Giovedì, 13 Maggio 2021
Elezioni

Muccio a Marino: “Hai una condanna”. Ma i certificati sono puliti

Alla conferenza assente l'aspirante sindaca Angela Carluccio: "Aveva altri impegni". L'avversario imprenditore mostra i certificati dei carichi pendenti e quello penale, in mattinata il candidato ha incontrato gli addetti ai servizi cimiteriali: "Posti di lavoro da salvare, ma l'affidamento alla Multiservizi va sospeso". Qualcuno avrebbe registrato l'appuntamento

BRINDISI – Meno di quattro giorni al ballottaggio e a Brindisi è guerra aperta non sui programmi, sul cosa fare per la città, ma sulle persone e si spara a colpi di conferenza stampa. Come quella convocata dalla "Grande coalizione" che sostiene l’aspirante sindaca Angela Caluccio per comunicare urbi et orbi che l’avversario Nando Marino ha una condanna a quattro mesi, pena sospesa e non menzione per lo scarico di acque meteoriche e dell’attività di autovalaggio. Lui non si scompone e mostra i certificati, quello dei carichi pendenti, quello penali e quello dell’Agenzia delle Entrate da cui non risulta niente.

Toni MuccioE’ successo tutto nel pomeriggio di oggi, fuoco alle polveri con una conferenza urgente, quella dello schieramento ex Consales, al punto da non aspettare che ci fosse lei, l’avvocato Carluccio, impegnata pare altrove per motivi elettorali, di conseguenza ad attaccare sono stati i “suoi”, con in testa Toni Muccio, di Noi Centro, consigliere comunale uscente e non ricandidato: “Ha sostenuto di essere pulito come la candeggina non più tardi di qualche giorno fa e ha mentito”, ha detto nella sede dell’associazione invalidi civili diventata il quartiere generale di Impegno sociale, la lista di Carmelo Palazzo che ospita diversi ex del sindaco Mimmo Consales, tra i quali Pasquale Luperti, che era assessore all’Urbanistica.

carichi pendenti anagrafe tributaria-3“Ha mentito agli elettori, ha mentito ai giornalisti, ha mentito ai suoi competitor, ha mentito ai suoi stessi sostenitori e ha mentito (forse) anche a Emiliano, perché ha nascosto a tutti di aver riportato una condanna definitiva con sentenza passata in giudicato per reati ambientali: quattro mesi di arresto, con sospensione condizionale, emessa dalla Corte di Cassazione il 13 settembre 2013.  E visto l'argomento, è facile intuire perché Marino abbia sperato che la condanna rimanesse nascosta”, ha proseguito. Accanto a lui Luciano Loiacono, presidente del Consiglio uscente, ricandidato, e Marina Miggiano.

Il riferimento è alla pronuncia degli Ermellini che hanno respinto il ricorso presentato dai difensori dopo che Marino era stato condannato in Appello, a seguito del ricorso del pm di fronte all’assoluzione con formula piena ottenuta in Tribunale perché il fatto non sussiste: la vicenda passata in giudicata attiene alla concessionaria EmmeAuto di Taranto e Marino finì sotto processo in qualità di legale rappresentante della srl.

remissione di querela-2“Non si tratta di una banale lite condominiale o di una semplice disavventura giudiziaria: la condanna riportata da Marino è talmente rilevante che viene citata dalle riviste specializzate come precedente giurisprudenziale in materia di reati ambientali”. Basta navigare su internet  per trovare il riferimento.   

“Ora ci chiediamo, nella situazione drammatica nella quale si è venuta a trovare Brindisi, come si può pensare di scegliere come sindaco un personaggio che prende in giro i cittadini prima ancora di essere eletto? Per giunta nella coalizione che dichiarava di fare della legalità la propria bandiera e di voler lontani personaggi implicati in vicende giudiziarie. Emiliano (che è un magistrato  comprende bene la gravità dei reati contro l'ambiente) conosceva anche lui questa situazione e l'ha tenuta nascosta, o è stato Marino a non rivelargliela?  Fatto sta che , ha rifiutato di aderire alla campagna nazionale sulla Trasparenza e oggi è l'unico candidato sindaco in Italia che affronta il ballottaggio senza aver certificato le proprie pendenze penali e tributarie”.

casellario giudiziale 19 gennaio-2La replica è stata immediata: conferenza stampa, urgente. Parola a Nando Marino che in verità non si è scomposto e ha lasciato che a parlare fossero i documenti. Carta canta. Quale carta? I certificati che secondo i sostenitori della candidata Carluccio non sarebbero stati puliti e che invece lo sono: nulla risulta dal certificato dei carichi pendenti relativo ai processi in corso, nulla emerge da quello penale che attiene alle condanne definitive e la stessa cosa vale per la posizione di fronte all’Agenzia delle Entrate.

“Di cosa stiamo parlando? I documenti sono questi e li metto a disposizione per rassicurare i miei elettori, non per assecondare i tanti tentativi furbeschi e scorretti”, ha detto Marino nella sede di corso Garibaldi. “Hanno rispolverato una vecchia sentenza di condanna della Corte d’Appello di Lecce che riguarda lo scarico nella fognatura pubblica di acqua da autolavaggio, episodio accaduto nella mia concessionaria di Taranto: una problematica comune a numerosi esercenti di attività analoghe in viale Unità d'Italia”, ha aggiunto.

casellario giudiziale 23 maggio-3“E’ un reato contravvenzionale che mi è stato attribuito in qualità rappresentante legale di una società e non per diretta relazione al mio agire. Fango. Ancora fango con considerazioni pretestuose”, ha sottolineato l’imprenditore. "Una macchina inarrestabile che non sa più a quali argomenti appellarsi per sgomitare subdolamente a pochi giorni dal ballottaggio. Ma è un boomerang contro chi fa finta di confondere il confine tra una contravvenzione amministrativa e l’intreccio di corruttele e tangenti cui sono chiamati a rispondere”. 

“Il mio cartellino penale è cristallino. Non ho mentito a nessuno, lo attestano i certificati che fotografano una realtà incontestabile. Non permetterò a nessuno di macchiare la mia onorabilità e per questo sto valutando con l'avvocato le azioni civili e penali da intraprendere a tutela del mio buon nome”, ha aggiunto. “Abbiamo dedicato il nostro tempo ad ascoltare la gente, costruendo un percorso partecipato, mentre gli altri erano affaccendati nell’unica cosa che gli riesce bene: puntare il dito contro. Noi preferiamo puntarlo verso il futuro”.

Il cimitero di BrindisiNon è tutto. Perché nella mattinata di oggi Marino ha incontrato  i dipendenti addetti ai servizi cimiteriali, rispondendo all’invito che gli era stato rivolto dagli stessi tramite il direttore della struttura comunale, all’indomani della notizia dell’affidamento della gestione di quelle attività in favore della Multiservizi per i prossimi tre anni, una volta scaduta la proroga all’Ati D.R. Servizi Ambientali.

“I passaggi formali vanno sospesi con urgenza e la questione rinviata alla nuova amministrazione”, sostiene il candidato del centrosinistra. “Vanno garantiti i posti di lavoro, dieci tra amministrativi e operai, ma la Multiservizi oggi non è in grado di assorbire un nuovo servizio. Spiace sottolineare che la gestione commissariale, a pochi giorni dal ballottaggio, si spinga oltre l’ordinaria amministrazione assumendo atti di indirizzo politico. E purtroppo non è la prima volta che il commissario prende decisioni che spettano alla politica, basti pensare alla nomina al personale della Multiservizi dell’ex capo dello staff di Massimo Ferrarese, Francesco Zingarello poi frenata dal Prefetto per chiari motivi di opportunità lo scorso 12 maggio”.

Brindisi MultiserviziLa questione è delicata dal momento che i servizi cimiteriali garantirebbero alla partecipata del Comune entrate dirette per oltre un milione di euro l’anno: gli incassi cioè non saranno introitati dal socio ma dalla stessa società che avrà rapporti solo con gli utenti. Non sarebbero, quindi, servizi ascrivibili alla categoria delle attività in house e seguendo questa corrente di pensiero, l’indizione della gara appare obbligatoria. Se così è, per quale motivo non c’è stata?  Sembra che l’affidamento sia stato ipotizzato già durante l’amministrazione Consales, per lo meno stando a chi è a Palazzo di città.

Quanto, invece, all’appuntamento di oggi, c’è chi sostiene che l’incontro sia stato registrato all’insaputa di Marino. La domanda è: per quale motivo? La voce circola negli ambienti vicini al Comune e sorge il dubbio che possa essersi trattato di una trappola, una sorta di imboscata da usare nelle ultime battute della campagna elettorale verso il ballottaggio. Qui, ormai, tutto è possibile.

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