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Economia

Nella tempesta perfetta della crisi industriale: la manifestazione dei lavoratori

Alla fine sindacalisti e operai incontrano il sindaco Giuseppe Marchionna: "Il tavolo sulla decarbonizzazione è limitato, ne occorre uno che si occupi delle crisi dei vari settori sul nostro territorio"

BRINDISI - La Regione Puglia, grazie al presidente della task force regionale Leo Caroli, è presente. E prende la parola. Per dire che serve un unico tavolo che si occupi di tutte le crisi industriali che stanno investendo, come uno tsunami, il territorio brindisino. E il Comune? Alla fine del corteo sul tema "Industria e lavoro. Riprendiamoci il futuro!" ci si reca a Palazzo di Città. E si incontra il sindaco di Brindisi, Giuseppe Marchionna, che è sostanzialmente d'accordo con Caroli: bisogna superare il tavolo sulla decarbonizzazione - che, detto en passant non è che stia dando tutti questi frutti - e crearne uno nazionale, che metta insieme tutte le crisi, grandi e piccole, che stanno attraversando il capoluogo adriatico. L'altra idea di Marchionna trova scettici quasi tutti i presenti nella sala "Mario Marino Guadalupi": l'Enel deve subito pensare alla bonifica, dato che la decarbonizzazione, come ha detto il ministro Gilberto Pichetto Fratin, va anticipata. E non sarà gratis, tuona Marchionna. Sì, ma serve un'alternativa al carbone, alla centrale. E così il sindaco è costretto più volte a ripetere: "Non mi sono spiegato, non ho mai detto il contrario".

Incontro tra sindaco Marchionna, sindacalisti e lavoratori

I lavoratori in corteo per chiedere "dignità"

La manifestazione parte in orario, di fronte alla stazione ferroviaria. C'è la Cgil, c'è la Uil, manca la Cisl. Come mai? "Chiedetelo a loro". Giustamente. Neanche due metri in marcia e un autobus della linea urbana vuole passare senza aspettare. Antonio Macchia, che riscalda la voce, urla che la manifestazione e i lavoratori meritano rispetto. Nessun incidente, tranne qualche botto, poco più di un petardo, il minimo sindacale - tanto per rimanere in tema - per fare un po' di rumore. I partecipanti non sono anziani, ma non sono manco giovani. O i giovani non lavorano per le industrie, o preferiscono non scendere in piazza. O entrambe. Qualche centinaia di persone sfila per il corso, sorvegliata dagli agenti della questura. Ad alcuni slogan sembrano quasi annuire. Sono anche loro lavoratori. E provano empatia. Perché quando si sciorinano i numeri degli esuberi, dietro quelle cifre ci sono lavoratori. E famiglie. Si scrive "lavoro", si legge "dignità". Il resto, sono riflessioni sacrosante da chi si sente deluso da aziende che "portano tumori, fanno profitti e poi se ne lavano le mani e se ne vanno". Leo Caroli è discreto, in seconda fila. Fa sentire la propria presenza, ma lascia i posti davanti a sindacalisti e lavoratori.

Il sindaco Giuseppe Marchionna ascolta i lavoratori

Il confronto col sindaco Marchionna

Se la tesi è "vogliamo il lavoro", l'antitesi la delineano industrie e multinazionali. La sintesi - Hegel, tirato in ballo forse a sproposito, avrebbe da ridire - tocca alle istituzioni. E quella più vicina al territorio è il Comune. Giuseppe Marchionna ascolta sindacalisti e lavoratori, poi spiega i suoi punti di vista. Prima annuncia, sul tema, la presenza a Brindisi lunedì 3 giugno del ministro Matteo Salvini. Il primo cittadino ritorna sulla manifestazione, con relativo blocco della superstrada del 23 maggio scorso: va convocato un nuovo tavolo in presenza, dopo le elezioni europee, ma prima del G7, "altrimenti come faccio a garantire la pace sociale"? Quindi si terrà il 10 o l'11 giugno. E dovrà fornire risposte concrete. "Perché dietro Enel si sono nascosti in tanti, ma non è solo Enel il problema", chiosa Marchionna. E aggiunge che a breve si avrà notizia di altre iniziative per il territorio. Poi ricorda l'importanza della bonifica del sito di Cerano, "che è una sorta di cassa integrazione, ci vorranno tre-quattro anni per completare la dismissione". Dopotutto Brindisi paga ancora l'onta dell'esclusione dal Just Transition Fund. In questo caso, il paragone con Taranto è impietoso. E qui anche la filiera della chimica è in difficoltà. Lo stesso Marchionna non si fida del Governo. E del comportamento di molte industrie: EuroApi "è stata un bad company qui. La questione grida ancora vendetta" e Sanofi "dev'essere sanzionata a livelli drammatici", aggiunge. 

Si attendono le prossime mosse e si comincia lunedì con la conferenza stampa del ministro Matteo Salvini. Ogni tanto in sala qualcuno mormora: "Sono anni che ascoltiamo piani, promesse, proposte, riceviamo visite istituzionali. Eppure la situazione è sempre questa". La chiosa, almeno per il momento, è questa. Tutti i brindisini sperano che venga smentita dagli eventi.

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