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Giovanni Nardelli con una bottiglia di '72100'

Giovanni Nardelli con una bottiglia di '72100'

Un vino contro la fame nel mondo

BRINDISI - Si può dare un piccolo contributo alla lotta alla fame nel mondo anche sorseggiando un buon bicchiere di vino rosso: l'iniziativa, sicuramente originale oltre che utile, è stata fortemente voluta da Giovanni Nardelli, presidente della cooperativa Risveglio Agricolo di Brindisi, che ha aderito al progetto del World Food Program che, attraverso alcune collaborazioni con aziende locali punta a dare una mano alle popolazioni più povere. Ed è così che 5000 bottiglie del negroamaro "72100”, vino divenuto simbolo della rinascita della cantina del capoluogo, si sono arricchite del bollino del WFP.

BRINDISI - Si può dare un piccolo contributo alla lotta alla fame nel mondo anche sorseggiando un buon bicchiere di vino rosso: l'iniziativa, sicuramente originale oltre che utile, è stata fortemente voluta da Giovanni Nardelli, presidente della cooperativa Risveglio Agricolo di Brindisi, che ha aderito al progetto del World Food Program che, attraverso alcune collaborazioni con aziende locali punta a dare una mano alle popolazioni più povere. Ed è così che 5000 bottiglie del negroamaro "72100", vino divenuto simbolo della rinascita della cantina del capoluogo, si sono arricchite del bollino del WFP.

In pratica ogni acquirente del vino "verserà" 50 centesimi che saranno utilizzati per sfamare i bambini di un villaggio del Gambia. La formalizzazione dell'accordo di cooperazione avverrà lunedì mattina (giornata mondiale dell'alimentazione) nella sala conferenza del museo provinciale Ribezzo. Parteciperanno all'incontro anche il sindaco Mimmo Consales, il rettore dell'Università del Salento Domenico Laforgia, il manager della Base pronto intervento umanitario UNHRD Stefano Peveri, il direttore dello IAMB Cosimo Lacirignola ed il sottosegretario agli Affari esteri Staffan De Mistura.

«Abbiamo aderito subito e con grande entusiasmo al progetto», dice Nardelli: «Il 72100 è un vino che ci sta dando grandi soddisfazioni commerciali, e abbiamo ritenuto giusto abbinare la nostra etichetta-simbolo ad un programma così importante. Una cantina sociale ha nella cooperazione la sua mission aziendale, e dunque eravamo in qualche modo i partner ideali per dare questo contributo».

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