"Vertenza Brindisi", sindacati in piazza: "Rilanciare gli investimenti"

I segretari generali di Cgil, Cisl e Uil rilanciano la raccolta firme a sostegno del documento sulla crisi economica che affligge la provincia di Brindisi consegnato lo scorso dicembre al ministro Devincenti. Fra i nodi, anche la sanità

BRINDISI – I danni al sistema sanitario causati dal piano di riordino ospedaliero, i problemi sociali legati ai rapporti con gli ambiti, la crisi che attanaglia l’industria (meccanica, chimica edilizia), il commercio, il turismo e il settore alimentare, un sistema scolastico degradato e insicuro, infrastrutture (porto e aeroporto su tutte) da rilanciare. Sono questi i nodi principali della cosiddetta “vertenza Brindisi”: un documento che le organizzazioni sindacali avevano consegnato lo scorso 4 dicembre al ministro per la Coesione Territoriale, Claudio Devincenti, che rischia di finire nel dimenticatoio. I segretari dei sindacati Cgil, Cisl e Uil si sono dati appuntamento stamani presso piazza Vittoria, nel centro di Brindisi, per rilanciare una petizione popolare a sostegno della “Vertenza Brindisi” che ha già raccolto numerose firme.

La posizione della Cgil

Antonio Macchia, segretario generale Cgil, Tonino Licchello, segretario generale Uil, e Antonio Castellucci, segretario generale Cisl, lanciano un appello alle istituzioni locali e nazionali affinché non passino in sordina le numerose problematiche che affliggono un territorio fiaccato dalla crisi e messo ulteriormente in ginocchio da un piano di riordino ospedaliero che si sta rivelando fallimentare.

Vertenza Brindisi 2-2

La Vertenza Brindisi, insomma, non va abbandonata. Questo perché “gli indicatori di riferimento – afferma Antonio Macchia - sono molto negativi. La disoccupazione giovanile è oltre il 50 per cento, tantissime vertenze aperte non trovano soluzione. Il welfare è sempre più in crisi a causa di un piano di riordino ospedaliero che sta mostrando tutte le sue inefficienze”.

“C’è anche una crisi industriale - prosegue Macchia - che vive un fase asfittica e che ha bisogno di interventi risolutivi”. Uno dei dati più allarmanti è quello riguardante le richieste di cassa integrazione, che “al primo semestre del 2017 – rimarca Macchia – sono aumentate di oltre il 100 per cento rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Si tratta del dato peggiore della Puglia”. Inevitabile, quindi, “che tantissimi giovani abbandonino il territorio per cercare altre fortune”.

Vertenza Brindisi 3-2

L'intervento della Cisl

Il nodo della sanità è forse uno dei più intricati da sciogliere. “Vogliamo una sanità - afferma Antonio Castellucci (Cisl) - più a misura delle persone e del territorio. Invece nell’ultimo periodo abbiamo solo assistito al taglio di pronto soccorsi e di ospedali, addossando sul Perrino tutto il carico di utenti della provincia di Brindisi. Su questo punto siamo alla ricerca di un confronto con l’Asl. Va riattivata cabina di regia sulla sanità, per raggiungere l’obiettivo di una medicina territoriale per il bene delle persone”. Castellucci pone anche l’accento sulla necessità di non lasciarsi sfuggire le possibilità che si apriranno con l’istituzione della Zes (Zona economica speciale) dell’Adriatico Meridionale, i cui cardini saranno i porti di Brindisi e Bari.

Vertenza Brindisi 4-2

La Uil

I sindacati confederati uniscono i loro sforzi, insomma, per “riportare l’attenzione delle istituzioni sul territorio - sostiene Tonino Licchello (Uil) - anche in riferimento a impegni assunti di recente”. Il riferimento è all’incontro del 4 dicembre con il ministro Devincenti, a margine di un vertice che si svolse in prefettura. “Il ministro – prosegue Licchello – aveva mostrato interessa per la piattaforma Brindisi, dicendosi disponibile aprire un tavolo di discussione a livello ministeriale. Ma adesso – conclude con una punta di sarcasmo Licchello -  molto probabilmente, Brindisi non fa più parte della Puglia e ci si ferma in altri lidi”.

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