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Cgil: "Legalità, sviluppo e lavoro siano al centro dei programmi elettorali"

Riceviamo e pubblichiamo una nota del comitato direttivo della Camera del Lavoro territoriale della Cgil di Brindisi sulle elezioni amministrative in programma il prossimo giugno

Riceviamo e pubblichiamo una nota del comitato direttivo della Camera del Lavoro territoriale della Cgil di Brindisi sulle elezioni amministrative in programma il prossimo giugno. 

Il Comitato Direttivo della Camera del Lavoro Territoriale della Cgil di Brindisi esprime forte preoccupazione per la crisi amministrativa e politica del Comune capoluogo.  Le imputazioni contestate all’ex sindaco disegnano uno scenario di gestione della cosa pubblica asservita agli interessi privati e succube di comportamenti criminali. Confidiamo nel lavoro della magistratura per conoscere  se e in che misura  i fatti, oggetto d’indagine, abbiano condizionato le scelte in settori strategici della vita della città, impedendo che Brindisi avesse quel rilancio in termini di sviluppo e lavoro che da anni si invoca e che potrebbe fungere da traino per la  ripresa economica dell’intera area provinciale. 

Intanto, il risultato fallimentare di una Amministrazione perennemente messa in crisi da instabilità politica, con frequenti avvicendamenti nella composizione della Giunta  è sotto gli occhi di tutti: le situazioni di criticità si sono, di fatto, aggravate. Dai problemi ambientali, con il grosso rischio per la salute e per l’ambiente derivante dall’inquinamento dell’acqua di falda dovuto alle discariche, a quelli sociali, con tante famiglie ormai in stato di povertà. La disoccupazione ha raggiunto percentuali allarmanti, mentre l’Amministrazione proponeva, in modo  del tutto episodico e con enfasi mediatica, un “programma di sviluppo per Brindisi”

La città ha bisogno di un cambiamento radicale per affrontare le criticità e sfruttare al meglio le tante potenzialità finora mortificate.  
Per questo motivo il gruppo dirigente della Cgil di Brindisi invita tutte le parti politiche: 

 - a prestare la massima attenzione al tema dell’etica e della legalità, per ridare dignità e credibilità a un mandato così importante quale quello di sindaco;   
- a mettere al centro dei programmi elettorali le priorità d’intervento di cui la città ha bisogno per realizzare un modello di sviluppo integrato sostenibile, 
- a partire dalla consapevolezza che la sfida per una via alta dello sviluppo deve basarsi su un modello di governo che faccia della programmazione partecipata lo strumento ordinario di confronto e di condivisione delle scelte con il partenariato economico e sociale;

Il Gruppo Dirigente della Cgil chiede a tutti i candidati sindaco azioni concrete da porre in essere, immediatamente dopo l’insediamento, per incidere su sviluppo e lavoro, dando priorità:

-    Alla costituzione di una cabina di regia  per una progettazione urgente sulle misure di accesso ai fondi strutturali europei 2014/2020;
-    A interventi urgenti di bonifica per la salvaguardia della salute e della sicurezza ambientale sia nel sito Sin, sia  sull’intera filiera del ciclo dei rifiuti;
-    All’Attivazione di tavoli di confronto e approfondimento sui diversi settori produttivi, al fine di promuovere qualsiasi intervento utile a creare nuova occupazione, innovando l’esistente, agendo sul riuso intelligente, investendo nella cultura e nelle infrastrutture logistiche da sempre strategiche;
-    Ad approfondire le problematiche dei cittadini in stato di povertà per programmare interventi di sostegno al reddito, e percorsi efficaci di inclusione attiva, in sinergia con i diversi livelli istituzionali;
-     A sottoscrivere un patto territoriale in materia di appalti pubblici che recepisca da subito quanto dovrà contenere il codice unico sugli appalti in tema di misure anticorruzione, di clausola di salvaguardia occupazionale e in cui si consideri la  possibilità d’inserimento lavorativo per una percentuale di disoccupati di lunga durata del territorio, stante l’alto livello di disoccupazione; 
-    A porre in essere tutti i percorsi indispensabili a completare il processo dettato dalla riforma Delrio, per gestire i servizi, comunque essenziali per i cittadini,  e i lavoratori legati alle cosiddette “funzioni non fondamentali”, che la Regione ha legiferato essere di propria competenza  e che dovrebbero essere affidati agli EE.LL. 

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