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Traghetti: "Sospendere le tariffe"

BRINDISI – La guerra dei traghetti continuerà, perché l’Autorità portuale ha scelto la strada del muro contro muro, continuando a ripetere che gli armatori che non accettano le regole del gioco in vigore a Brindisi possono anche andarsene, perché ci sono altre compagnie pronte a prenderne il posto. Circostanza tutta da verificare, ovviamente, perché la situazione del porto di Brindisi, sul piano dei servizi e delle tariffe è tutt’altro che allettante.

BRINDISI - La guerra dei traghetti continuerà, perché l'Autorità portuale ha scelto la strada del muro contro muro, continuando a ripetere che gli armatori che non accettano le regole del gioco in vigore a Brindisi possono anche andarsene, perché ci sono altre compagnie pronte a prenderne il posto. Circostanza tutta da verificare, ovviamente, perché la situazione del porto di Brindisi, sul piano dei servizi e delle tariffe è tutt'altro che allettante.

Per ora, in attesa degli eventi, gli agenti raccomandatari della Ionian Spirit e della Red Star One, le due navi che dall'altra sera hanno interrotto i collegamenti con Valona per protesta contro le imposizioni cui sono soggette a Brindisi, pensano di effettuare qualche collegamento-spot nel fine settimana solo al fine di evitare che le rispettive compagnie possano perdere le licenze per la linea e quelle nel porto albanese, e che perdano la licenza anche le società di pullman che effettuano i collegamenti tra le aree metropolitane italiane e l'Albania.

Gli agenti: sospendere le tariffe - Ciò eviterà anche il dirottamento su Bari dell'intero traffico, mentre si attendono gli esiti della protesta. Ieri sera gli operatori portuali che hanno partecipato all'incontro convocato dal consigliere regionale Giovanni Brigante, hanno riassunto sostanzialmente in due punti le loro richieste: la prima è quella della revoca temporanea delle tariffe su passeggeri, auto, Tir e pullman; la seconda è quella della incentivazione della compagnie che scelgono Brindisi. Tutto ciò, in attesa della realizzazione della struttura in cui i servizi ai passeggeri devono essere garantiti, vale a dire una stazione marittima pubblica nella zona d'imbarco.

La sospensione del pagamento delle tariffe da parte degli armatori e la politica delle incentivazioni cesseranno quando l'Autorità portuale sarà in grado di fornire effettivamente i servizi attualmente mancanti. E' questo il tema che sarà posto al centro dell'incontro del 28 febbraio concordato con l'assessore regionale ai Trasporti e alle Infrastrutture, Guglielmo Minervini, e di quello con il prefetto Nicola Prete dal quale si attende una risposta in queste ore. Ma il consigliere regionale Brigante punta anche sulla dichiarazione dello stato di crisi per il porto di Brindisi, per sostenere le agenzie marittime in gravi difficoltà.

Protesta Legambiente - Passando alle reazioni di oggi per la vicenda-traghetti, si dicono esterrefatti i soci del Circolo Legambiente "T. Di Giulio" di Brindisi, "da un evento che avrà ripercussioni gravissime sull'intero sistema socio-economico, non solo di Brindisi, ma di gran parte del territorio salentino, ed esprimono la propria preoccupazione sul futuro. La notizia della soppressione dei traghetti passeggeri da e per la Grecia rappresenta un duro colpo per l'intera collettività: è impensabile che la movimentazione del nostro porto sia oggi ridotta solo al trasporto di materie prime che portano solo inquinamento e nessun beneficio al territorio", sostiene Legambiente.

"Ci pare un ulteriore segnale della volontà esterna di trasformare il porto esclusivamente in un grande deposito di stoccaggio di materie prime ad uso di produzione energetica (oggi carbone; successivamente anche gas?); la qual cosa comprometterebbe i delicati equilibri socio-ambientali del nostro territorio. La storia - ricorda Legambiente - ci insegna che non solo l'economia brindisina, ma l'intera società, ha vissuto i suoi momenti di floridezza quando il porto ha funzionato da collegamento con l'Oriente, vicino e lontano".

Quindi i richiami storici: "Il porto di Brindisi ha ospitato personaggi illustri, su tutti Gandhi; è stato citato in libri di interesse mondiale, quale quello di Jules Verne "Il giro del mondo in 80 giorni". Gli importanti investimenti per la riqualificazione del Water Front rischiano di non produrre gli effetti previsti. C'è il rischio concreto che la soppressione degli ultimi traghetti possa portare problemi occupazionali a tutto l'indotto. È

impensabile restare indifferenti al problema. La popolazione di Brindisi ha bisogno che il suo porto funzioni bene: una politica di indifferenza che non ha sviluppato i servizi necessari, con scelte a dir poco scellerate, hanno favorito questo stato di fatto", si afferma nel comunicato dell'organizzazione ambientalista. "Il Circolo Legambiente di Brindisi chiede a gran voce che le Autorità preposte, gli stakeholders locali, i politici di qualunque schieramento e tutti i candidati sindaco si impegnino, ciascuno secondo le proprie competenze, a ripristinare i collegamenti con l'Est ed a programmare, in maniera congiunta, interventi che favoriscano un'adeguata fruizione del porto insieme alla città", è l'appello finale.

Bari più forte della crisi - Intanto l'Autorità portuale del Levante di Bari presenta il bilancio dei traffici del 2011 con il passaggio di 2 milioni di passeggeri e sei milioni di tonnellate di merci. I porti di Bari, Barletta e Monopoli, nonostante la crisi, hanno registrato una movimentazione di oltre 6.300.000 tonnellate di merci e 1.951.000 passeggeri. Nel dettaglio, il porto di Bari, in particolare, ha registrato un incremento complessivo del 2,5%, con un totale di 1.951.000 passeggeri, assorbendo la forte flessione del traffico greco (- 16,5 %) con l'incremento dei traffici crocieristici (+ 15,6 %) pari in valore assoluto a 79.136 passeggeri, grazie alla compagnia di crociere Royal Caribbean che, dal 2011, ha inserito Bari nei suoi itinerari.

Altri fattori di riequilibrio dei traffici sono stati la straordinaria performance della Croazia (+ 26 %) trainata dal turismo religioso e la tenuta dell'Albania (+ 3,5 %). I cambiamenti nella struttura dei collegamenti, verso e da Albania e Croazia, si avvertono anche nello speculare aumento e decremento dei bus rispetto alle auto: i primi in aumento dell'8% e le seconde in decremento dell' 8,5 %. La crisi in Grecia, invece, ha prodotto un ulteriore colpo al traffico dei rotabili che hanno perso il 10%. L'Autorità portuale del Levante, inoltre, definisce buono il flusso delle merci convenzionali grazie a una significativa movimentazione di container per traffici collegati alle esigenze del territorio.

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