Sabato, 25 Settembre 2021
Economia

Turismo, l'appello degli albergatori: "Fate le vacanze in Puglia"

Argentieri (Federalberghi) e Di Roma (Consorzio albergatori Carovigno) analizzano le criticità dettate dal Covid in vista della stagione estiva

BRINDISI – Nell'imminenza della stagione estiva gli albergatori brindisini, come tutti quelli del resto della Penisola, navigano a vista. Il Covid ha inferto duri colpi a un settore che cerca di resistere. L'anno scorso il turismo nazionale e, in parte, il bonus vacanze hanno salvato le strutture. E quest'anno? Come si profila l'estate 2021? BrindisiReport ha sondato il terreno con gli addetti ai lavori. Da un lato c'è Pierangelo Argentieri, presidente Federalberghi Brindisi, che conta quasi 80 strutture nella provincia di Brindisi. Dall'altro lato c'è Vincenzo Di Roma, presidente del Consorzio albergatori Carovigno, nel Brindisino, che rappresenta 27 strutture, “ma la platea potrebbe ampliarsi”, spiega. I due presidenti affrontano i nodi cruciali in vista della stagione estiva nel Brindisino.

Il “nodo” prenotazioni

La stagione, per Argentieri (nella foto sotto), rischia di risolversi – al momento – in un mese, quello di agosto: “L'apertura si profila sempre più posticipata, a causa della confusione generata dalla politica. Ci sarà un agosto bollente, il resto della stagione è più debole. Le prenotazioni non si concretizzano in altri periodi, perché non si vuole versare l'acconto, l'incertezza domina. Non si danno segnali chiari per programmare”.

La mancanza di programmazione è un rischio, per il settore. Di Roma è più ottimista: “Le prenotazioni ci sono, ma con riserva di annullamento, perché può succedere qualsiasi cosa. Ci stiamo mettendo a disposizioni senza penali. Rispetto all'anno scorso, abbiamo – nello stesso periodo – un lieve aumento delle prenotazioni. Siamo cautamente ottimisti”.

pierangelo-argentieri

I problemi degli stagionali

E i lavoratori stagionali? C'è difficoltà a reperire forza lavoro per la stagione estiva? No, perché è una crisi globale. Argentieri di Federalberghi spiega che “il lavoro è un elemento fondamentale, nel 2019 avevamo in media sette occupati per struttura. Oggi la media si attesta intorno a 4,5. Ciò vuol dire che gli stagionali sono quelli che più ne soffriranno. Stiamo valutando di chiedere un sostegno alla Regione. Proporremo di sostenere il lavoro anche nei mesi in cui a causa della mancanza di prenotazioni non si riesce a pianificare l'inserimento occupazionale. Bisogna mantenere un minimo di quattro mesi per lo staff”.

La crisi, come detto, è globale. Dunque il personale non può riparare all'estero, visto che anche altre Nazioni sono nella stessa condizione dell'Italia. Nel Brindisino Di Roma (nella foto sotto) del Consorzio albergatori Carovigno fa notare che alcuni lavoratori potrebbero andare a ingrossare le file della ristorazione, ma tutto sommato “il problema di reperire il personale non esiste. C'è una bella differenza rispetto a un anno 'normale', come è stato il 2019. C'è un turnover fisiologico, ma il personale c'è. Questa è una crisi globale, che interessa tutti i Paesi”.

ENZO DI ROMA-3

Troppi voli verso il Mediterraneo

Di recente alcune compagnie aeree hanno implementato i voli verso i Paesi del Mediterraneo, specialmente verso le isole greche. Questo può impattare sul turismo nel Brindisino, come spiega Argentieri: “La mancanza di voli diventa un elemento di criticità. Le aziende favoriscono l'outgoing. Molte Nazioni stanno facendo ragionamenti un po' 'autarchici', consigliano di fare le vacanze non all'estero. E' chiaro che se si pianificano da Brindisi voli verso il Mediterraneo, non avremo tanti turisti. Il mio appello è a fare le vacanze in Puglia, per sostenere questo settore importante per tutta l'economia. Un pugliese che prenota un weekend a giugno o a luglio”.

Per Di Roma il ragionamento delle compagnie aeree è “legittimo. L'Italia non ha una immagine 'tranquilla' come la Grecia, dove si trovano isole 'Covid free'. Ci sarà, come la scorsa stagione, un mercato interno che si muove e occupa le strutture”. La previsione è dettata anche dalla difficoltà – o diffidenza – che molti turisti avrebbero nello spostarsi fuori dall'Italia. E la Puglia, nel panorama nazionale, è una delle mete più ambite.

Bonus vacanze e altri incentivi

Un incentivo che potrebbe aiutare è il bonus vacanze. L'anno scorso molti albergatori hanno salvato la stagione grazie a tale incentivo, spiega Argentieri. E' dello stesso avviso anche Di Roma, per il quale il bonus fa muovere il mercato interno e, di conseguenza, i benefici sono tangibili.

Ma per Argentieri ci sono altri problemi, altre criticità: “Una è la mancanza di chiarezza da parte del Governo. Manca un tavolo che coordini le aperture. L'anno scorso abbiamo avuto un fenomeno spontaneo: l''assalto' alla Puglia. Bisogna avere la lucidità di pianificare le riaperture, anche con indicatori precisi. Stimolare le riaperture sostenendo il reddito e, in parte, facendosi carico di un'incentivazione anche regionale, per far partire la stagione facendo assumere gli stagionali potrebbe essere uno stimolo positivo”. 

Infine, Di Roma si dichiara ottimista: “Noi abbiamo superato la scorsa stagione, dove viaggiavamo a vista. Oggi conosciamo le necessità che la sicurezza impone. Per quanto riguarda le nostre strutture, non abbiamo avuto problemi di Covid: l'anno scorso ne siamo usciti indenni, da questo punto di vista. Anche quest'anno, con i protocolli, puntiamo a questo”.

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