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Domenica, 23 Giugno 2024
Economia

"Transizione energetica: servono autorizzazioni, investimenti e nuove aste"

Phase-out carbone e sviluppo dell'Hub energetico: Filctem Cgil, Flaei Cisl e Uiltec Uil preoccupate: "Garantire gli attuali 1.000 occupati e ulteriore occupazione"

Riceviamo e pubblichiamo la lettera che Filctem Cgil, Flaei Cisl, Uiltec Uil di Brindisi e l'assemblea di delegati e Rsu del settore elettrico hanno inviato al ministro della Transizione Ecologica, Roberto Cingolani, al ministro dello Sviluppo Economico, Giancarlo Giorgetti, al ministro delle Infrastrutture, Enrico Giovannini e al prefetto di Brindisi, Carolina Bellantoni. Le segreterie territoriali dei sindacati considerano "importanti ma non esaustivi la condivisione e gli orientamenti della politica di Brindisi e i possibili investimenti illustrati da Enel, nelle riunioni svolte nei giorni scorsi. Le soluzioni sono assolutamente insufficienti per confermare e garantire la vocazione industriale del comparto elettrico brindisino e i posti di lavoro con le professionalità espresse dai lavoratori diretti e dell’indotto". Hanno chiesto un incontro al prefetto di Brindisi. 

Abbiamo appreso dal comunicato stampa nazionale emesso da Terna, confermato da Enel nel corso dei successivi incontri sindacali svolti a livello nazionale e a Brindisi con le scriventi segreterie territoriali di Filctem Cgil, Flaei Cisl, Uiltec Uil, della decisone di non inserire nelle aste 2024 del Capacity Market nuova produzione a gas nel Sud Italia. Questa decisione lascerebbe scoperto l’attuale polo elettrico di Brindisi, strategico per la rete nazionale, dove sorgono importanti impianti tra questi la centrale termoelettrica a carbone, che andrà dismessa entro il 2025.

Nelle stesse aste non risulta, inoltre, nuova potenza elettrica da accumulo che associata agli innovativi e performanti impianti a gas servirebbe per sopperire agli attuali 1.600 MW a carbone e garantire sostenibilità e stabilità alla rete attraverso l’importante infrastruttura ad alta tensione che collega il polo elettrico di Brindisi alla rete di trasmissione nazionale. Siamo convinti e abbiamo sostenuto in ogni sede, come organizzazioni sindacali confederali del comparto energetico italiano, la necessità di garantire una giusta transizione ecologica dell’economia attraverso il coinvolgimento di tutti i settori, produzione energetica, mobilità, trasporti, risparmio energetico ed efficientamento degli edifici. 

Per questo consideriamo indifferibile realizzare per tutti i progetti pendenti in sede ministeriale, una significativa semplificazione degli iter autorizzativi e la riduzione delle tempistiche che rischiano di compromettere seriamente la transizione energetica nel nostro Paese, sulla quale oggi si aggiungono anche tutte le criticità derivanti dagli effetti della guerra in Ucraina. Questa nuova condizione, a nostro avviso, dovrebbe indurre a intensificare una discussione in Europa e nel Paese sui tempi, sulla diversificazione delle fonti di produzione e per accrescere ogni nuova possibile forma di attingimento di gas da altri Paesi fornitori.

Vanno altresì potenziate le forniture da gasdotti e rigassificatori esistenti, prevedendo anche il ricorso a unità galleggianti di rigassificazione (Fsru) per l’immissione nella rete Snam e/o nei pressi degli impianti utilizzatori. Unità Fsru potrebbero costituire una valida alternativa a Brindisi, così come già deciso con il Dpcm emesso per la Sardegna, quando nuovi terminali di importazione Gnl non sono fattibili onshore per mancanza di spazi o per una diversa programmazione delle attività portuali così come scelto proprio a Brindisi con la Zes e la Zona Franca Doganale. La Puglia è un Hub energetico da confermare e valorizzare per l’intero territorio nazionale, con il potenziamento del gasdotto esistente Tap e il nuovo possibile collegamento con il progetto del gasdotto Poseidon per consolidare le infrastrutture per l’importazione del Gas in Italia. 

Questo si aggiungerebbe a quanto già definito nel piano industriale di Terna, che sul versante elettrico prevede il raddoppio dell’interconnessione tra Italia e Grecia per favorire lo scambio e l’integrazione delle fonti rinnovabili con nuova importazione di energia elettrica dall’estero. Consideriamo strategico per il sistema elettrico nazionale, il progetto del ciclo combinato a gas di 850 MW presentato da Enel a Brindisi per il quale è in predisposizione il provvedimento autorizzativo in sede ministeriale, così come consideriamo strategici i tanti progetti industriali che prevedono nuova produzione eolica, solare e di accumulo sul nostro territorio. Condizione essenziale per i risvolti occupazionali, sia nella fase di realizzazione che nella fase successiva di esercizio degli impianti.

Per concretizzare la transizione energetica sono necessarie e urgenti le autorizzazioni per realizzare gli investimenti proposti e confermare le aste 2025 previste dal Capacity Market. Serve una nuova determinazione del Governo per riprendere una giusta regia nazionale su scelte strategiche di sviluppo sostenibile per il Paese e per delineare le basi e arrivare ad un Piano Energetico Nazionale, che in Italia manca da anni e che non può essere generato solo dalle logiche di mercato.
 

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