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Sabato, 22 Gennaio 2022
Economia

Vertice sulla crisi: latitano le proposte. L'assessore Caroli: "Non si può più cincischiare"

"Brindisi non può più aspettare che sia il governo nazionale o regionale di turno a decidere il futuro del suo territorio. Adesso deve saper fare sistema". Le parole rilasciate a BrindisiReport dall'assessore regionale al Lavoro, Leo Caroli, riflettono il clima di incertezza sul futuro del territorio che si respirava stamani in prefettura, dove si è svolto un vertice sulla crisi occupazionale

BRINDISI – “Brindisi non può più aspettare che sia il governo nazionale o regionale di turno a decidere il futuro del suo territorio. Adesso deve saper fare sistema”. Le parole rilasciate a BrindisiReport dall’assessore regionale al Lavoro, Leo Caroli, riflettono il clima di incertezza sul futuro del territorio che si respirava stamani in prefettura, dove si è svolto un lungo vertice sulla crisi occupazionale che attanaglia la provincia. Il prefetto Nicola I sindaci presenti al vertice in prefettura-2Prete, su richiesta delle segreterie territoriali dei sindacati confederali, ha convocato i parlamentari, i sindaci, le associazioni datoriali e i consiglieri regionali della provincia, oltre all’Asl e all’ente Provincia.

Nel corso dell'incontro, durato più di tre ore, è emersa piena consapevolezza da parte di tutti delle problematiche che affliggono l’economia locale, ma non sono state avanzate delle proposte concrete per uscire dalle sabbie mobili, al di là del solito richiamo alla necessità di istituire un tavolo (o più tavoli) di concertazione, a partire dal rilancio del Cpel (consiglio permanente degli enti locali). I dati forniti da Cgil, Cisl e Uil nel documento inoltrato lo scorso luglio al prefetto sono allarmanti. L’attuale condizione occupazionale, dall’inizio della crisi (2008) ad oggi, ha registrato una riduzione di oltre 10mila occupati nella provincia brindisina, portando l’attuale disoccupazione al 30%.

Uno dei settori trainanti dell’economia, quello energetico, è avvolto da incertezze legate dal piano di riduzione delle proprie centrali preannunciato la scorsa settimana da Enel. Il piano industriale di Eni IMG_2396-2Versalis, a differenza di quanto avviene in altre realtà italiane in cui il colosso energetico ha un suo stabilimento, resta un’incognita. La gestione degli appalti da parte delle grandi committenze continua a essere poco trasparente. Le banche hanno chiuso i rubinetti alle piccole e medie aziende, al punto che, come spiegato dal presidente di Confindustria Giuseppe Marinò, le ipoteche sulle abitazioni degli imprenditori non vengono ritenute una garanzia sufficiente.

I Comuni devono fronteggiare i tagli della spending review e la difficoltà a investire nei servizi pubblici i proventi delle imposte comunali, poiché una cospicua parte di questi viene trattenuta dal governo centrale. Dal punto di vista della salute, i sindacati chiedono l'attivazione di un'indagine epidemiologica, l’istituzione del registro tumori e la riattivazione del dipartimento di Medicina del lavoro. Sul fronte della legalità, si chiede di rilanciare e rendere esigibili i contenuti del protocollo di intesa per la legalità, la sicurezza, e la regolarità del lavoro.

Per quanto riguarda la sanità, viene evidenziata una carenza “nella dotazione delle risorse umane e professionali – si legge nel documento dei sindacati – oggettivamente necessarie a soddisfare i bisogni di salute e l’erogazione dei servizi sanitari in tempi sostenibili”. Sul versante ambientale, vengono denunciate le lungaggini amministrative che hanno accompagnato il percorso per la bonifica dell’area di Micorosa e l’insufficienza delle risorse finanziarie occorrenti affinché l’intero Sin di Brindisi venga bonificato, divenendo così attraente per nuovi investimenti di industrializzazione. 

Come affrontare tutti questi nodi?  L’idea perorata stamani da più persone è quella di rispolverare il tavolo di concertazione del Cpel. C’è poi chi propone di istituire un tavolo interistituzionale e chi di dar vita a più tavoli, ognuno per ogni settore. Ma idee concrete sul futuro assetto industriale del territorio, al momento, non se ne vedono. Per questo, l’assessore Caroli fa da pungolo.  “Brindisi  - dichiara Caroli a BrindisiReport - non deve aspettare che siano altri a decidere il futuro industriale del suo territorio, che sarà diverso rispetto a quello che abbiamo conosciuto fino a ieri l’altro” . 

“Cosa diventerà Brindisi? – si chiede Caroli - In questo futuro avrà ancora un ruolo la grande industria? Io penso di sì, ma deve essere una industria diversa da quella che abbiamo conosciuto. Non ci si può limitare all’astratta richiesta di maggiore occupazione, di totale sostenibilità ambientale, di totale sostenibilità istituzionale e sociale”. A detta di Caroli, “l’ambizione di questo territorio è fare L'assessore regionale Leo Caroliin modo che tutto possa reggersi armonicamente con gli altri settori, che pure crescono: l‘agroalimentare, il turismo, il distretto aerospaziale”. Bisogna quindi lavorare “su un proprio progetto di consolidamento sostenibile dell’esistente, stabilendo quali sono le cose che non si possono più tenere. Questa nuova fase storica va avviata con coraggio”.

Anche Caroli concorda sull’opportunità di utilizzare il Cpel per decidere “i contenuti di questo percorso”. “Bisogna ascoltare il territorio – prosegue l’assessore - e da lì far partire le politiche. Non il contrario. Non si può decidere a monte, ad esempio, di venire a trivellare l’Adriatico per tirare fuori il petrolio, cosa che qui nessuno vuole”.

Occorre quindi una svolta. “Prima – dichiara ancora Caroli - eravamo noti come il territorio dove i grandi investimenti si potevano fare, perché alla fine i brindisini si sarebbero resi disponibili. Oggi rischiamo di passare alla storia come il territorio che non vuole fare più nulla. Neanche le scelte coraggiose verso un nuovo modello di sviluppo. E’ arrivata – conclude l’assessore - la resa dei conti. Adesso non si può più cincischiare. Dobbiamo uscire dalle sabbie mobili”.

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