Traffico Grecia, Brindisi supera Bari

BRINDISI – Brindisi avrebbe già superato Bari, in questo scorcio di stagione, nel traffico passeggeri per la Grecia, riprendendosi un primato svanito anni fa. Lo dicono gli operatori marittimi ascoltati da BrindisiReport.it, i quali confermano anche gli effetti positivi del trasferimento delle navi per l’Albania a Costa Morena, operazione che ha consentito di tamponare le perdite e trattenere quote importanti di viaggiatori.

Massimo Sciscio

BRINDISI – Brindisi avrebbe già superato Bari, in questo scorcio di stagione, nel traffico passeggeri per la Grecia, riprendendosi un primato svanito anni fa. Lo dicono gli operatori marittimi ascoltati da BrindisiReport.it, i quali confermano anche gli effetti positivi del trasferimento delle navi per l’Albania a Costa Morena, operazione che ha consentito di tamponare le perdite e trattenere quote importanti di viaggiatori.

Ma ora più che mai, dicono gli agenti marittimi intervistati, è necessario avviare quella politica di servizi che deve servire a convincere gli armatori a investire maggiormente sul porto di Brindisi, sia per quanto riguarda i collegamenti per la Grecia, che per quelli con l’Albania, valutando in quest’ultimo caso la possibilità di ripristinare una linea per Durazzo accanto a quelle per Valona. Le compagnie, dicono gli agenti raccomandatari, non possono puntare senza elementi certi di riferimento e di programmazione. Soprattutto in questi tempi di crisi che affliggono la Grecia.

“Suppongo che il traffico passeggeri per la Grecia stia andando bene – dice Franco Aversa, agente Agoudimos -, perché le navi partono piene, e forse ce ne sarebbe voluta qualcuna in più. Credo che questa volta potremo superare Bari nel traffico per la Grecia. La Ionian King ad esempio l’anno scorso era in servizio da Bari, e quest’anno è qui a Brindisi, e questo ha fatto una parte della differenza”. L'agenzia che si occupa ora della Ionian King è infatti la Blu Mare di Brindisi di Cosimo Taveri.

Per quanto riguarda l’Albania, “c’è la novità di una delle tre navi che parte il pomeriggio alle 16, la Red Star, mentre le altre due (European Voyager e Ionian Spirit) seguono il solito orario. Il traffico è lo stesso dello scorso anno ma spalmato su tre navi, comunque va meglio dei mesi scorsi e i risultati dicono che il trasferimento delle navi a Costa Morena ha assicurato una tenuta al porto di Brindisi. Sono calati i veicoli, ma solo perché ora i cittadini albanesi utilizzano per viaggiare su strada linee di pullman che li portano sino a destinazione, traversata inclusa”, spiega ancora Aversa.

Il problema però, adesso, è varare una politica di servizi che può fare la differenza tra il passato e il futuro del porto. “Un nuovo terminal pubblico significherebbe tanto”, dice ancora Franco Aversa. Check-in e servizi sono infatti sistemati tutti nella struttura esterna al varco doganale di Costa Morena, di proprietà della società “Il Mondo”. Per quello pubblico qualcuno dice che le prime sezioni saranno pronte già a metà dell’estate 2012, mentre la lettura della situazione data dal Ministero dell’Ambiente a proposito della eventuale Valutazione di impatto ambientale, parla anche della necessità di una variante al Piano regolatore portuale vigente.

Quindi, malgrado la gara d’appalto seguita da aggiudicazione (impugnata), per il progetto varato dalla precedente gestione dell’Autorità Portuale, i tempi si allungherebbero. Qual è la previsione esatta? Quella ottimistica, o quella che si legge nelle righe delle prescrizioni della Commissione nazionale Via per i nuovi accosti di S.Apollinare, in cui si parla anche del nuovo terminal? “La cosa più importante è che gli armatori non abbiano più la sensazione di trovarsi di fronte ai soliti impegni non mantenuti – risponde Franco Aversa -, e allora basterebbe offrire garanzie attorno ad una data certa”.

E nel frattempo, non sarebbe necessaria comunque una soluzione-ponte per quanto riguarda i servizi ai passeggeri? “Questo si può fare e può anche andare bene, includendo le esigenze degli enti che stanno operando a Costa Morena, quindi Dogana, Polmare, Guardia di Finanza, lavorando su strutture esistenti, sia pubbliche che sul terminal privato”, ipotizza Aversa. “Quindi, riepilogando, certezze dei tempi per il nuovo terminal e i nuovi accosti di S.Apollinare; certezze sul fatto che le navi per l’Albania non ritornino nel porto interno; lavorare per la piattaforma logistica, operazione che riporterebbe Brindisi sulla rotta giusta per lo sviluppo del cabotaggio prefigurato sia dai programmi italiani che europei. Noi agenti marittimi siamo pronti a dare anche un contributo di idee all’Autorità Portuale”.

L'urgenza dei nuovi accosti è legato al paradosso che Brindisi ha un porto enorme ma gli approdi per i traghetti nel porto medio sono pochi. Lo spostamento delle navi per l'Albania ha obiettivamente compresso quelle per la Grecia, e anche aggiungere una nuova linea, come quella per Durazzo, aprirebbe problemi. Bisogna lavorare rapidamente, anche in questo caso, su soluzioni-ponte.

Il giudizio di Massimo Sciscio sull’andamento del traffico con la Grecia è ancora più positivo. “La compagnia che rappresento, la Endeavour, quest’anno ha due navi (Ionian Queen ed Elli T.) invece di tre ma stiamo facendo gli stessi numeri del 2010, ed anche più. Mi riservo un giudizio più preciso a breve, ma credo che Brindisi abbia già superato Bari nei collegamenti con la Grecia – afferma Sciscio -. Bari sconta il fatto di avere in linea navi non molto capienti”.

Il giudizio sui servizi da parte dell’agente Endeavour n on si discosta da quello del collega Aversa. “Siamo fermi, secondo me, a quelli dello scorso anno. Abbiamo visto una maggiore vigilanza e assistenza all’imbarco, ma siamo sempre ospiti di una struttura privata fuori dal perimetro doganale, della quale la parte pubblica non si occupa per quanto riguarda le attività di supporto. Faccio l’esempio della pulizia dei piazzali di parcheggio, che il palleggio di competenze tra Autorità Portuale e Consorzio Asi alla fine ha richiesto l’intervento da parte del Comune”, osserva Massimo Sciscio.

Un consiglio, “non solo tenere pulite le aree di sosta attorno al terminal privato, ma anche istituire un servizio di controllo e gestione delle stesse per evitare le soste selvagge, causa degli imbottigliamenti nei giorni di punta”. Tutto ciò in attesa del nuovo terminal all’interno del perimetro portuale. Sciscio è tra coloro che hanno colto le voci sull’approntamento entro un anno di almeno la parte della nuova struttura destinata al check-in: “A quel punto, lavoreremo a non più di cento metri dalle rampe d’imbarco”.

Ultima nota, sempre da Franco Aversa. La linea diretta per Cefalonia e Zante si è rivelata un tale successo da indurre l’armatore a eliminare la tappa di Igoumenitsa per abbreviare il viaggio. E’ certamente una carta da giocare nei prossimi anni. Ora non resta che attendere l’esito di eventi che in vario modo possono segnare le prospettive del porto di Brindisi: la discussione del ricorso dell’8 settembre prossimo avverso la nomina a presidente di Hercules Haralambides alla presidenza dell’Autorità Portuale, e la partita del rigassificatore di Capo Bianco, un impianto che farebbe saltare ogni calcolo sul futuro commerciale dello scalo marittimo brindisino.

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