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Vertenza Wcs-Sea, tensioni: i lavoratori non accettano tagli salariali

Se alla precarietà del lavoro si aggiunge l’imposizione di tagli al salario e alle qualifiche, la tensione è garantita, nel bacino degli appalti della zona industriale brindisina. Lo dicono i sindacati metalmeccanici

BRINDISI – Se alla precarietà del lavoro si aggiunge l’imposizione di tagli al salario e alle qualifiche, la tensione è garantita, nel bacino degli appalti della zona industriale brindisina. Lo dicono i sindacati metalmeccanici, e stamani attenzione nuovamente concentrata sulla vertenza Wcs-Sea, alla centrale termoelettrica Enel di Cerano, dove i dieci dipendenti ex Wcs che dovevano transitare alla nuova impresa subentrata nell’appalto, la Sea, hanno dato vita a una nuova protesta innescata – dice il sindacato – dal mancato rispetto da parte dell’azienda dell’accordo raggiunto in prefettura.

Quell’accordo prevedeva che dieci dei venti dipendenti impiegati dall’appaltatrice uscente (la Wcs) transitassero alla subentrante (la Sea), mentre gli altri sarebbero rimasti in carico a Wcs su altri appalti nella centrale. Ciò allo scopo di perdere posti di lavoro. Tuttavia le cose non sono andate come previsto. Il sindacato denuncia che Sea avrebbe reso impossibile la sottoscrizione del contratto di assunzione alle 10 unità che avrebbe dovuto rilevare, imponendo condizioni inaccettabili.

nuova protesta lavoratori ex Wcs 2-2-2

Nessuno dei dieci lavoratori infatti è d’accordo sul firmare una assunzione che prevede un declassamento di categoria, e in aggiunta anche la perdita degli scatti di anzianità. Fatti due conti – sempre da parte sindacale – si tratterebbe di 230-240 euro in meno in busta paga. E in una famiglia monoreddito questo è un colpo pesante, soprattutto in una realtà dove l’impiego non è affatto una certezza e dove c’è ben poco da scialare.

Quindi stamani i dieci ex Wcs hanno organizzato un presidio all’esterno dell’ingresso delle maestranze della centrale, impedendo l’accesso solo ai dieci ex colleghi rimasti in carico alla vecchia ditta. Il luogo è stato raggiunto da equipaggi della Sezione volanti e da personale della Digs. Ci sono stati momenti in cui la situazione si è fatta difficile, ma è in corso un tentativo di mediazione anche da parte del sindacato per tornare in prefettura e risolvere il nuovo problema. Sul fronte appalti industriali a Brindisi non si dormono sonni tranquilli.

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