Elezioni

Comune, spesa di 450mila euro per l’elezione del sindaco

Il costo previsto dall'Amministrazione anche per l'eventuale ballottaggio: al momento, cinque candidati per la fascia Tricolore e 608 aspiranti consiglieri comunali per 32 posti in Assise. La scelta spetta a 74.438 brindisini

BRINDISI – Tutto ha un costo, anche le elezioni del nuovo sindaco di Brindisi e dei 32 consiglieri comunali. Quanto? Quasi mezzo milione di euro, stando alle previsioni di spesa del Comune: qui a Palazzo di città, in vista del 5 giugno e dell’eventuale ballottaggio del 19, la somma è stata impegnata nel bilancio in fase di formazione che entro la fine del mese dovrebbe essere approvato dal commissario Cesare Castelli (nella foto in basso) per essere lasciato in eredità ai nuovi inquilini scelti direttamente dai brindisini.

Cesare CastelliA voler essere precisi e a soddisfare la legittima domanda legata alle ripercussioni sulle casse pubbliche del turno elettorale, l’importo ammonta a 450mila euro ed è il risultato di valutazioni fatte nei giorni scorsi dai funzionari della ripartizione Servizi demografici in collaborazione con i colleghi dei Servizi finanziari, con riferimento all’ultima tornata, quella del maggio 2012, finita in anticipo rispetto alla naturale scadenza del mandato e in maniera traumatica perché la navigazione è stata interrotta dalla Procura che ha chiesto e ottenuto l’arresto, ai domiciliari, dell’ormai ex sindaco di Brindisi con l’accusa di corruzione per una presunta mazzetta da 30mila euro, dietro l’affidamento dell’appalto per la gestione dell’impianto di Cdr alla ditta Nubile dell’imprenditore Luca Screti, anche lui ancora in custodia cautelare.

Il 6 febbraio gli arresti, 48 ore dopo le dimissioni in massa dei consiglieri comunali, con conseguente scioglimento delle Assise e ritorno alle urne, per ridare la parola agli elettori, ai brindisini che sino all’insediamento del nuovo sindaco e del nuovo Consiglio saranno traghettati dal commissario Cesare Castelli.

La scelta spetta a 74.438 elettori, stando all’ultimo elenco degli aventi diritto al voto nel comune di Brindisi, suscettibile di qualche correzione per inserire i ragazzi che diventeranno maggiorenni e che avendo raggiunto il traguardo dei 18 anni eserciteranno il diritto-dovere di voto per la prima volta. Al momento risultano 35.129 elettori maschi e 39.309 femmine. E’ agli uni e alle altre che si rivolgono gli aspiranti sindaco e gli altrettanto aspiranti consiglieri comunali.

Quanti sono? Cinque sono i candidati che corrono ufficialmente per la fascia Tricolore e 608 quelli ai nastri di partenza per arrivare nell’Aula consiliare dove i posti disponibili sono appena 32, ma resta ancora il punto interrogativo sulla partecipazione o meno dei grillini, visto che dallo staff di Beppe Grillo non è ancora arrivata la certificazione necessaria, da regolamento, alla presentazione della lista. Né vanno dimenticati i possibili outsider, candidati dell’ultimo momento che corrono in solitaria.

lo stemma del Comune di BrindisiAd ogni modo resta la conferma del fatto che a Brindisi quando si tratta di elezioni comunali vale la regola dei “grandi numeri”. Grandi al punto che può capitare che in famiglia ci sia più di un candidato. E allora? La scelta va valutata. In effetti tenuto conto dei votanti e dei potenziali candidati, è possibile affermare che c’è un aspirante consigliere comunale ogni 122 elettori, a conferma della frammentazione del voto. Che a Brindisi, questa volta, appare ancor più parcellizzato in considerazione del mescolamento degli schieramenti in campo, non essendoci più una rigida divisione tra centrodestra e centrosinistra.

In rigoroso ordine alfabetico, per non far torto a nessuno, ecco i candidati sindaco noti: Angela Carluccio per i moderati, con cinque liste, vale a dire Noi Centro, Brindisi Prima di tutto, Cor, Impegno sociale e Democratici per Brindisi; Nando Marino per il centrosinistra allargato, con sei liste, ossia Pd, Udc, La puglia in più, Brindisi popolare, Marino sindaco e Cantiere giovani; Nicola Massari per il centrodestra, con tre liste, Forza Italia, Viva Brindisi e Fratelli d’Italia; Simona Pino d’Astore con tre liste civiche, Brindisi piazza pulita, Un’amica in comune e Brindisinazione; Riccardo Rossi per Brindisi Bene Comune e Sinistra per Brindisi.

Per tutti sembra valere la stessa parola d’ordine: cambiare. E’ lo slogan che si ripete e che viene coniugato da esercito di supporter, tutti a chiedere fiducia ai brindisini, costretti a essere bombardati più che dai programmi che farebbe piacere leggere per capire esattamente cosa dovrebbe garantire il “cambiamento”, dai “faccioni”. Benedetti poster sei per tre che magari significano euro per qualcuno, ma per gli altri sono uno spreco. Al pari della valanga di manifesti dalle dimensioni più ridotte e di “santini” elettorali che hanno già iniziato a riempire le cassette della posta, fanno capolino sui parabrezza delle auto.

Tocca anche questo agli elettori. Vedere e sentire. Dovranno scegliere chi guiderà il comune capoluogo per i prossimi cinque anni, possibilmente – è l’augurio di tutti – senza intoppi.

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