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Nella foto in basso, Filodea Nardelli

Nella foto in basso, Filodea Nardelli

Vinitaly: grande successo per i vini delle aziende brindisine a Verona

Si respirava aria di svolta all’ultima edizione del Vinitaly, quella che si è conclusa ieri: visitatori in aumento, numerose delegazioni dall’estero

BRINDISI - Si respirava aria di svolta all’ultima edizione del Vinitaly, quella che si è conclusa ieri (18 aprile): visitatori in aumento, numerose delegazioni dall’estero (in particolare dalla Cina), espositori molto soddisfatti. È insomma il segnale che forse l’economia italiana è davvero al giro di boa e le imprese vinicole, che pure negli anni di crisi hanno trainato il carro Italia con le loro esportazioni, vedono un futuro migliore dietro l’angolo.

Presenze in crescita anche nel padiglione 11, quello tradizionalmente riservato alla Puglia, e grande successo per alcuni dei vini delle aziende brindisine. Queste le etichette che più ci sono piaciute.

Cantine Risveglio

Oltre al negroamaro 72100, a cui il “5 Star Wines Book” di Vinitaly ha riconosciuto 91/100, ha entusiasmato il Pecoranera, un Nero di Troia Filodea Nardelli-2che, pur non essendo prodotto da un vitigno salentino, ha entusiasmato un paio di importatori inglesi.

Tenute Rubino

Dell’azienda di Luigi Rubino sorprende l’incredibile crescita sui bianchi: il vermentino Salende, il minutolo Mimante e la malvasia Giancola hanno raggiunto livelli qualitativi altissimi. Anche se a nostro avviso resta al top il Marmorelle Bianca, blend di chardonnay e malvasia bianca che quest’anno ci è parso addirittura più spettacolare del solito.

Paolo Leo

La crescita della cantina di San Donaci continua in maniera costante e impressionante, trainata quest’anno dall’ottimo Orfeo, negroamaro 2015 divenuto ormai bandiera della cantina. Non a caso gli sono stati assegnati i 3 Bicchieri.

Carvinea

Sembra che Beppe Di Maria sappia produrre solo vini eccezionali. Peraltro a prezzi ottimi in rapporto alla loro eccellenza. Segnaliamo tra tutti il Primitivo (3 Bicchieri, a 13 euro), ma ancor di più l’ottavianello Otto (che ricorda qualche grande rosso piemontese), e l’esaltante rosè metodo classico Carvinea ottenuto da uve Aglianico.

Castello Monaci

L’azienda del Gruppi italiano vini fa dei suoi prezzi un cavallo di battaglia. Il pluripremiato Artas, primitivo del 2015, lo si porta a casa con 15 €, ma è davvero un gran bere.

Santa Barbara

L’avevamo provati in anteprima lo scorso anno e ci avevano colpito, oggi confermiamo il giudizio: la nuova linea base della famiglia Giorgiani, denominata Capirussu, è incredibile se si pensa che le bottiglie costano tra i 4 e i 5 euro. Il salice salentino Dop Rosso 2016 appassimento (negroamaro e primitivo insieme) è quello che più ci è piaciuto, ma anche il susumaniello e il negroamaro della stessa linea meritano l’assaggio.

Cantine Due Palme

Come al solito lo stand più preso d’assalto dai visitatori del padiglione. Della vasta gamma del duo Maci-De Cillis quest’anno ci hanno colpito il nuovo rosato Corerosa, da primitivo e aleatico, ed un grande classico, il primitivo di Manduria doc riserva 2013 Ettamiano.

Li Veli

La cantina cellinese dei toscani Falvo continua a produrre in Puglia vini di altissima qualità che hanno prezzi straordinari (tra i 9 e i 15 euro, se si esclude l’Aleatico che raggiunge i 46 euro). Due le etichette che consigliamo di non perdere: il susumaniello rosato, di cui sono state prodotte solo 9000 bottiglie, e il Passamante 2016, un salice salentino doc divenuto emblema dell’azienda.

Candido

Del produttore di referenze storiche come il Cappello di Prete e il Duca d’Aragona, ci hanno entusiasmato quest’anno il Cassio Dione, primitivo di Manduria riserva 2014, e il passito Paule Calle, che ha una veste rinnovata ma il solito inconfondibile bouquet ed una boccata indimenticabile.

Marco Carrisi

La crescita dell’azienda del figlio di Franco, al suo secondo Vinitaly, conferma la volontà di volersi imporre nel club dei migliori pugliesi. L’assaggio consigliato, in questo caso, è quello del top di gamma della casa, il Mr Carrisi, un primitivo del 2016.

Masseria Altemura

Della maison pugliese dei veneti Zonin segnaliamo il Sasseo 2016, un primitivo del Salento ottenuto dalla selezione delle migliori uve di 40 ettari di vigneto. Rosso dalla grande personalità. Rappresenta la tradizione pugliese che si apre al confronto internazionale senza però cadere nella tentazione di imitare vitigni più popolari di altre regioni.

Cantina San Donaci

La cantina sociale continua a crescere e tra gli assaggi di quest’anno mettiamo in evidenza il negroamaro Fulgeo: elegante e raffinato.

Botrugno

Il più apprezzato dell’azienda brindisina resta a nostro avviso il Vigna Lobia, negroamaro di grande spessore e dal bouquet complesso e originale.

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