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Enfiteusi, incontro in Provincia: "Attenderemo proposta di riforma"

Convocati da Riccardo Rossi sindaci, consiglieri regionali e parlamentari del territorio brindisino

BRINDISI - Il presidente della Provincia, Riccardo Rossi, ha convocato nei giorni scorsi un incontro con i parlamentari locali, i sindaci dei comuni del territorio brindisino, i consiglieri regionali e i rappresentanti del comitato “No Enfiteusi” per sollecitare una modifica della disciplina dell’istituto dell’enfiteusi. Ciò su mandato del consiglio provinciale, dopo la discussione dell’ordine del giorno del consigliere Michele Salonna.

All’incontro, oltre al presidente Rossi e ad alcuni consiglieri provinciali, erano presenti i sindaci di Oria, San Pancrazio Salentino e San Michele Salentino e i consiglieri regionali Fabiano Amati (Pd) e Gianluca Bozzetti (M5S). Impossibilitato ad essere presente per impegni a Roma, è intervenuto telefonicamente anche l’on. Mauro D’Attis (Fi), che si è dichiarato disponibile a sostenere le iniziative scaturite dall’incontro.

Assenti gli altri deputati e i senatori eletti nella circoscrizione. Tuttavia, il consigliere regionale Bozzetti ha informato gli intervenuti che sull’argomento sarebbe in corso una elaborazione una proposta di legge, e che dopo la presentazione in Parlamento la stessa sarà resa nota a tutti i soggetti interessati.

La finalità dell’incontro era quella di sollecitare il legislatore ad intervenire con urgenza per disciplinare al meglio e senza discriminazioni particolari il sistema dell’enfiteusi, rivedendone i calcoli per il pagamento del relativo canone sull’utilizzo dell’altrui proprietà.

A conclusione dei lavori, il presidente della Provincia, Riccardo Rossi, ha dichiarato: “Attendiamo a questo punto che la proposta di legge di modifica dell’istituto dell’enfiteusi venga presentata ufficialmente in Parlamento. Successivamente, visti ed esaminati i contenuti, convocheremo come Provincia un altro incontro per chiedere la sottoscrizione di questo documento anche agli altri parlamentari del nostro territorio, in maniera tale che tale proposta di legge ne esca irrobustita e rafforzata con la precisa volontà di tutti i parlamentari brindisini”.

L’enfiteusi è un diritto reale su proprietà altrui caratterizzata dal fatto che il proprietario di un terreno, detto concedente, cede ad altri, indicato come enfiteuta, il dominio utile di un fondo in perpetuità o per un periodo di tempo non inferiore a venti anni, ottenendo un pagamento di un canone annuo in denaro o in prodotti alimentari.

L'enfiteuta ha la possibilità anche di ricorrere all'istituto dell'affrancazione che gli permette di diventare proprietario del fondo, pagando, al nudo proprietario, una determinata somma risultante dalla capitalizzazione del canone enfiteutico annuo sulla base dell’interesse legale. Il tutto attraverso un tipo di contratto agrario atipico, stipulato tra il proprietario di un bene e un altro soggetto che realizza una formula simile all'affitto di lunga durata concesso a coltivatori che, in cambio, devono un compenso in base alla ricchezza prodotta dal bene stesso, cioè appunto l’enfiteusi.

Nel corso dell’incontro svoltosi in Provincia, è stato fatto rilevare come i terreni su cui si chiedono i canoni enfiteutici abbiano subito enormi trasformazioni grazie al lavoro e alla dedizione dei contadini e dei piccoli proprietari. Il “valore di affranco” richiesto da alcuni concedenti risulta comunque superiore al valore di mercato della proprietà del fondo, con ciò contraddicendo le finalità e la natura giuridica dell’istituto dell’enfiteusi.

In alcuni casi è lo stesso ente comunale ad essere concedente dei predetti beni e si trova in grave difficoltà a stabilire il prezzo di affranco, poiché deve contemperare due necessità, quella dell'enfiteuta di ottenere un prezzo basso, e di evitare un intervento della Corte dei Conti. A sua volta, la Corte Costituzione, proprio per queste motivazioni, è intervenuta varie volte dichiarando parzialmente incostituzionali alcune leggi che disciplinano tale materia.

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