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Cinque porti, un unico Piano regolatore: al via il processo di stesura

L'Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Meridionale avrà la collaborazione del Politecnico di Bari

Il vecchio Piano regolatore del porto di Brindisi, datato 1994, andrà in pensione nel giro di qualche anno per essere sostituito dal Piano regolatore di sistema portuale, che comprenderà anche i porti di Manfredonia, barletta, Bari e Monopoli. Un solo strumento di pianificazione urbanistica per l'intera rete, come previsto e prescritto dalla legge di riforma dei porti italiani, quella che ha istituito le nuove authority.

L’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Meridionale, infatti,  ha avviato il processo di formazione del Prsp, "il documento integrato e strategico di sviluppo, nel medio-lungo periodo, dei cinque scali del sistema quali gateway di distretti logistici complessi che comprendono i retroporti, gli inland terminal di riferimento e le relative reti di trasporto", annuncia un comunicato del presidente Ugo Patroni Griffi.

"In attuazione delle innovazioni introdotte dalla Legge di Riforma dei Porti, il Piano si comporrà di due livelli: un documento di pianificazione strategica di sistema, che definirà gli obiettivi di sviluppo e i contenuti sistemici di pianificazione; e un documento composto dai Piani Regolatori Portuali dei singoli scali, che avrà contorni esclusivamente programmatici", spiega ancora la nota della Adsp del mare Adriatico merdionale. 

"L’elaborazione del documento di pianificazione strategica di sistema sarà effettuata dal neo costituito Ufficio di Piano, composto da professionalità interne all’Ente portuale che si occuperanno della stesura dei quadri conoscitivi, e da figure designate dal Politecnico di Bari che effettueranno valutazioni di fattibilità tecnico economica delle scelte pianificatorie sottese alla strategia di piano". La collaborazione scientifica tra l’Adsp e il Politecnico di Bari si basa su un accordo attuativo approvato di recente dal presidente Ugo Patroni Griffi e rientrante nell’ambito dell’accordo quadro stipulato nell’ottobre dello scorso anno.

“Tra i principali obiettivi del documento- dice Patroni Griffi- c’è l’individuazione e la perimetrazione delle aree destinate a funzioni strettamente portuali e retro – portuali. La pianificazione dello sviluppo di un porto non può prescindere da una strutturata integrazione e interconnessione con il tessuto urbanistico locale -  conclude il presidente. Solo così riusciremo a coniugare i diversi interessi ad esso sottesi, primo fra tutti quello della sostenibilità ambientale e della tutela delle acque costiere.”

E' quindi prevedibile un confronto tecnico costante con le città, e la programmazione urbanistica delle stesse, per trovare l'integrazione auspicata da Patroni Griffi. Un problema ancora più strategico per Brindisi, alle prese con il riavvio della stesura del nuovo Piano urbanistico generale, bloccata dalle controversie in un caso, e dalle dimissioni nell'altro, riguardanti gli ultimi due pianificatori incaricati, fatti avvenuti nel corso delle gestioni Consales e Carluccio dell'amministrazione comunale.

L’Ufficio di Piano sarà coordinato dal direttore del Dipartimento Tecnico dell'Adsp (ed ex dirigente del settore tecnico della vecchia Autorità portuale di Brindisi) Francesco Di Leverano, mentre responsabile scientifico sarà il professor Leonardo Damiani, designato dal Consiglio del Dipartimento di Ingegneria Civile, Ambientale, del Territorio, Edile e di Chimica del Politecnico barese.

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