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E il notaio Errico benedice la candidata sindaca Carluccio

Dopo aver votato Rossi ora sceglie la coalizione in cui ci sono molti ex Consales: "Siamo noi il centrosinistra allargato, governeremo con il progetto condiviso da Rollo, Ferrarese e Fitto, liberi da Bari". Su Salvatore Brigante e gli altri: "Non hanno capito cosa stava succedendo, se non dopo gli arresti. Luperti fuori dalla Giunta"

BRINDISI – Nel reality politico-elettorale di Brindisi va in onda l’iperbole del notaio Michele Errico, ex sindaco di Brindisi e altrettanto ex presidente della Provincia, nonché contestatore dell’Amministrazione Consales caduta con gli arresti per corruzione: adesso è diventato sostenitore dell’aspirante sindaca Angela Carluccio a cui ha dato la benedizione pre-ballottaggio, in nome della legalità e della trasparenza sbandierata con i certificati penali, durante una cerimonia di purificazione pubblica, a meno di tre giorni dalle elezioni,  a cui sono stati invitati i giornalisti.

Come un sacerdote o un laico moralizzatore ha deciso di sposare il progetto dell’avvocato(a) che intende affidargli la responsabilità di un ufficio di nuova costituzione all’interno del Comune, quello appunto della Legalità. E lui ha detto sì alla proposta dello schieramento ritenendolo espressione del centrosinistra allargato sebbene l’aspirante sindaca e i suoi mai abbiamo parlato di centrosinistra, fermandosi al centro. Ma, a quanto pare, a Brindisi la geografia politico-elettorale ha confini che si spostano a seconda dei punti di vista ed è facile perdere la bussola e chiedersi dove sia la destra e dove la sinistra.

“Questo è un centrosinistra allargato, così come quello del governatore della Puglia Michele Emiliano (suo amico dai tempi in cui era pubblico ministero, ndr), ma con una differenza”. Quale? “La capacità di autodeterminazione della città che può trovare affermazione rispetto a logiche baresi se non proprio baricentriche che dall’altra parte renderebbero Brindisi succube”. L’affermazione su Bari (ma non si tratta di una partita di calcio) è merito di un progetto condiviso con altri.

Altri chi?: “Ci sono Marcello Rollo, Massimo Ferrarese che mi dicono sia d’accordo e Raffaele Fitto”. Rollo è il presidente dell’Asi, Ferrarese, di Francavilla Fontana, è all’Invimit, Fitto di Maglie, è europarlamentare: i primi due sono espressione dei centristi che sino all’ultimo hanno consentito all’Amministrazione del sindaco Mimmo Consales di restare al governo dopo l’accordo con il Pd (il cosiddetto laboratorio) di Salvatore Brigante, Luciano Loiacono, Antonio Monetti e Pasquale Luperti e poi Luigi Sergi, ai quali il notaio (sempre Errico) non ha risparmiato critiche per una serie di errori. Tutti gli ex del gruppo consiliare e gli assessori non sono più del Pd e il partito ne ha preso le distanze, così come Ncd e Udc hanno allontanato la coppia Rollo-Ferrarese, ottenendo accredito diretto con il ministro Angelino Alfano.

Cosa sarà mai successo al notaio? Per quale motivo ha fatto una manovra di inversione a “u”? “Mi hanno contattato loro”, risponde. In effetti la voce circolava dopo aver visto il notaio nel ruolo di garante in occasione delle primarie vinte da Carluccio sul giovane Pietro Guadalupi dei Cor risultato il più eletto a Brindisi. Ma Errico prima dialogava con Riccardo Rossi e Brindisi Smart che lui stesso aveva definito come sinistra autentica, proponendo Roberto Fusco come candidato.

Riccardo Rossi e la scheda elettorale“Vero, io il 5 giugno ho votato Rossi”, ammette. Rossi ne sarà contento (?). Fatto sta che poi è arrivata lei, l’aspirante sindaca e chi per lei: “Mi hanno scelto e non mi sono tirato indietro: abbiamo parlato ore e ore, scoprendo di avere molti punti in comune come il rilancio della cittadella della ricerca che per me è strategico e la riduzione del venti per cento di Co2 a Brindisi, parlando della centrale Enel”, spiega.  Punti messi nero su bianco in una sorta di accordo contratto con i brindisini, mostrato sempre oggi, che ricorda il vecchio contratto con gli italiani del cavaliere Berlusconi. Ma non c’entra niente.

Quei punti sono presenti nel programma del candidato Rossi, così come in quello di Nando Marino il cui nome Errico non pronuncia. Lo facciamo noi essendo espressione dell’altro centrosinistra allargato secondo il notaio, trainato dal Pd impegnato nell’ottica di un rinnovamento dopo le macerie del terremoto giudiziario. E lui, sempre il notaio, ha ancora la tessera del Partito democratico e non intende restituirla. “Io sono e resto del Pd e sono convinto che sarà ridisegnato dopo le elezioni nel senso che se vince questa coalizione, con Carluccio sindaca, il Pd guarderà a noi mentre se dovesse vincere l’altra parte, continuerà a essere costruito sulle figure di Francesco Cannalire e Francesco Renna”.

Michele Emiliano, Nando Marino, Sandra Antonica-2Dunque, secondo il notaio, ammesso che Brindisi scelga la sindaca ossia Angela Carluccio, il Pd (commissariato con Sandra Antonica) guarderebbe lì dove c’è buona parte del passato dell’Amministrazione comunale, stando a quanti si sono candidati e agli altri che anche se sono rimasti fuori dalle liste ci sono lo stesso (Toni Muccio per fare un esempio, quello che ha dato del bugiardo a Marino).

Un controsenso o no? “No perché il passato è passato, resta certamente il mio giudizio critico ma c’è la voglia di riscatto rispetto a errori che sono stati commessi, qualcuno in buona fede, altri no e mi riferisco all’inchiesta della Procura sul filone rifiuti e sulla corruzione”, risponde Errico. Non l’unica in verità, dal momento che si sono inchieste sull’Urbanistica, sulla mensa scolastica e sulla Multiservizi.

Le persone però sono le stesse o no? “Hanno capito cosa è successo solo dopo gli arresti, Brigante e gli altri, quanto a Luperti non entra in Giunta, me l’hanno assicurato, mica non si poteva ricandidare?”, chiede Errico citando prima l’ex capogruppo, per il quale, come è noto, c’è stata prescrizione dall’accusa di peculato d’uso per l’auto aziendale della Asl per raggiungere Roma e seguire un convegno dei Ds e poi facendo riferimento all’ex assessore, indagato già prima della ricandidatura, al quale più volte in tempi non sospetti aveva chiesto di fare un passo indietro perché non poteva essere da solo a rappresentare in Comune il Pd e la città.

“Quanto a Consales non ho niente a che fare con lui, la sua storia è finita adesso ne inizia un’altra e io voto Angela Carluccio e voto me stesso essendo pienamente convinto e coinvolto nel progetto con molto sacrificio. Per favore, guardiamo avanti”. Il valore aggiunto, a questo punto, sarebbe uno: lui. Il notaio con la tessera del Pd in tasca e che ha sposato il progetto Carluccio dopo aver assolto gli ex.

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