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Porto di Villanova, veduta aerea

Porto di Villanova, veduta aerea

Turismo nautico, porto di Villanova tutto in concessione a Italia Navigando

OSTUNI – Il porticciolo di Villanova passerà interamente alla gestione di Italia Navigando, che vi realizzerà 400 posti barca e lo trasformerà in un approdo turistico tra i più ambiti in Puglia e nel Basso Adriatico, una vera e propria porta dal mare sulla Valle d’Itria, le sue città, i suoi borghi, le sue campagne, le sue strutture ricettive, i campi da golf. Un porto che sarà anche una risposta alla domanda di ormeggi da parte degli appassionati di pesca sportiva e di vela della zona, letteralmente un passo prima per chi arriva in barca da nord del porto di Brindisi con il suo Marina di Bocche di Puglia e le altre banchine pubbliche o in concessione esistenti e in fase di realizzazione.

OSTUNI - Il porticciolo di Villanova passerà interamente alla gestione di Italia Navigando, che vi realizzerà 400 posti barca e lo trasformerà in un approdo turistico tra i più ambiti in Puglia e nel Basso Adriatico, una vera e propria porta dal mare sulla Valle d'Itria, le sue città, i suoi borghi, le sue campagne, le sue strutture ricettive, i campi da golf. Un porto che sarà anche una risposta alla domanda di ormeggi da parte degli appassionati di pesca sportiva e di vela della zona, letteralmente un passo prima per chi arriva in barca da nord del porto di Brindisi con il suo Marina di Bocche di Puglia e le altre banchine pubbliche o in concessione esistenti e in fase di realizzazione.

E un passo dopo Savelletri, un'altra delle tre strutture finanziate recentemente dalla Regione Puglia, quando il Comune di Fasano scioglierà la riserva sull'assetto da dare alla società di gestione del marina assieme sempre ad Italia Navigando, partner dell'amministrazione regionale pugliese anche in questa azione di potenziamento della rete dei porticcioli turistici. Per quanto riguarda Villanova, dice il sindaco di Ostuni, Domenico Tanzarella, le decisioni di fondo sono state già prese. Italia Navigando otterrà dal Comune una concessione unica per l'intero porto di Villanova da utilizzare quasi interamente per la nautica da diporto, esclusa una riserva del 5 per cento da lasciare per legge alla piccola pesca professionale.

Ma a Villanova ci sono anche una sezione della Lega Navale Italiana e alcuni approdi privati, collegati per lo più ad altrettante aziende che operano nel settore della vendita e dell'assistenza di imbarcazioni e motori marini. Che ne sarà di queste precedenti concessioni? "Non vogliamo fare la guerra con nessuno -dice Tanzarella- gli accordi eventuali con altri soggetti saranno valutati e ridefiniti, non certo partendo dal presupposto che andiamo a discutere di loro proprietà, ma di aree demaniali. Tutte le concessioni che erano in atto sono comunque scadute il 31 dicembre 2009. Noi rilasceremo per il futuro una sola concessione a Italia Navigando, che ci ha fatto richiesta in tal senso, e sarà questa società -conclude Tanzarella- ad assegnare eventualmente settori del porto a terzi"

Il Comune di Ostuni entrerà a far parte della società di gestione o lascerà del tutto il timone del nuovo marina a Italia Navigando? "Sono tendenzialmente contrario a impegnare il Comune in società di servizi -risponde il sindaco- ma per il momento non escludiamo nulla. Si tratterebbe comunque di una quota simbolica, di puro indirizzo". Per il progetto del porto turistico di Villanova di Ostuni ci sono 9 milioni di euro già disponibili. Il progetto comunale elaborato in economia due o tre anni fa viene totalmente assorbito da quello di Italia Navigando.

Attorno ai 400 posti barca e alla sistemazione dell'entrata e uscita del porto di Villanova, non proprio agevole, si conta di rilanciare anche l'economia del borgo costiero della Città Bianca, anche con l'apertura di nuovi negozi e punti di assistenza tecnica e turistica. Ora, per dare il via alle procedure, manca solo la convocazione della conferenza dei servizi con una pletora di competenze da mettere in sinergia, a partire dalla stessa Italia Navigando e dal Comune, e proseguendo con Regione Puglia, Capitaneria di Porto di Brindisi, Soprintendenza archeologica e Soprintendenza ai Beni artistici e paesaggistici, Agenzia del Demanio, Genio civile opere marittime, Arpa, Asl e quanti altri rivestono competenze in materia.

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