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Sabato, 20 Aprile 2024
Economia

Stabilimenti Dema a rischio chiusura: "Ancora in attesa di risposte dal Gruppo"

Nota della Fim Cisl sulla vertenza che in provincia di Brindisi interessa 151 lavoratori alle dipendente dei siti Dema e Dar: "Centralità ai siti brindisini e al piano di ricollocamento delle maestranze"

BRINDISI – Il sindacato Fim Cisl di Brindisi denuncia un “silenzio assordante” da parte del gruppo Dema, riguardo alla sorte degli stabilimenti Dar e Dema di Brindisi. Il rischio di chiusura delle due fabbriche è concreto a detta dei sindacati, alla luce del piano industriale presentato nelle scorse settimane, durante un incontro presso il ministero delle Imprese e del Made in Italy. Dopo quella riunione, il gruppo, si apprende dalla Fim Cisl, “ha tentato, con una Pec inviata, due giorni dopo, alle Organizzazioni Sindacali di riaprire la discussione con improbabili giustificazioni”. 

“Di fronte a tale tentativo di una possibile ripresa dei negoziati – affermano il segretario Generale, Michele Tamburrano, l’operatore territoriale Brindisi Fim Cisl, Celestino Bruni - le segreterie nazionali di Fim, Fiom e Uilm hanno inoltrato una richiesta ufficiale di incontro, indirizzata sia ai rappresentanti del gruppo Dema sia all’istituto di credito Mediobanca”. Ma la risposta non è ancora arrivata. 

Tamburrano e Bruni sostengono che “il tentativo effettuato dall’azienda per riaprire il dialogo è solo un comportamento, adottato al fine di far sospendere gli stati di agitazione in atto nei vari territori, per riprendere la produzione e presentarsi al Tribunale di Napoli con un accordo sindacale che gli desse maggiori chance di accoglimento e non una volontà di rivedere il piano scellerato di ridimensionamento del gruppo Dema, che porterà inevitabilmente alla chiusura di tutti i siti, compresi quelli campani”.

La vertenza riguarda “151 addetti nei siti di Dema e Dar di Brindisi – ricordano i sindacalisti-  ai quali vanno aggiunte circa 80 unità oggi ‘parcheggiate’ in Dcm e destinatarie di un accordo stipulato tra azienda, organizzazioni Sindacali e Regione Puglia, che prevede un anno di Cassa integrazione guadagni straordinaria per transizione occupazionale, finalizzata al recupero occupazionale dei lavoratori a rischio esubero”.

“Nessun piano che non preveda la centralità dei siti brindisini e il piano ricollocamento delle maestranze ad oggi in carico a queste tre denominazioni sociali, legate da un robusto cordone ombelicale – ribadiscono Tamburrano e Bruni - troverà l’accoglimento della Fim”. “Questo pensiero lo abbiamo già condiviso con le forze politiche di tutti gli schieramenti e con il prefetto di Brindisi che, con grande garbo e comprensione, ha ascoltato negli scorsi giorni le istanze delle organizzazioni sindacali, raccogliendo il grido d’allarme e impegnandosi a rilanciarlo alle istituzioni nazionali”. “Nei prossimi giorni  - concludono i due esponenti della Fim Cisl - continueranno incessanti gli incontri con i lavoratori, i percorsi di rivendicazioni e lotte unitamente alle istituzioni locali e regionali”.

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