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Foto d'archivio

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Massimi ribassi: "A rischio 98 posti di lavoro fra Lecce e Brindisi"

Il ricorso al criterio dei massimi ribassi nell’assegnazione degli appalti pubblici potrebbe mettere a rischio 98 posti di lavoro, fra operai e impiegati, nelle province di Brindisi e Lecce. A lanciare questo allarme è l’organizzazione sindacale Uil

BRINDISI – Il ricorso al criterio dei massimi ribassi nell’assegnazione degli appalti pubblici potrebbe mettere a rischio 98 posti di lavoro, fra operai e impiegati, nelle province di Brindisi e Lecce. A lanciare questo allarme è l’organizzazione sindacale Uil, attraverso una nota firmata dal segretario provinciale Italo Licchello e dal segretario feneal Giovanni Librando.

La Uil in particolare punta il dito contro i ribassi record del 50 e 55 per cento che hanno contraddistinto alcuni appalti di opere dell’Acquedotto pugliese. Ormai da anni i sindacati contestano la politica del massimo ribasso, dimostratasi “fallimentare e dannosa – si legge nel comunicato della Uil - sia per quanto riguarda la qualità dei lavori, sia per il mantenimento dei livelli occupazionali”. La Uil ribadisce che “questo modo di fare che solo in apparenza porta vantaggi”. 

La problematica in questione riguarda soprattutto le province di Brindisi e di Lecce. “La UIL e la Feneal di Brindisi  - si legge ancora nel comunicato - sono fortemente preoccupati per quanto sta accadendo soprattutto perché questa pratica è un po’ come il miele con le api: attira aziende da ogni angolo d’Italia che, pur di vincere l’appalto, formulano proposte con ribassi a volte incredibili. Si teme, come tante altre volte accaduto in passato e non solo in Puglia, che i primi a pagare il prezzo di tutto ciò siano i lavoratori”. 

E dunque si sostiene che 98 lavoratori rischiano di ritrovarsi per strada. Preoccupata da questa evenienza, la Uil ha “deciso di allertare le istituzioni affinché una cosa sia chiara: i lavoratori non devono pagare dazio e soprattutto vanno tutelati a tutti i livelli. In primis si dovranno salvaguardare i dipendenti, garantendo e rispettando i loro diritti contrattuali”.

A proposito dell’Acquedotto Pugliese, il segretario regionale della Feneal, Osvaldo Bevilacqua, chiede che l’ente “stia con gli occhi bene aperti sulla qualità delle opere eseguite e sulle condizioni di lavoro con cui operano gli stessi. La storia degli appalti al ribasso insegna  che spesso si finisce con l’avere prodotti finiti non all’altezza delle attese”. 

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