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"Basta giochi di potere, si lavori sul rinnovamento politico-amministrativo"

Riceviamo e pubblichiamo un intervento di Gianluca Alparone, già candidato al consiglio regionale fra le file di Forza Italia, sulle elezioni amministrative in programma il prossimo giugno a Brindisi

BRINDISI - Riceviamo e pubblichiamo un intervento di Gianluca Alparone, già candidato al consiglio regionale fra le file di Forza Italia, sulle elezioni amministrative in programma il prossimo giugno a Brindisi. 

Gli artefici di un dissesto finanziario, in un ambito differente da quello politico, farebbero un passo indietro recitando un coscienzioso e serio mea culpa. Se non lo facessero verrebbero silurati, defenestrati, fatti fuori da chi di dovere, per impedire di compiere altri danni a scapito degli aventi diritto ad una buona amministrazione. Nella società civile e in un qualunque contesto ove regni un barlume di meritocrazia, funzionerebbe così, a tutela dell'interesse generale.

A Brindisi, invece, dinanzi ad una pronuncia della Corte dei Conti che censura l'attività dell'amministrazione comunale (esperienza recentemente conclusasi in modalità tali da rivestire grande  e - ingeneroso per la città - risalto sulla stampa nazionale con il Commissariamento del Comune) e che imputa ai condottieri una gestione fallimentare delle partecipate e strampalata della contabilità pubblica, i partiti di quella maggioranza fanno l'opposto, riproponendosi, rilanciandosi, reinventandosi in un irriverente gioco delle parti.

Attraverso la vecchia pratica “scaricabarile” si prendono le distanze praticamente da se stessi quasi non riconoscendo i propri volti, le proprie emanazioni che riportavano a  liste, gruppi, sigle, che, fino ad un mese fa, vedevano gente seduta dietro i banchi del Consiglio Comunale tra le file della maggioranza o ai posti riservati alla giunta Consales. 

Così in questo processo autoreferenziale basato sulla semplice estirpazione (peraltro indotta da vicende giudiziarie) delle presunte mele marce, si trova il coraggio di proporre alleanze, facendo esperimenti che altro non sembrano che "progetti di potere" per non perdere poltrone, seggi, incarichi. Personalmente, ero sicuro che nessuno si sarebbe cosparso il capo di cenere in segno di rispetto verso i cittadini, vessati negli ultimi anni da un inasprimento della fiscalità locale, ma ammetto che speravo in  un ravvedimento. 

Auspico un’attenta riflessione da parte dell’elettorato: non è più concepibile premiare l'operato di chi gestisce la "cosa pubblica" secondo questi parametri. Significherebbe portare a termine il processo di dissesto sancito dalla Corte dei Conti, già in avanzato stato di completamento. Brindisi, oggi più che mai, ha bisogno di un ricambio e di un rinnovamento politico-amministrativo, lontano da lotte e guerre intestine, ponendo magari l’attenzione agli allarmi lanciati, più volte in questi anni, da coloro seduti tra i banchi dell’opposizione. 

                    
                                                   

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