Martedì, 26 Ottobre 2021
Elezioni

Tutti in attesa dei "grillini": gli amici, ma anche i nemici

Sono praticamente quasi tutti in campo, a Brindisi, tranne che l'attore più atteso, quel Movimento 5 Stelle che punta a sfatare il teorema che i grillini vanno bene alle politiche e molto meno alle elezioni comunali

BRINDISI – Sono praticamente quasi tutti in campo, a Brindisi, tranne che l’attore più atteso, quel Movimento 5 Stelle che punta a sfatare il teorema che i grillini vanno bene alle politiche e molto meno alle elezioni comunali e che, soprattutto,  vuole insediare un suo sindaco a Palazzo Nervegna sfruttando l’ondata di rabbia e di frustrazione per ciò che si è lasciata dietro l’ultima amministrazione, quella di Mimmo Consales. Ma da Roma ancora nessun segnale ufficiale, nessuna decisione. Nessuna “certificazione” di candidatura.

Da Brindisi ne sono partite due, inviate all’attenzione di Gianroberto Casaleggio, che sarà arbitro della situazione del M5S locale, che non è proprio riuscito a unificare le diverse anime dei meetup cittadini, uno che è sostenuto dal consigliere regionale Gianluca Bozzetti, Uniti per Brindisi, e che a capo della lista ha messo come candidato sindaco Stefano Alparone, ex No al Carbone, gli altri due, Brindisi 5 Stelle e Brindisi Libera, che hanno deciso di candidare il giornalista Fabio Mollica dopo vani tentativi di trovare una strada comune con l’altro gruppo.

L’attesa si sta spostando di settimana in settimana, ma ormai non dovrebbe mancare molto alla decisione. Che potrebbe essere la certificazione di uno dei due candidati, oppure un invito a unificare gli sforzi e a scegliere un candidato unitario, oppure – non è affatto escluso – anche quella di non partecipare alla competizione elettorale a Brindisi. L’opzione più temuta da chi sta aspettando, tra l’elettorato vecchio e quello potenziale del movimento, di poter votare contro questi partiti che proprio non riescono a staccarsi da riti, accordi e patti tra vecchi apparati.

Nessuna indiscrezione sulle persone inserite nelle liste: nessuno vuole condizionare il clima dell’attesa. E tra chi aspetta, paradossalmente, ci sono i candidati degli altri partiti e coalizioni. La presenza o meno del M5S vuol dire, per alcuni, possibilità di giungere al ballottaggio, o la cancellazione delle speranze. Le masse di voti che si muoverebbero o non si muoverebbero determinerebbe il destino di tutti.

C’è la coalizione tra sinistra e ambientalisti che sta tessendo Riccardo Rossi. Se il M5S non ci sarà, potrebbe avvantaggiarsene questo schieramento, soprattutto se troverà la quadra su un candidato unitario e quotato. Ma per il principio “mors tua vita mea” forse la presenza o l’assenza della lista del M5S potrebbe indebolire o rafforzare gli attuali competitor che anelano al ballottaggio, tra questi lo schieramento composto dagli ex Consales del Pd (in odore di espulsione automatica, stando allo statuto) e di Noi Centro di Massimo Ferrarese, ai quali si sono aggiunti i Conservatori e Riformisti di Fitto.

Sono loro che sperano di andare in finale contro lo schieramento che ha scelto il presidente di Enel Basket Brindisi, Nando Marino. Se ci fossero in lizza anche i grillini, questo obiettivo diventerebbe – sulla carta – arduo. In realtà, nessuno sa ancora davvero cosa potrebbe portare a casa il M5S. Certo, la prova delle elezioni regionali è stata esaltante, ma le comunali sono un’altra cosa. Per saperlo, bisogna aspettare ancora e ancora che da Roma arrivi la certificazione per uno dei due candidati, oppure la scleta di non partecipare affatto.

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