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I grillini di Mesagne: “Mai firmato a sostegno dei meet-up provinciali”

"Qualcuno l'ha fatto senza la nostra autorizzazione", dicono. "Auspichiamo un incontro tra i gruppi di Brindisi e chiediamo di essere inseriti nella chat che sembra destinata a pochi eletti ed illuminati". Ma quella nota risulta condivisa da Cittadini attivi. E scoppia anche il caso mesagnese: due fazioni contrapposte

BRINDISI – “Noi grillini del meet-up di Mesagne non abbiamo mai firmato il documento dei gruppi provinciali contro quelli che sostengono la candidatura a sindaco di Fabio Mollica: non solo non abbiamo mai autorizzato nessuno a farlo, ma non lo condividiamo neppure e ne prendiamo le distanze”.

search-8L’ennesima puntata di quello che sembra ormai un reality politico-elettorale, sui grillini, se non proprio una telenovela, arriva da Mesagne e sembra destinato ad alimentare un caso tutto nuovo, mesagnese appunto: c’è una mail firmata dall’”organizer Silvia Merenda”, portavoce del meet-up esistente da qualche tempo nel comune del Brindisino. Gruppo che a quanto pare non c’entra niente con il documento che 24 ore fa, vale a dire venerdì 22 aprile, Luigi Epifani, attivista anche lui (nella foto in basso), ha letto nel corso della conferenza stampa che Mollica aveva organizzato per spiegare cosa fosse successo tra i grillini di Brindisi in occasione della scelta del candidato primo cittadino, con la gemmazione di due liste per altrettanti nomi.

Prima quello di Stefano Alparone, ex No al carbone, indicato da Uniti per Brindisi, in un incontro di cui gli altri due meet-up del capoluogo, Brindisi5 Stelle e Brindisi Libera, sostengono di aver appreso dalla stampa, poi quello di Fabio Mollica proposto da chi si è ritenuto escluso dal processo di partecipazione democratica. Versione che lo stesso Mollica e gli altri attivisti hanno ribadito venerdì, versione contestata dai gruppi della provincia per i quali invece sarebbe in atto una campagna di denigrazione. Quali sono i meet-up che hanno firmato?  “Mesagne, San Pancrazio, Cellino San Marco, Torre Santa Susanna, San Pietro Vernotico, Fasano, Cisternino, San Vito dei Normanni,  Erchie,  Torchiarolo,  Ceglie Messapica,  Villa Castelli,  Ostuni e Latiano”, si legge nel testo. La specificazione del nome dei gruppi è arrivata oggi, dopo la smentita dei mesagnesi.

luigi epifani-2Mesagne però risulta eccome tra i firmatari:  c’è con il meet-up Cittadini Attivi Mesagne, assieme a quelli di San Pancrazio (Meetup San Pancrazio Sal. 2.0) Cellino San Marco (Meetup 5 Stelle Cellino San Marco) Torre Santa Susanna (Meetup Torre Santa Susanna 5 Stelle) San Pietro Vernotico (Cittadini in Movimento San Pietro Vernotico) Fasano (Fasano 5 Stelle) Cisternino (Cisternino 5 Stelle) San Vito dei Normanni (San Vito dei Normanni 5 Stelle) Erchie (Meetup 5 Stelle Erchie) Torchiarolo (5 Stelle Meetup Torchiarolo) Ceglie Messapica (Ceglie 5 Stelle) Villa Castelli (Villa Castelli Meetup) Ostuni (5 stelle X Ostuni)  Latiano  (Latiano 5 Stelle).

Com’è possibile? Domanda più che legittima. La risposta, proviamo a darla noi: è probabilmente esistono due (almeno) meet-up,  ma gli attivisti stessi non lo sanno, convinti di essere gli unici titolati a parlare come grillni. Dunque, due gruppi a Mesagne e tre a Brindisi, a conferma del fatto che nel mondo del movimento a Cinque stelle le gemmazioni ci sono eccome e che probabilmente sfuggono a regole di condotta che per la verità neppure i partiti tradizionali riescono più a garantire.

Ad ogni modo, il testo della mail di smentita rispetto all’adesione di quel documento è il seguente:

 “Apprendiamo con grande stupore di essere stati promotori di una iniziativa di cui non siamo stati informati, cioè della nota dei Meetup della provincia di Brindisi contro i rappresentanti di due Meetup della città di Brindisi che oggi, 22 aprile 2016, hanno tenuto una conferenza stampa insieme al giornalista Fabio Mollica”, si legge nella mail firmata da Silvia Merenda.

“Non siamo mai stati informati dell’iniziativa e dei contenuti del comunicato diramato contro i due Meetup, che qualcuno ha firmato a nostro nome senza alcuna autorizzazione. Non ne condividiamo nemmeno i contenuti in quanto non conosciamo le ragioni delle loro diatribe, peraltro intuibili, in quanto non arrivano parole di sostegno e incoraggianti per un confronto chiarificatore ma, anzi, si percepisce un clima duro e di scontro e per queste ragioni ne prendiamo le distanze”, è scritto ancora.

“Cogliamo l’occasione per evidenziare anche che il Meetup Mesagne ha più volte richiesto di poter far parte della chat provinciale dei Meetup, al fine di poter interagire e partecipare attivamente alle varie iniziative”. La chat è altro argomento di scontro anche a Brindisi perché i due gruppi che hanno proposto Mollica sarebbero stati esclusi e di conseguenza non avrebbero la possibilità di dialogare con gli altri.

“Purtroppo, senza ricevere spiegazioni alcuna, i referenti di tale chat, compresi quelli di Brindisi, si sono sempre rifiutati di farci partecipare a tale chat che sembra essere destinata a “pochi illuminati ed eletti” in possesso di non si sa quali “referenze”, sostengono da Mesagne quelli che parlano con Silvia Merenda. “Ribadiamo e auspichiamo, a questo punto, un incontro tra i tre Meetup cittadini e francamente non comprendiamo come i Meetup di altri comuni possano prendere posizione su problemi che non conoscono, se non “per sentito dire” da parte di qualcuno che ovviamente è di parte. Il Movimento di cui ci onoriamo di far parte è diverso”.

A questo punto sarebbe il caso che anche a Mesagne gli attivisti si riunissero per capire chi sono: conoscenza personale, dialogo vero, non chat, Facebook e Whatsapp. Meglio guardarsi negli occhi, stringersi la mano e magari anche mandarsi a quel paese. Di persona, è tutt’altra cosa.

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