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“Da Brindisi la rinascita della sinistra: no alle melasse moderate e ai personalismi”

L'onorevole D'Attorre a sostegno di Riccardo Rossi: "Unica figura concreta di fronte ad alleanze di convenienza tra Pd, centro e destra". Leo Caroli: "Basta con il sistema del potere nelle mani di pochi che va avanti da dieci anni, sì alla democrazia generativa per svoltare. Qui parte un nuovo laboratorio di rilievo nazionale". Barba: "Noi formichine combattenti"

BRINDISI – “La sinistra italiana può e deve rinascere e lo fa da Brindisi con Riccardo Rossi candidato sindaco, unica figura credibile, nel contesto della mutazione genetica del Pd, succube del renzismo che ha snaturato il partito su tutti i livelli, dal nazionale al locale dove proliferano coalizioni indistinte che hanno il sapore di melasse moderate fatte di personalismi e convenienze”.

alfredo d'attorre-4E’ tornato a Brindisi a distanza di quasi un anno l’onorevole Alfredo Attorre, il primo fra i parlamentari a dire basta al Pd del premier Matteo Renzi, e a tenere a battesimo Sinistra italiana: c’era stato ad aprile 2015, alla vigilia delle elezioni regionali che videro a maggio la vittoria di Michele Emiliano, quando il nuovo soggetto politico era in fase di concepimento, ha voluto esserci oggi (30 maggio) per sostenere la candidatura a sindaco di Riccardo Rossi per Brindisi Smart, coalizione in trainata da Brindisi bene comune e Sinistra per Brindisi, quando mancano 5 giorni alle elezioni.

Oggi Sinistra Italiana è una realtà nella quale sono confluiti molti volti noti del Partito democratico tanto nazionale che brindisino impegnati nella ricostruzione per l’affermazione di valori della tradizione smarriti nel tempo se non addirittura, secondo alcuni, sepolti nelle logiche delle convenienze. Da qui, da Brindisi, la sinistra che si presenta come unica, vera e autentica intende ripartire che nella convinzione che ci siano margini di manovra.

L’aspirante sindaco e i candidati consiglieri sono al lavoro nella sede di corso Garibaldi, piccola per ospitare i simpatizzanti: “Lavoriamo come formichine combattenti”, ha detto Pasquale Barba prima di passare la parola all’onorevole.

“Ci poniamo in una logica di totale discontinuità con gli ultimi dieci-quindici anni”, ha affermato subito D’Attorre. “Lo facciamo a Brindisi con un programma fortemente ancorato ai temi del’'ambiente, del lavoro e della solidarietà che vengono declinati in maniera corretta. Brindisi deve recuperare autonomia politica e centralità amministrativa e si inquadra in un progetto espansivo che ha il suo punto di forza nel rapporto con i cittadini, con quelli che sono rimasti nel Pd pur avendo idee incompatibili con il renzismo e con quanti non hanno votato negli ultimi tempi”, ha detto il parlamentare.

“Rossi è la figura più concreta in questa campagna caratterizzata dalla indistinguibilità delle altre coalizioni che sanno di una melassa moderata fatta di personalismi e di convenienze che vedono assieme Pd, centro e pure la destra”, ha aggiunto D’Attorre che non ha risparmiato bordate neppure al governatore della Puglia. Lo scorso anno pronosticò la vittoria di Emiliano: “Bene ha fatto rispetto alle trivellazioni, ma onestamente vedo un partito della Regione aperto a tutti senza discriminazioni e distinzioni”, ha detto facendo un riferimento – tutt’altro che casuale – all’alleanza con il Nuovo Centro destra.

rossi pubblico-2Parallelamente alle questione amministrativa e alle elezioni di giugno, l’onorevole di Sinistra italiana ha sottolineato la necessità di una mobilitazione referendaria: “Diciamo chiaramente no alla riforma della scuola, no al Jobs Act e ancora no a quel modello di democrazia plebiscitaria espressione di una riforma de costituzionale, per cui il nostro è un no al referendum di ottobre e un sì alla nostra costituzione che va difesa. Non credo che altrove, per esempio a Milano, i candidati sindaco abbiano compreso il valore del referendum se Sala e Parisi dicono di non aver approfondito la questione. Queste ragioni di principio unite a quelle locali per la rinascita morale e politica di una città come Brindisi sono da incoraggiamento al nostro progetto, per cui ribadiamo il no ad accrocchi di dirigenti”.

Dopo l’applauso dei presenti, la parola è passata a Leo Caroli, presidente della Task Force regionale sull’occupazione ed ex assessore al Lavoro: “Brindisi ha un valore nazionale perché con il voto in questa città, sperimentiamo come in un laboratorio la capacità della sinistra autentica di stare insieme, con il collante costituito dal buon governo”, ha detto. “L’analisi del sistema Brindisi non può prescindere dal record degli arresti dei sindaci, delle indagini che interessano assessori o consiglieri, primato non lodevole che rischia di mettere in discussione la democrazia che costituisce la vera posta in gioco”.

 “C’è stata una degenerazione del potere, quello concentrato nelle mani di pochi, dopo la delega del cittadino a essere rappresentato: c’è stata una contaminazione in senso negativo sino al consolidamento di poteri forti negli ultimi dieci anni, sistema nel quale era impensabile il no al rigassificatore ieri e oggi il no alla Tap, progetti entrambi calati dall’alto, da subire perché c’era asservimento, figlio del sistema di potere”, ha continuato Caroli. “Per quale motivo le liste a sostegno di Riccardo Rossi sono credibili?  Perché sono espressione di una democrazia in senso orizzontale, ossia partecipata, unica strada da seguire per il cambiamento autentico. Brindisi deve ribellarsi e come dice Guglielmo Miniervini, democrazia generativa, è quella necessaria per la svolta. Guardiamo gli altri candidati, chi offre garanzie, chi non è sottomesso al sistema Brindisi?”.

riccardo rossi-6La risposta spetta agli elettori il 5 giugno, data dietro l’angolo, a cui Rossi si approccia proponendo un altro tipo di laboratorio in netta contrapposizione e prima ancora in assoluta discontinuità con il passato recente vissuto da Brindisi: “Nel 2009 qui nacque il laboratorio tra il Pd e Massimo Ferrarese con Noi Centro, alleanza che per me è stata l’embrione del partito della Nazione e che finì per sbattere la porta al notaio Michele Errico al termine della sua presidenza della Provincia”, ha ricordato Rossi. “Ora, a sette anni di distanza, c’è spazio per un nuovo laboratorio, quello proposto da Brindisi Bene Comune e da Sinistra per Brindisi, per ripartire dal territorio con due questioni da affrontare: quella morale e quella del modello di sviluppo, entrambe tematiche nazionali, facce della stessa medaglia”.

“Dietro gli arresti dei sindaci, evidentemente ci sono responsabilità anche di altri, di quelli che si chiudevano nelle stanze, di quelli che mai in quattro anni che sono stato consigliere di opposizione al Comune hanno affrontato un confronto, ma nel frattempo sono finite sotto inchiesta. Oggi nuova perquisizione della Finanza per la mensa scolastica”.

“Brindisi Smart attraverso con partecipazione e trasparenza ossia con le buone pratiche con cui il Pd ha chiuso staccando la spina, vuole ripartire segnando il percorso del futuro di Brindisi che merita altro. Non arresti e non indagini”.

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