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"Bozzetti non può nascondersi dietro un dito. Ora un chiarimento"

Io c'ero. Funziona in questo modo nel M5S: alla richiesta legittima di chicchessia, si dà subito una risposta, previa discussione democratica, anche quando non piace o si suppone errata. Ed invece, ciò di cui siamo testimoni, è uno scenario di assoluto sospetto, di utilizzo difforme dei principi, di segreti e di macchinazioni operate dal “legittimato” più forte

Io c'ero. Funziona in questo modo nel M5S: alla richiesta legittima di chicchessia, si dà subito una risposta, previa discussione democratica, anche quando non piace o si suppone errata. Ed invece, ciò di cui siamo testimoni, è uno scenario di assoluto sospetto, di utilizzo difforme dei principi, di segreti e di macchinazioni operate dal “legittimato” più forte.

Ebbene, quando anni addietro ho sposato i principi del Movimento dei 5 Stelle, mai avrei potuto immaginare che proprio quei principi potessero essere violati e strumentalizzati da chi invece ne doveva tutelare e garantire l'esercizio. Oggettivamente, alle richieste di “incontri” più volte pervenute da una sola parte verso all'altra (che sono documentabili), a chi ha assunto l'identità di “portavoce”  ed ha dichiarato più volte di essere “l'unico titolato a parlare in nome del M5S” (anche questo estremamente documentato), compete il dovere di agevolare l'armonia di tutti gli attivisti, e non già di preferirne uno anziché altri.

Il consigliere Bozzetti, troppe volte si attiva ed influenza l'andamento e la direzione dell'operato dei meetup, per poi nascondersi, a seguito di accuse specifiche, sulla presunta terzietà del medesimo (e chiedendo aiuto a colleghi e sedicenti meetup fuori sede).

Un vero e concreto dato di fatto, è sicuramente la responsabilità oggettiva (politica) dell'unico  consigliere regionale di Brindisi del M5S, Gianluca Bozzetti, nell'aver consentito l'attuale disastrosa situazione di Brindisi, e questo a prescindere se sia dimostrato o meno finanche un suo effettivo coinvolgimento. Non avrebbe dovuto permettere a priori che fossero presentate due liste, ed avrebbe dovuto cercare una conciliazione di tutti gli attivisti.

Che tanto possa essere accaduto per imperizia o negligenza, per incapacità o supponenza, poco importa per chi deve portare la voce di ogni singolo attivista ad una destinazione specifica e non c'è riuscito. Ma quello che importa è invece la caparbia difesa in contrasto con la verità: non si può accettare la dichiarazione di Bozzetti che non abbia dato il “placet” a nessun candidato sindaco o lista, come da lui sostenuto nella dichiarazione di giovedì scorso, quando invece il meetup di Brindisi Uniti è diretto essenzialmente e preminentemente dal medesimo.

Non solo perché obbiettivamente il meetup in oggetto si alloca nella sede del M5S (bisogna sapere che una sede del M5S può esserci solo se esiste una persona regolarmente eletta, mentre il meetup non può avere una sede identificabile come M5S), ma soprattutto perché quando si è trattato di scegliere democraticamente il candidato sindaco e la formazione dei candidati consiglieri, l'invito, la direzione, e l'ordine in tal senso lo ha dato proprio lui.

Il semplice fatto di aver deciso chi dovesse esser legittimato al voto, suppone un potere ragguardevole nel meetup (peraltro composto da molte persone per bene e valide), altro che  “il sottoscritto non appoggia alcun meetup”!  Forse ha dimenticato il consigliere che abbiamo votato in una sede scelta da lui invitando, oltre agli attivisti, anche tanti amici e parenti, soprattutto dello (quota parte) sciolto movimento No al Carbone e tutto senza neanche dire il motivo per cui ci aveva invitato a questo riunione serale. E, forse, ancora dimentica che il giorno successivo ha fatto la comparsa un “verbale” di quella riunione, poi misteriosamente scomparso (e di cui ancor oggi attendo copia). 

A fronte dell'eccezione sollevata riguardo alla legittimità della scelta delle numerose persone che avrebbero così deciso con il loro voto le sorti del meetup nella campagna elettorale, la risposta è stata duplice: prima il silenzio e poi l'estromissione dalle chat dove si discute delle problematiche, dei programmi e degli impegni. Ergo, non hai più, di fatto, alcuna possibilità di agire all'interno del gruppo, perché proprio quel gruppo (molto ristretto), ti ha escluso dai mezzi di comunicazione. E che dire poi, quando ci si trova in difficoltà,  della strumentalizzazione di altri meetup fuori dal territorio di competenza?

Nessuno ancora ha capito chi ha materialmente scritto un “comunicato” in un solo giorno e facendolo approvare ad almeno 14 meetup (cioè 14 assemblee fatte in contemporanea in un sol giorno), salvo poi a chiedere al giovane Luigi che ne dava lettura, se avesse, almeno lui, appurato la veridicità di quanto contenuto nella nota e constatare che non ne sapeva proprio nulla.

Alla richiesta perché mai i meetup provinciali si interessassero delle vicende brindisine, nessuna risposta; alla richiesta del perché soltanto oggi si mobilitavano e non anche qualche mese addietro per trovare un comune intendimento, nessuna risposta. Certo, le domande venivano formulate ai tre  ignari amici venuti a vedere, come me, la conferenza stampa, e che dovevano solo portare “il proclama”, ma quanto meno ho avuto il piacere di conoscerli, sebbene non possa dire chi rappresentavano o se potevano rappresentare qualcuno.

Bene, allora se davvero questo Movimento è contro l'utilizzo del potere del singolo che invece dovrebbe dare spazio agli attivisti ed ai cittadini, perché mai queste dinamiche si sono realizzate e sopratutto, perché mai il consigliere Bozzetti si è attivato così tanto nel proprio meetup e, quando in difficoltà, contattando gli amici più o meno blasonati affinché si schierassero in sua difesa?

E' vero che la consigliera Laricchia ben può legittimamente affermare il positivo operato del suo collega Bozzetti all'interno della Regione Puglia (non oggetto di contestazione), ma altrettanto vero è che lei nulla conosce di cosa abbia fatto a Brindisi nei rapporti con meetup e con gli attivisti, e cionondimeno, ne prende le difese (difendiamo l'amico?)

Tutto questo non è il M5S, che rimane invece, comunque, un bellissimo movimento di persone libere che ove non dovessero trovare spazi, sono altrettanto libere di entrare in qualsiasi meetup e far valere le loro idee ed i loro principi (esatti o sbagliati che siano), combattendo contro il potere dei singoli per i singoli finanche se dovesse provenire dal proprio interno.

La preghiera è dunque quella di fare un incontro, con la partecipazione di tutti, proprio tutti, i cittadini, anche in mezzo alla pubblica via, e chiarire le vicende di contrasto alla luce dei comuni intenti, non già quelle personali che niente hanno a che vedere con il Movimento. E anche se non propriamente di competenza territoriale, invitare tutti i meetup della provincia, ed anche tutti quei “sostenitori” del mero sentito dire, almeno sapranno quali sono le problematiche sollevate da una parte all'altra e viceversa.

Intanto però, resta un grande dispiacere ed una profonda tristezza, se non altro perché manca quella coesione che si vorrebbe davvero vedere e che qualcuno, tipo Bozzetti, ben avrebbe potuto almeno tentare di porre in essere. Non si ignorano gli attivisti, valgono tutti. Sono tutti uguali.

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