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Lunedì, 6 Dicembre 2021
Economia

Torre Guaceto, la svolta dei prefetti. Servizi solo pubblici

Dalla "Porta della Riserva" alla valorizzazione dei produttori. E l'idea di allargare i confini sia sulla terraferma che in mare

TORRE GUACETO – Il futuro a medio termine della Riserva naturale terrestre e dell’Area marina protetta di Torre Guaceto è stato già deciso , e si può affermare che lo Stato ci sta mettendo le mani trovando la giusta convergenza tra i diversi attori e l’interesse pubblico, inteso sia come finalità ambientali e di tutela, sia come economia sostenibile. La governance di Torre Guaceto è il Consorzio di gestione, e ad esso toccherà stabilire come organizzare e fare funzionare tutti i servizi: ciò è nello statuto dell’ente sin dall’inizio, ma questo appannaggio non sempre è stato pacificamente riconosciuto, per utilizzare un eufemismo che riassume polemiche, divergenze anche forti, e purtroppo anche episodi di criminalità.

torre guaceto conferenza stampa programmi futuri (2)-2

Conferenza stampa, oggi pomeriggio al castello di Carovigno, dove hanno sede gli uffici amministrativi, la direzione e la presidenza del Consorzio di Gestione di Torre Guaceto, per presentare i progetti in fase di elaborazione e le iniziative già prese. Per il Comune di Carovigno, interessato per territorio dagli interventi in cantiere (l’altro partner è il Comune di Brindisi) c’era il commissario prefettizio Onofrio Padovano. Per il consorzio c’erano il nuovo presidente, prefetto Mario Tafaro, e il direttore Alessandro Ciccolella. C’era anche l’architetto Roberta Lopalco, che molti ricorderanno come ex assessore comunale all’Urbanistica del Comune di Francavilla, e tra i primi ad aprire un tavolo sul problema della rinaturalizzazione del Canale Reale. E diremo più avanti quale sarà il suo ruolo nei programmi deliberati.

La “Porta della Riserva”

Il punto di svolta è che Torre Guaceto avrà finalmente un  sistema di accesso all’altezza del  numero di visitatori e della loro domanda di servizi. Sorgerà su tre ettari di terreno fuori dall’area Sic (Sito di interesse comunitario), a destra della stradina che dalla complanare della 379 Pennagrossa-Specchiolla conduce al mare e al villaggio Meditur. In sostanza, la stessa area occupata la scorsa estate da uno dei parcheggi privati autorizzati dall’amministrazione comunale di Carovigno. Il progetto della Porta della Riserva è stato affidato con selezione pubblica all’architetto Roberta Lopalco (nella foto sotto), che ne ha illustrato le caratteristiche. Per passare alla fase attuativa, però, bisognerà sottoporre a Valutazione ambientale strategica (Vas) gli adeguamenti necessari da apportare al piano di gestione quinquennale della riserva, in scadenza nel 2019, rispetto al Piano paesaggistico territoriale regionale.

L'architetto Roberta Lopalco-2

Anche la Porta della Riserva rientra nelle direttrici di intervento da inserire: l’incremento della biodiversità con interventi di ingegneria naturalistica; l’incremento dello sviluppo dell’agricoltura biologica; nuovi servizi per sostenere la polifunzionalità delle aziende agricole che operano nei confini della riserva stessa, e l’incremento del turismo sostenibile.  La Porta sarà il punto focale, fisico di questa strategia. Qui convergeranno le piste ciclabili, verso la Porta si potranno esporre i prodotti agroalimentari e artigianali dell’area, ci saranno i parcheggi per le auto e per i pullman, l’infopoint con il servizio guide,  la zona per la sosta e il noleggio delle bici dotata di officina, una zona per il dog sitting, l’area per l’esposizione e la vendita dei prodotti della riserva, una struttura con i servizi igienici.

Torre Guaceto Porta della Riserva - layout-2

Dal punto di vista delle autorizzazioni amministrative, la competenza è del Comune di Carovigno. Il Consorzio  di Gestione, che concorda via via le iniziative strategiche con il Ministero dell’Ambiente, ha dovuto attendere due anni prima di avere l’ok dal sindaco Carmine Brandi per il progetto Porta della Riserva. Poco dopo, si sarà trattato di coincidenza, il sindaco ha subito un attentato incendiario (data alle fiamme l’auto della moglie), e l’amministrazione di Carovigno ha poi imboccato la strada della crisi amministrativa senza ritorno.

L'Area marina protetta di Torre Guaceto

Il progetto non potrà ovviamente essere operativo per l’estate 2018, pertanto abbiamo chiesto al commissario prefettizio Onofrio Padovano se il Comune di Carovigno fosse orientato a replicare un avviso pubblico per affidare alcuni servizi esterni alla riserva, come quello del parcheggio, a privati. La risposta è stata chiara: non ci saranno altri avvisi pubblici. Come si pensa allora di procedere tra pochi mesi? E’ in corso un dialogo tra Comune di Carovigno e Consorzio di gestione per mettere a punto una ipotesi di gestione unitaria, ma pubblica dei servizi, sino a quando la Porta della Riserva non sarà una realtà.

L’area protetta allargherà i propri confini sia sulla costa che in mare

E’ stata già prospettata al Ministero dell’Ambiente, intanto, anche l’idea di estendere del 30 per cento i confini della Riserva naturale dello Stato, ma anche quelli dell’Area marina protetta  di Torre Guaceto. Nel primo caso, ha spiegato oggi il direttore Alessandro Ciccolella, si tratterebbe di far coincidere i confini dell’area sottoposta alla governance del Consorzio di gestione con quelli del Sic, che sono più estesi. Se arriverà il via libera dal ministero, la riserva si estenderà a nordovest proprio sino alla strada che collega la complanare al villaggio Meditur, mentre a sudest includerebbe anche la zona acquitrinosa sino ad Apani. Ciò non influirebbe tuttavia sulle attività economiche, sia agricole che turistiche, già esistenti, se non per i vincoli che comporta operare in una riserva naturale.

Il commissario prefettizio Onofrio Padovano e il prefetto Mario Tafaro-2

E in mare? Qui lo scenario diventa molto più ampio. Gli attuali confini della Amp, che verso il largo giungono alla batimetrica dei 25 metri, a nordovest sino a circa metà strada tra Pennagrossa e Specchiolla, e sudest sino a poco oltre lo Scoglio di Apani, si allargherebbero sino a Lamaforca da un versante, e sino a Punta Penne dall’altro. Si terrà in alta considerazione però, come nel caso della riserva terrestre, non solo il proseguimento delle attività di balneazione, ma anche quelle delle pesca professionale e sportiva, creando una “zona D” che si aggiungerebbe alle attuali zone A (di riserva integrale), B e C.

Le altre iniziative

Il prefetto Mario Tafaro, nuovo presidente del Consorzio di gestione di Torre Guaceto, è stato chiaro per chi ha colto una frase del suo discorso: “Non siamo una frazione dei due Comuni”. La governance della riserva e della Amp, pur mantenendo e ricercando sinergie costanti con le amministrazioni di Brindisi e Carovigno, rivendica l’autonomia dell’assemblea del Consorzio di gestione e porterà avanti le decisioni assunte in quella sede. L’elenco è fitto: c’è il bando per il riutilizzo agricolo e ambientale dei reflui del depuratore circondariale di Bufalaria; c’è il tavolo tecnico con tutti i comuni interessati dal bacino del Canale Reale per la sua rinaturalizzazione e fruizione turistica e ambientale; c’è il problema della accelerazione dell’ter della condotta sottomarina che porterà su un fondale di 50 metri il resto dei reflui del depuratore; c’è il protocollo con l’Area marina protetta di Porto Cesareo per il recupero delle tartarughe marine.

Padovano e Tafaro-2

Ci sono il corso di fotografia naturalistica in occasione delle Giornate mondiali delle Zone umide; il patrocinio per un corso di Operatori ambientali; il progetto del nuovo sito web della riserva, in fase di ultimazione, che darà visibilità ai produttori di Torre Guaceto e ai membri della rete Cets (Carta europea per il turismo sostenibile), e per esportare il modello di crescita ideato e attuato a Torre Guaceto; un nuovo e completo sistema si segnaletica attorno e all’interno della riserva dotato di QR Code per visualizzare con lo smartphone i contenuti aggiuntivi, e le indicazioni per l’accessibilità da parte dei diversamente abili; la sinergia con il Parco regionale delle Dune costiere da Torre Canne a Torre S.Leonardo; e dal 16 al 18 febbraio il consorzio di Torre Guaceto sarà a Firenze a “TourismA – Salone internazionale di Archeologia e Turismo culturale”. Tutto ciò sarà realizzato gradualmente, si spera entro la conclusione del piano quinquennale, e candidandosi a tutti i progetti nazionali e regionali che sostengono gli interventi nel settore ambientale, turistico e culturale, ma anche agroalimentare.

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