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Lavoratori della Tecnomessapia

Lavoratori della Tecnomessapia

Tecnomessapia: licenziamenti revocati, chiesta cassa integrazione straordinaria

Incontro oggi pomeriggio in Confindustria fra sindacati e dirigenti dell'azienda di Ceglie Messapica. Leonardo pronta ad affidare mini commessa a Tecnomessapia, se questa troverà un capannone per svolgere le attività

BRINDISI – Chiusura dei licenziamenti e apertura della procedura per l’ottenimento della cassa integrazione straordinaria, per un anno. Sono questi i primi passi mossi dall’azienda Tecnomessapia per garantire un futuro ai propri dipendenti (177 lavoratori), dopo la fine dell’appalto presso lo stabilimento della Leonardo di Grottaglie.

I dirigenti e i consulentidell’azienda di Ceglie Messapica si sono incontrati oggi pomeriggio (24 luglio) presso la sede di Confindustria Brindisi, dando un seguito all’incontro che si è svolto lo scorso 20 luglio presso il Mise (ministero per lo Sviluppo economico), in presenza del viceministro Teresa Bellanova.

In quella circostanza il governo diede la propria disponibilità a erogare i finanziamenti per la cassa integrazione straordinaria, a fronte della disponibilità data da Leonardo ad affidare una mini commessa a Tecnomessapia, a patto che la società cegliese trovi un capannone in cui espletare le attività previste dall’appalto.

La novità, rispetto al tavolo ministeriale, è che  Tecnomessapia "non anticiperà l'indennità di Cassa a carico Inps", si legge in una nota della Uilm Brindisi a firma di Alfio Zaurito . "Il tutto - si legge ancora nella nota della Uilm - è dovuto secondo Tecnomessapia dalla scarsissima disponibilità finanziaria". Si tratta, secondo la Uilm, di "affermazioni in controtendenza da quelle pronunciate in Regione Puglia dall'ex assessore allo Sviluppo Loredana Capone". Leonardo, inoltre,  ha fatto sapere che si, darà del lavoro a Tecnomessapia, ma ci tiene a sottolineare che sarà quello che toglierà ad altre aziende dell'indotto. 

A tal proposito i dirigenti della ditta appaltatrice hanno sostenuto che non appena vi sarà la certezza dello stanziamento dei fondi per la cassa integrazione straordinaria, verrà trovato un cantiere. In questo modo l’azienda avrà a disposizione 12 mesi di tempo per trovare nuovi sbocchi sul mercato, cercando nuove commesse.

“Quello che ci preme rimarcare – afferma Maurizio Sancesario, segretario provinciale della Fiom – è che la procedura della cassa integrazione straordinaria è stata aperto solo per salvare i posti di lavoro di 177 lavoratori. Ci auguriamo che in questo anno si aprano nuove prospettive per tutti loro). 

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