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“Se non siamo graditi a Emiliano e il Pd non ci vuole, ci candidiamo lo stesso”

Luperti e Monetti, ex assessori di Consales, pronti a tornare in campo in una civica su cui lavora il Comitato 7 marzo. "Andremo in alternativa al Partito democratico, il candidato sindaco scelto con le primarie". Dialogo con i centristi di Ferrarese, Impegno sociale ed ex Idv. Vitali intanto contatta Pino D'Astore

BRINDISI – “Finora non abbiamo ricevuto alcuna comunicazione ufficiale del Partito democratico, ma è chiaro che al Pd - da intendere come quello di Michele Emiliano - non siamo graditi, di conseguenza ci candidiamo lo stesso, in una lista alternativa nell’ambito di un nuovo schieramento, il cui candidato sindaco sarà scelto passando dalle primarie”.

Lino LupertiPasquale Luperti e Antonio Monetti, ex assessori della Giunta di centrosinistra guidata da Mimmo Consales, espressione del laboratorio politico, sono pronti a scendere nuovamente in campo e a misurarsi nell’arena elettorale, consapevoli del fatto che dovranno affrontare le valutazioni legate all’essere stati “ex” del sindaco arrestato per corruzione nell’inchiesta sull’appalto per la gestione dell’impianto di Cdr. E di averlo sostenuto sino all’ultimo, dicendo no alla richiesta del Pd di rimettere le deleghe per dare incisività all’azione amministrativa. I due sono altrettanto determinati nel sostenere che non ci sono ragioni ostative al ritorno e affrontano il tema della ricandidatura per la prima volta ufficialmente.

“Intanto va detto che se si parla di purificazione come sostiene qualcuno, quella possono farla solo i cittadini e la faranno alle urne”, dice Pasquale Luperti, ex titolare dell’Urbanistica. “Fatta questa premessa, per quale motivo non dovrei ripresentarmi? Io ho la coscienza a posto, ritengo di aver lavorato bene, per esempio per i progetti legati alla valorizzazione della costa, in caso contrario sarò bocciato dagli elettori. Se, invece, otterrò risposte diverse, allora potrò tornare in Consiglio comunale”, continua l’ex assessore che ha aderito al Comitato 7 marzo, nato all’indomani della riunione presso l’hotel Orientale, organizzata dal gruppo consiliare del Pd, guidato da Salvatore Brigante, a cui ha partecipato anche l’ex presidente delle Assise, Luciano Loiacono.

Luperti, quindi, correrà come aspirante consigliere comunale. Potrebbe, invece, scendere in pista come candidato sindaco di questa lista che intanto dialoga con Impegno sociale di Carmelo Palazzo, il quale ha pensato ad Antonio Montanile come possibile candidato sindaco, nonché con gli ex consiglieri comunali delle liste Udc e Noi Centro, e con gli ex di Idv che  vedrebbero bene l’avvocato Nicola Massari, ex presidente del Consiglio provinciale.

Antonio Monetti “La situazione è in evoluzione, ma dal mio punto di vista risulta confusionaria al punto che il nome è finito niente di meno che in abbinamento ai Conservatori e Riformisti. Assurdo”, dice Antonio Monetti, ex assessore all’Ecologia. “Non c’è alcun riferimento ai programmi, ma solo a uomini, vedasi quello che sta avvenendo del Pd dove si fanno nomi che vengono calati dall’alto, senza confronto, da chi peraltro non è neppure brindisino”.

“Apprendo, poi, che io e altri non siamo graditi e allora condivido il percorso avviato dal comitato 7 marzo di lavorare a uno schieramento alternativo al Pd, per il quale sono disponibile sapendo già da ora che il candidato sindaco sarà scelto in maniera democratica attraverso le primarie”.

Sulla sponda opposta, quella del centrodestra, Luigi Vitali, coordinatore regionale di Fi avrebbe contattato  domenica scorsa Simona Pino d’Astore che ha già tre liste civiche pronte, ma non è andata come sperava: “Ho ringraziato per il pensiero, però non ci sono i presupposti per dialogare perché Brindisi ha bisogno di cambiamenti veri, autentici, reali e per quel che ne so io, Forza Italia propone sempre le stesse persone”. D’Astore, intanto, ha firmato l’appello etico lanciato da Brindisi 2012. 

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