dei pannelli fotovoltaici prodotti da Enel a Catania, destinati ad alimentare la rete ferroviaria. Questo investimento viaggerebbe su un proprio binario. Ad ogni modo, a differenza di quanto affermato dal ministro, si ha l’impressione che difficilmente l’intervento si concretizzerà entro l’estate. 

D'Attis: "Un passo importante"

"È stato compiuto - afferma il deputato Mauro D'Attis (Forza Italia)  - un passo importante con la riunione del comitato per la riconversione delle aree della centrale di Cerano al Ministero del Made in Italy e delle Imprese. Iniziano ad emergere una serie di iniziative industriali che possono dare slancio decisivo a Brindisi come a Civitavecchia. Infatti, si ricorderà che il comitato è frutto dell’iniziativa normativa del sottoscritto e del collega Alessandro Battilocchio e l’obiettivo e’ strategico: giungere, tra l’altro, ad un accordo di programma che punti contemporaneamente alla decarbonizzazione e al rilancio del tessuto economico produttivo del territorio, favorendo l’insediamento di nuove realtà industriali".

"Mi riferisco, a titolo esemplificativo e non esaustivo, alla filiera delle rinnovabili, alla chimica, alle bonifiche e al settore aerospaziale, esattamente come oggi riferite. A cominciare dal Governo, occorre che tutti gli attori istituzionali mantengano alto il confronto, anche serrato, per condividere un percorso di rilancio e diversificazione industriale. Mi riferisco alla collaborazione tra Comune e Provincia di Brindisi, Regione Puglia, Camera di Commercio, Autorità portuale, Asi e tutti rappresentanti delle associazioni datoriali e i sindacati. In quest’ottica, confido molto nell’opera del Prefetto di Brindisi. Il comitato istituito per legge è un’occasione: è la sede istituzionale idonea a costruire una proposta di sviluppo per Brindisi. Perciò, visto l’inizio positivo di oggi, posso confermarmi fiducioso del percorso”.

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