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L'ingresso del Petrolchimico di Brindisi e, sotto, un'assemblea fuori dai cancelli

L'ingresso del Petrolchimico di Brindisi e, sotto, un'assemblea fuori dai cancelli

Versalis in vendita: vertice a Brindisi e audizioni in Senato a Roma

Summit tra sindacati, istituzioni e Confindustria lunedì 30 novembre a Brindisi, sulle prospettive che apre la possibile cessione di gran parte di Versalis a privati. L’iniziativa è delle segreterie confederali di Cgil, Cisl e Uil e di quelle dei rispettivi sindacati di categoria Filctem, Femca e Uiltec

BRINDISI – Summit tra sindacati, istituzioni e Confindustria lunedì 30 novembre a Brindisi, sulle prospettive che apre la possibile cessione di gran parte di Versalis a privati. L’iniziativa è delle segreterie confederali di Cgil, Cisl e Uil e di quelle dei rispettivi sindacati di categoria Filctem, Femca e Uiltec. Appuntamento per le ore 10 nel salone di rappresentanza della Cisl in viale Palmiro Togliatti. Nell’operazione che Eni è in procinto di avviare i sindacati vedono una serie di rischi. La situazione, come vedremo, sembra meno preoccupante invece in sede di commissione parlamentare.

Quali pericoli intravvedono i sindacati confederali? “Tale azione mette a serio rischio immediato gli stabilimenti Versalis che insistono in Italia, tra cui Brindisi. Il primo rischio che ne può derivare è quello della non attuazione degli investimenti di riconversione in alcuni siti e di consolidamento in altri, come Brindisi, previsti a piano 2012-2018, rendendo sempre più poveri, meno competitivi e meno profittevoli gli impianti produttivi”, scrivono Cgil, Cisl e Uil nella nota di convocazione dell’incontro, cui sono stati invitati il presidente della Regione Puglia, quello della Provincia di Brindisi, il sindaco del capoluogo, i gruppi consiliari di Provincia, Comune e Regione, i parlamentari del territorio e come già detto Confindustria.

Un momento dell'assemblea“Il secondo rischio è quello di dover affrontare confronti con soggetti esteri, che hanno messo a disposizione i loro capitali e che non rispondono a logiche industriali, bensì finanziarie, sperando no speculative. Per finire, ma assolutamente da non sottovalutare, il rischio di tenuta produttiva che potrà essere messa immediatamente in discussione dalla nuova società, con devastanti ricadute occupazionali, sociali ed economiche che determineranno sul nostro territorio”. Intanto, due giorni prima dell’assemblea nazionale sulla chimica indetta dalle confederazioni il 5 dicembre a Roma, giovedì 3 dicembre, in Commissione industria del Senato, avranno inzio le audizioni dell’indagine conoscitiva sulle prospettive della chimica in Italia, proposta dal senatore Salvatore Tomaselli, capogruppo Pd nella stessa commissione.

Il primo ad essere ascoltato sarà l’amministratore delegato di Versalis, Daniele Ferrari. “E’ bene che su questa operazione si agisca con la  massima chiarezza per quanto riguarda gli obiettivi, e con la  massima trasparenza sui programmi che si intendono seguire. Abbiamo apprezzato le prime  dichiarazioni del management di Eni con cui si anticipa che  il gruppo guidato da Descalzi non mira a un totale  disimpegno dal settore”, dichiara Tomaselli. “Obiettivo che ritengo possa essere condivisibile se vincolato, ovviamente, ad una strategia di salvaguardia dei livelli occupazionali, di tutela del patrimonio di know-how e di capacità produttiva e di consolidamento del profilo industriale, come richiesto, peraltro, dalle stesse organizzazioni sindacali nazionali e territoriali, a cominciare dalla salvaguardia e valorizzazione del stabilimento di Brindisi, uno dei siti strategici e tra i più efficienti dell'intero gruppo”. 

“Sono certo che tutto sarà possibile solo se Eni manterrà una quota partecipazione significativa e non  simbolica nell'eventuale joint venture che dovesse nascere da  tali trattative” Le audizioni, dopo quella dell’ad Versalis, proseguiranno con Eni, Confindustria e Federchimica Cgil, Cisl Uil e Ugl, e “le più importanti aziende che operano nella chimica verde come Novamont, Matrica, Mossi e Ghisolfi, e, infine, il Ministro dello Sviluppo Economico", conclude il senatore Pd.

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