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“Fuori imputati e indagati: liste senza opacità e consorterie”

Marino & co dal prefetto: "Ricostruiremo percorrendo la strada della legalità". "Preoccupanti i conti del Comune, ma non manderemo a casa nessuno della Multiservizi". Sul porticciolo: "No alla svendita, rilancio della struttura". Argese: "Gli altri non sono moderati, noi galantuomini. E sul passato, responsabilità anche dei dirigenti comunali"

Nella foto Sandro Anelli, Ciro Argese, Nando Marino e Giovanni Brigante

BRINDISI – “Risaliremo la china per raggiungere posizioni di vetta che Brindisi, forse, non ma hai conosciuto e lo faremo con la partecipazione dei cittadini, percorrendo la strada della legalità. Il che vuol dire che nella nostra squadra non ci sarà posto per imputati o indagati, così come restano fuori coloro i quali hanno avuto responsabilità nel determinare la situazione in cui ora si trova Brindisi, dai conti del Comune, alle partecipate, ai rifiuti”.

marino-2Nando Marino (nella foto), candidato sindaco del centrosinistra trainato dal Pd e allargato al centro, ha detto “no” a qualsiasi ipotesi di revival legato all’Amministrazione comunale nel capoluogo, da leggere come ritorno di chi è già stato a Palazzo di città e alzando la mano in Giunta o in Consiglio, al momento della votazione delle delibere, ha contributo alla determinazione del disastro attuale. Fine della storia per gli “ex” di quel genere. Chi deve intendere, intenda. Perché se è vero che nomi non ne sono stati fatti, è altrettanto vero che il messaggio è stato quanto mai esplicito a maggior ragione dopo l’intervento del coordinatore provinciale di Area Popolare, Ciro Argese: qualche sassolino dalla scarpa se l’è tolto sempre oggi, dopo che lui, Marino, Sandro Anelli per il Pd, Giovanni Brigante di Sviluppo e Lavoro ed Eupremio Curto dell’Udc, hanno incontrato il prefetto, Annunziato Vardè.

Di cosa hanno parlato con il massimo rappresentante del governo sul territorio? “Di legalità innanzitutto”, ha spiegato Marino, nel corso della conferenza stampa post-incontro. L’imprenditore, prima di entrare nel merito, ha voluto scusarsi pubblicamente con i giornalisti ai quali ha riservato, per sua stessa ammissione, risposte poco garbate in occasione del debutto, nel giorno della presentazione ufficiale come candidato sindaco. “Quando si sbaglia, si deve chiedere scusa: lo faccio ora. Se ho reagito in quel modo, è solo perché venivo da giorni di tensione. Mi auguro di collaborare con la stampa per avere spunti, di conseguenza ben vengano le critiche che fanno migliorare”.

Chiusa la parentesi, Marino ha ripreso il filo del discorso imbastito usando il filo della legalità: “Abbiamo chiesto al prefetto assicurazioni sulla vigilanza nella fase della campagna elettorale e del 5 giugno, quando i brindisini saranno chiamati al voto e abbiamo detto chiaramente che, per quanto ci riguarda, non prestiamo il fianco ad alcuna situazione di opacità”.

Ciro Argese“I temi della legalità dovrebbero essere la normalità”, ha aggiunto Argese  (nella foto) il quale, sfruttando l’assist del candidato, ha tirato in ballo alcuni degli attuali avversari. “Quella non è una coalizione di moderati, né tanto meno di centro, né può definirsi Grande coalizione, come dicono loro. Sono altro. Noi siamo quelli del patto tra galantuomini per Brindisi”.

Quindi il riferimento sulla composizione delle liste: “Candideremo gente per bene, persone pulite, oneste, uomini e donne che non hanno alcun tipo di problema”. Incalzato dai giornalisti, Giovanni Brigante ha aggiunto: “In altri termini, nelle nostre liste non ci potrà essere spazio per imputati o indagati”. E Argese: “Né tanto meno per coloro i quali hanno avuto responsabilità nel determinate quanto è avvenuto a Brindisi sul fronte dei conti del Comune e dei rifiuti”, ha detto.

“Noi saremo filtro a garanzia della legalità durante tutto il periodo della campagna elettorale e soprattutto nel giorno delle votazioni, quel 5 giugno fatidico in cui è possibile spostare gli equilibri”, ha continuato mentre Marino annuiva. Marino è il volto nuovo della coalizione, Argese no: in qualità di coordinatore provinciale di Ncd (Area popolare, prima versione), partner di governo del Pd e della Giunta dell’ex sindaco Mimmo Consales, ha vissuto la storia politico-amministrativa di Brindisi. “Vero, c’è un ma che bisogna prendere in considerazione”, dice rispondendo a chi mette in dubbio la presenza del “nuovo” e la rottura con i vecchi schemi. “Nell’ultimo periodo c’è stata una rottura con l’Amministrazione, tanto è vero che i due assessori non hanno votato le delibere in materia di bilancio e rifiuti”. Il riferimento è andato a Cosimo D’Angelo e a Giuseppe De Maria, rispettivamente ai Lavori pubblici e alle Attività produttive, per i quali proprio per questo motivo la ricandidatura sarebbe possibile. Argese è andato oltre: “A Brindisi purtroppo si era venuta a creare una consorterie autonoma dei partiti, per cui alla fine passavano solo accordi di tipo personale”.

“L’altro aspetto che bisogna valutare è legato al fatto che c’è anche responsabilità di una parte dei dirigenti della struttura comunale da aggiungere accanto a quella dei politici. I funzionari hanno firmato delibere e atti e non avevano una pistola puntata”.

Corte dei ContiQuanto alle condizioni di salute del Comune, Marino ha chiesto al commissario Cesare Castelli di conoscere non solo le controdeduzioni che l’Ente sta preparando in risposta ai rilievi sollevati dalla Corte dei Conti, ma anche di avere notizie sul bilancio di previsione: “Non è possibile definire un programma elettorale, senza avere il quadro delle finanze”, ha sottolineato l’imprenditore. Richiesta di chiarimenti anche rispetto alla Multiservizi perché il consuntivo 2014 non è stato ancora approvato, mentre sono note le previsioni di utili.

Brindisi MultiserviziIn ogni caso, non manderemo a casa nessuno dei dipendenti della Multiservizi, così come dell’Energeko: l’obiettivo sul quale bisogna lavorare è renderle virtuose. Lo stesso discorso vale per Bocche di Puglia: ritengo che sia davvero bassa la somma posta a base della vendita del pacchetto azionario di  cui è titolare il Comune. Il porticciolo va rilanciato ed è possibile un cambio di rotta pensando alla cantieristica del Sud e alla diportistica, per questo abbiamo chiesto al commissario di sapere se è possibile che l’Amministrazione agisca in autotutela per revocare la delibera di vendita”. Delibera approvata a dicembre dal Consiglio comunale, con i voti del solo centrosinistra, su relazione dell’ex sindaco.

Al Pd la paternità dell’iniziativa, lo stesso dicasi per l’affidamento in gestione dell’impianto di Cdr alla Nubile, poi diventato oggetto di inchiesta con arresto di Consales e dell’imprenditore Luca Screti. “E’ chiaro che il Pd ha le sue responsabilità per quanto è avvenuto”, ha ammesso Anelli nel corso del suo intervento. “Ed è proprio in chiaro e plastico segno di rottura con il passato, che la candidatura di Marino è la dimostrazione che vogliamo invertire la rotta per affrontare i tempi dello sviluppo nel rispetto della salute e dell’ambiente e al contempo rinnovare la classe dirigente”.

Entro la prossima settimana, saranno presentati programma e liste. “Work in progress”, ripete Marino.

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