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Giovedì, 25 Aprile 2024
Economia

Torna "Start Up", bando con 47 milioni per l'avvio di nuove microaziende

BARI - Torna Start Up, il cui avviso di bando che mette a disposizione per la nascita di nuove aziende 43milioni in tutto (16 per la prima fase, 27 per questa), sarà riaperto il 30 ottobre con alcune differenze rispetto al primo ciclo chiuso a luglio. Chi fa domanda per un’impresa artigiana avrà la possibilità di ricevere l’incentivo anche se succede all’azienda paterna o di un parente entro il secondo grado (padre, nonno, fratello). Una novità, questa, di notevole impatto perché permette di perpetuare la tradizione del passaggio dell’attività dai genitori ai figli, incentivando allo stesso tempo il rinnovo degli ambienti o delle attrezzature, l’incremento del personale, le spese di gestione.

BARI - Torna Start Up, il cui avviso di bando che mette a disposizione per la nascita di nuove aziende 43milioni in tutto (16 per la prima fase, 27 per questa), sarà riaperto il 30 ottobre con alcune differenze rispetto al primo ciclo chiuso a luglio. Chi fa domanda per un’impresa artigiana avrà la possibilità di ricevere l’incentivo anche se succede all’azienda paterna o di un parente entro il secondo grado (padre, nonno, fratello). Una novità, questa, di notevole impatto perché permette di perpetuare la tradizione del passaggio dell’attività dai genitori ai figli, incentivando allo stesso tempo il rinnovo degli ambienti o delle attrezzature, l’incremento del personale, le spese di gestione.

Così si agevola il ricambio generazionale nelle imprese artigiane favorendo l’innovazione, ma c’è una condizione: la nuova azienda deve acquistare l’intera impresa artigiana esistente o un suo ramo organico e funzionale. L’altra novità riguarda i “Principi attivi”. L’avviso Start Up solo per questi progetti viene esteso anche alle imprese già costituite il cui piano di attività però sia stato approvato dalla Regione. Un atto di coerenza per permettere a proposte innovative e coraggiose come quelle di “Principi attivi” di essere incentivate per implementare lo sviluppo e trasformarsi in vere attività imprenditoriali.

Start Up è il più potente incentivo del genere in Italia perché mette a disposizione a fondo perduto fino a 400mila euro per ogni microazienda, di cui 150mila euro possono essere spesi per investimenti, acquisto di locali, suoli, strumenti e attrezzature e 250mila per i costi di gestione, dunque stipendi, affitti, leasing, bollette. Il tutto per tre anni di esercizio. Agevola disoccupati e precari, si lega alle politiche di imprenditorialità femminile e giovanile, permette il sostegno dei cassaintegrati intenzionati ad uscire dall’azienda, valorizza i giovani di Bollenti Spiriti perché mettano in piedi un’attività propria e i ragazzi dei “Principi attivi” perché le proseguano. Inoltre gli aiuti previsti per il commercio sono destinati alle aree eleggibili quali Zone Franche urbane per situazioni di disagio.

Il bando, nella prima stesura, uscì sul bollettino ufficiale del 28 maggio del 2009 e rimase aperto fino al 31 luglio riscuotendo un successo senza precedenti: in soli due mesi arrivarono 469 domande. Un numero tale da richiedere una sospensione della misura per effettuare un’approfondita verifica. Oggi la Regione Puglia può annunciare i risultati di quella verifica. Delle 469 domande sono risultate ammissibili 115, di cui il 49,9% nei servizi, il 44,3% nella produzione e il 5,8% nel commercio.

Il dato più rilevante riguarda tuttavia i candidati. Guardando la suddivisione per requisito si scopre che l’incentivo Start Up interessa soprattutto alle donne che sono di gran lunga la categoria più rappresentata (il 38,1% ), i giovani di età tra i 18 e i 25 anni rappresentano il 17,9% del contingente, mentre i disoccupati di lungo periodo costituiscono il 12,5%, quasi la stessa percentuale (il 12,1%) di chi è in attesa di prima occupazione. I candidati in procinto di perdere il posto di lavoro rappresentano il 3,7% delle richieste, mentre i giovani con formazione sono il 2,9%. Sotto il profilo economico, i progetti già ritenuti ammissibili valgono circa 16milioni di euro dei 43 totali. Per il nuovo ciclo del bando restano dunque a disposizione 27milioni.

“Con la riapertura del bando Start Ip - ha sottolineato la vice presidente della Regione Puglia e assessore allo Sviluppo economico Loredana Capone - diamo una speranza ai singoli cittadini che possono compiere il grande salto contando sulle proprie idee e sulle nostre politiche di incentivazione. Questo intervento può aiutare davvero a superare la crisi come è avvenuto sempre nella nostra storia economica. In meno di due anni abbiamo attivato 18 bandi, ma è sulle piccole e piccolissime imprese che sono il tessuto vero della nostra economia, che vogliamo scommettere. Il budget su questo incentivo è tra i più alti. Vorremmo che a questa cifra corrispondessero centinaia di proposte innovative e creative perché è il valore aggiunto della fantasia a generare l’idea che conquista il mercato”.

Il bando

Si chiama per intero avviso per il “Sostegno allo Start Up di microimprese di nuova costituzione realizzate da soggetti svantaggiati” e sarà attivo dal 30 ottobre. Prevede che le imprese siano costituite per la maggioranza da candidati con queste caratteristiche: giovani tra i 18 e i 25 anni di età; persone tra i 26 e 35 anni che non abbiano ancora ottenuto il primo impiego regolarmente retribuito; soggetti al massimo trentacinquenni che nell’ultimo biennio dalla data di presentazione della domanda abbiano completato percorsi formativi coerenti con l’attività da intraprendere, finanziati o autorizzati dal sistema pubblico della formazione professionale (categoria nella quale rientrano i “Bollenti Spiriti”); persone di età tra i 45 e i 55 anni prive di un posto di lavoro o in procinto di perderlo; disoccupati di lungo periodo, ossia persone senza lavoro per 12 dei 16 mesi precedenti; donne di età superiore a 18 anni; imprese che abbiano ottenuto dalla Regione Puglia l’approvazione del programma di attività “Principi attivi – Giovani idee per una Puglia migliore”.

Le microaziende da avviare devono essere di nuova costituzione e inattive al momento della presentazione della domanda, per questo non saranno ritenute ammissibili iniziative che siano di fatto in continuità operativa e gestionale o che si configurino come rilevamento o ampliamento di imprese preesistenti. I settori che potrebbero ricevere gli aiuti sono moltissimi. Si va dalla produzione industriale di pasti e piatti pronti, alla fabbricazione di tappeti, articoli in paglia, prodotti farmaceutici, e ancora computer, autoveicoli, costruzioni e attività di produzione cinematografica, design, interpretariato, attività di pulizia e organizzazione di convegni, imprese commerciali.

La domanda di accesso deve essere presentata per via telematica attraverso il portale www.sistema.puglia.it e, dopo, con raccomandata A.R., utilizzando l’istanza di accesso e la scheda tecnica generate dal sistema e complete dei relativi allegati. Il tutto dovrà essere indirizzato a Puglia Sviluppo S.p.A., via Amendola 168/5, 70126 Bari. Il bando è a sportello, quindi attivo fino ad esaurimento delle risorse.

Il punto sulla manovra

Era il novembre 2008 quando la Regione Puglia attraverso l’Area Politiche per lo Sviluppo il Lavoro e l’Innovazione, varò la sua manovra anticrisi, “la più corposa e la più tempestiva in Italia”, dice Loredana Capone. Da allora sono stati attivati 18 bandi per un totale di 779milioni 720mila euro di risorse pubbliche, che movimentano investimenti per 1miliardo 800milioni di euro, pari al 3% del Pil regionale, e mobilitano prestiti per un altro miliardo.

Dei 18 bandi pubblicati oggi sono 8 quelli ancora aperti e quasi tutti a sportello, dunque attivi fino ad esaurimento delle risorse: Contratti di Programma, Programmi Integrati di Agevolazione (PIA), Aiuti per Programmi di Investimento di Micro e Piccole Imprese (detto anche Titolo II), Aiuti alle Piccole Imprese Innovative di Nuova Costituzione, Titolo II - Turismo (chiamato per intero “Aiuti agli investimenti iniziali alle piccole imprese operanti nel settore turistico”), PIA Turismo (per esteso Aiuti alle medie imprese e ai consorzi di PMI per Programmi Integrati di Agevolazione), Aiuti alla diffusione delle Tecnologie dell’Informazione e Comunicazione nelle reti di PMI” (detto per brevità Bando TIC) e Aiuti alle piccole imprese innovative operative (aperto dal 4 ottobre al 26 novembre 2010).

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