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Sabato, 18 Maggio 2024
Economia

Voli internazionali bene, giù i nazionali

BARI – Ad agosto i passeggeri in arrivo e partenza dagli aeroporti di Bari e Brindisi sono stati complessivamente 590.920, con una flessione del 2,6 % rispetto allo stesso mese del 2012 quando il totale si attestò a 607.130 unità. E’ un risultato che, seppur negativo, evidenzia la sostanziale tenuta del traffico rispetto allo scorso anno.

BARI – Ad agosto i passeggeri in arrivo e partenza dagli aeroporti di Bari e Brindisi sono stati complessivamente 590.920, con una flessione del 2,6 % rispetto allo stesso mese del 2012 quando il totale si attestò a 607.130 unità. E’ un risultato che, seppur negativo, evidenzia la sostanziale tenuta del traffico rispetto allo scorso anno e dal quale si evince una positiva evoluzione rispetto al dato registrato ad inizio anno (-12% su entrambi gli scali). Il tutto in un contesto di contrazione dei volumi di traffico che, fatte salve alcune eccezioni, interessa l’intera aeroportualità italiana.

In questo quadro emerge positivamente la crescita registrata, su entrambi gli aeroporti, della linea internazionale che nel mese di agosto è stata del 12,5% su Bari (133.610 passeggeri contro i 118.711 dello stesso periodo 2012) e del 13,7% su Brindisi (51.764 passeggeri a fronte dei 45.527 di agosto dell’anno scorso), a conferma dell’andamento registrato da questo segmento di traffico nei primi otto mesi del 2013 e che, in parte, ha bilanciato il calo dei passeggeri di linea nazionale.

Sul Karol Wojtyla di Bari, il traffico internazionale di linea cresce del 9,3% rispetto all’anno precedente: 676.788 i passeggeri 2013 a fronte dei 619.108 del 2012: alla base di ciò l’accresciuta offerta dell’estate 2013 che, tra le numerose destinazioni collegate con voli di linea, comprende le novità Barcellona, Cluj, Mosca, Parigi CdG, Varsavia, Mikonos, Santorini, Zante, Corfù, oltre al raddoppio delle frequenze per Monaco e Riga.

In flessione del 9,6% invece la linea nazionale e il traffico charter internazionale (-32,9%), settore questo che sconta rispetto alla stagione 2012 il generale ridimensionamento dell’offerta outgoing, la cancellazione pressoché totale delle catene charter che sino allo scorso anno avevano portato in Puglia i crocieristi spagnoli in partenza dal porto di Bari, nonché gli ultimi tragici accadimenti in Egitto che hanno determinato la cancellazione sino a nuovo ordine di tutti i voli charter già programmati per Sharm e Marsa Alam.

Per quanto riguarda, invece, la linea nazionale va detto che il dato risente delle cancellazioni di collegamenti adottate ad inizio anno da Meridiana/Air Italy (Linate), Ryanair (Verona), Alitalia (Bologna) e da AirOne (Malpensa): quest’ultima da sola ha comportato un calo di 106.594 passeggeri, in parte compensato dai 24.571 passeggeri in più trasportati da easyJet e dai 27.585 in più trasportati da Ryanair rispettivamente su Malpensa e Orio al Serio. Il dato consuntivo - arrivi e partenze - al 31 agosto 2013, si è attestato a 2.421.698 passeggeri, il 5,8 % in meno rispetto ai 2.571.878 dei primi otto mesi dello scorso anno.

Anche i dati riferiti all’Aeroporto del Salento confermano la vocazione internazionale dello scalo, atteso che il traffico di linea internazionale è cresciuto nei primi otto mesi del 3,2%: 227.517 i passeggeri del 2013 a fronte dei 220.476 dello scorso anno. Ancor più accentuata la crescita del traffico charter internazionale: i 16.495 passeggeri del consuntivo al 31.8.2013 hanno determinato un incremento del 42,7% rispetto agli 11.558 del 2012. Merito della conferma dei voli dell’estate 2012, dell’avvio del nuovo collegamento settimanale da Brindisi per Stoccarda di Germanwings e della catena charter (undici rotazioni sino a tutto settembre) su Tel Aviv, che si è aggiunta a quella altrettanto importante realizzata in primavera con le principali città austriache.

Per i voli nazionali vale il discorso di Bari, a causa dei tagli sui collegamenti operati da alcune compagnie. Il dato consuntivo di Brindisi - arrivi e partenze - al 31 agosto 2013, si è attestato a 1.358.961 passeggeri, il 5,4 % in meno rispetto a 1.436.224 dei primi otto mesi dello scorso anno, una flessione lievemente inferiore a quella di Bari.

Brindisi intanto, aeroporto di interesse nazionale assieme a Bari in base alle recenti, nuove classificazioni adottate dal Ministero dei Trasporti, viene indirettamente chiamato in causa nella vertenza sul futuro dell’aeroporto di Grottaglie (di interesse regionale come quello di Foggia) intrapresa da uno schieramento che include non solo comitati locali, ma anche parlamentari regionali e nazionali ionici e anche alcuni esponenti sindacali, che reclamano l’istituzione di collegamenti nazionali e voli charter, mentre la Regione Puglia (sulla quale ricade interamente ormai l’onere di gestione della struttura), propone un progetto articolato per gli aerocargo e un’area esterna per la movimentazione e la produzione di merci.

Aeroporti di Puglia (che tuttavia è solo un gestore senza potere decisionale) e l’assessore regionale ai Trasporti, Gianni Giannini, sono stati invitati ad un confronto per giovedì 12 su questi temi, mentre tacciono i parlamentari brindisini e baresi. Ogni volo ipoteticamente spostato su Taranto penalizzerebbe infatti o il Karol Wojtyla o l’Aeroporto del Salento in un’ottica di gestione della rete aeroportuale tutt’altro che logica, visto che la Puglia dispone già, appunto, di due aeroporti nazionali e che i dati dimostrano come la crisi economica incida sul trasporto aereo.

Peraltro a Taranto dimenticano anche gli accordi politici di alcuni anni fa, a base della decisione di insediare a Grottaglie e non a Brindisi lo stabilimento di Alenia per la realizzazione delle fusoliere del B787. L’insediamento andò a Grottaglie non solo per l’atteggiamento responsabile delle istituzioni locali brindisine dell’epoca (alla Provincia c’era Michele Errico, al Comune invece Domenico Mennitti), ma anche perché fu stabilito che a Brindisi si sarebbe investito sul ruolo e sulle infrastrutture dello scalo di Papola Casale. Ma deve essere la politica a ricordare tutto ciò. Lo farà? Speriamo.

 

 

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