Martedì, 19 Ottobre 2021
Economia

Arriva l'ok definitivo al nuovo Piano nazionale degli aeroporti. Brindisi c'è

La Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le Regioni e le Province autonome di Trento e di Bolzano - spiega una nota del Ministero delle Infrastrutture e Trasporti - ha raggiunto oggi l'intesa sul Piano nazionale degli aeroporti

Tra i 3 aeroporti 'strategici intercontinentali' dell'Italia c’è Roma Fiumicino, mentre tra quelli di 'interesse nazionale' c’è Roma Ciampino. La Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le Regioni e le Province autonome di Trento e di Bolzano - spiega una nota del Ministero delle Infrastrutture e Trasporti - ha infatti raggiunto oggi l'intesa sul Piano nazionale degli aeroporti presentato dal ministro Maurizio Lupi. "L'Italia, finalmente, non è più il paese dei 90 aeroporti, dove ognuno fa per sé, spesso generando perdite, sprechi e inefficienze", si legge nella nota.

Il piano individua 10 bacini di traffico omogeneo, determinati in base al criterio di una distanza massima di 2 ore di percorso in auto da un aeroporto di particolare rilevanza strategica: 1) Nord-Ovest, 2) Nord-Est, 3) Centro-Nord, 4) Centro Italia, 5) Campania 6) Mediterraneo-Adriatico, 7) Calabria, 8) Sicilia Occidentale 9) Sicilia Orientale, 10) Sardegna. In questi bacini sono stati individuati 3 aeroporti strategici intercontinentali, cioè Roma Fiumicino, Milano Malpensa, Venezia, e 9 aeroporti strategici inseriti nella core network europea: Torino Caselle, Bologna e Pisa-Firenze, Napoli, Bari, Lamezia Terme, Palermo, Catania, Cagliari. Torino Caselle e Pisa-Firenze, però, 'con condizioni'.

All'interno di ciascun bacino vi sono, inoltre, aeroporti considerati di interesse nazionale: oltre a Roma Ciampino ci sono Milano Linate, Bergamo, Brescia, Cuneo, Genova, Verona, Treviso, Trieste, Rimini, Parma, Ancona, Perugia, Pescara, Salerno, Brindisi, Taranto, Reggio Calabria, Crotone, Comiso, Trapani, Pantelleria, Lampedusa, Olbia, Alghero). Roma Ciampino e gli altri aeroporti considerati di interesse nazionale resteranno tali "a due condizioni", precisa la nota delle Infrastrutture e Trasporti: "la specializzazione dello scalo e una sua riconoscibile vocazione funzionale al sistema all'interno del bacino di utenza" e "la dimostrazione, tramite un piano industriale corredato da un piano economico-finanziario, che l'aeroporto e' in grado di raggiungere l'equilibrio economico-finanziario anche tendenziale e adeguati indici di solvibilità patrimoniale, almeno su un triennio".

La mancanza di queste condizioni "determinerà l'uscita dello scalo dall'elenco degli aeroporti di interesse nazionale", precisano dal Mit. La qualifica di aeroporti di interesse nazionale è attribuita "anche a quegli scali che garantiscono la continuità territoriale di regioni periferiche e aree in via di sviluppo o particolarmente disagiate, qualora non sussistano altre modalità di trasporto, in particolare ferroviario, adeguate a garantire tale continuità". "Il piano nazionale degli aeroporti determina la strategia degli investimenti dello Stato nelle infrastrutture di collegamento degli scali", precisa la nota del ministero delle Infrastrutture e Trasporti.

Dopo il parere delle competenti commissioni parlamentari e la deliberazione definitiva del Consiglio dei Ministri, che l'aveva già approvato preliminarmente nella riunione del 30 settembre 2014, il piano verrà sottoposto alla firma del Presidente della Repubblica. Il decreto sarà quindi inserito nella Raccolta ufficiale degli atti normativi della Repubblica italiana.

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